venerdì 22 ottobre 2010

Il silenzio della politica su Avetrana

Voce Repubblicana del 23 ottobre 2010
Intervista ad Adriana Poli Bortone
di Lanfranco Palazzolo

La politica non si è affatto scandalizzata di come la tv ha cercato di sostituirsi alle autorità costituite nella vicenda del delitto di Avetrana. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la senatrice Adriana Poli Bortone di “Io Sud”.
Senatrice Adriana Poli Bortone, il delitto di Avetrana ha sconvolto molti italiani. Ma la televisione si è impossessata di questa drammatica storia alimentando altre polemiche.
“Credo che questa vicenda sia stata troppo – non voglio dire enfatizzata perché questo delitto è certamente un atto terribile – sovraesposta mediaticamente. Questa attenzione dei mezzi di informazione, alimentata anche dalla disponibilità dei principali protagonisti della vicenda, hanno fatto soffermare l’attenzione di tutti gli italiani sulla realtà di Avetrana. L’immagine che è stata data della Puglia che è venuta fuori dalle trasmissioni televisive è stata assolutamente negativa. Si è fatta apparire la realtà di questa regione come un luogo ricco di omertà, di complicità e di silenzi, di situazioni incestuose. Questa immagine che è stata data dai mezzi di informazione non appartiene alla cultura diffusa della Puglia. Può darsi che, una volta appurata la verità su questa vicenda, ci siano state anche delle situazioni del genere, che però non sono specifiche o uniche rispetto ad altre situazioni che si sono verificate nel resto d’Italia. Anche perché siamo costretti a vedere delitti terribili in tutte le Regioni d’Italia proprio per un’assoluta mancanza di rispetto della persona e della dignità della vita”.
Lei è stata anche membro della Vigilanza Rai. Cosa pensa del fatto che in ogni ora della giornata ci siano state trasmissioni che hanno realizzato trasmissioni fiume sull’assassinio di Avetrana?
“E’ grave che la televisione si sia sostituita alle indagini che stava svolgendo la magistratura. Mi sembra che ci sia stata un’attenzione eccessiva da parte dei mezzi di informazione. La Rai fa delle stranezze come se fosse legibus soluta. Questa azienda dovrebbe rispettare la sua vocazione di servizio pubblico e non mettersi certo in concorrenza con le televisioni private. La sua mission dovrebbe essere completamente diversa da quella che abbiamo visto in questi giorni. Io mi guardo bene dal dire che certi programmi dovrebbero essere censurati, per carità. Ma dalla Rai sarebbe almeno necessario aspettarsi almeno una certa normalità comportamentale. E questo non viene assolutamente fatto”.
Qual è stato l’aspetto più negativo di queste trasmissioni?
“La televisione ha voluto rappresentare, a tutti i costi, un elemento imprescindibile attraverso il quale si arriva alla verità sostituendosi alle autorità riconosciute alle quali spetta questo compito. E la politica non ha detto nulla, giudicando normale ciò che normale non è”.

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