giovedì 7 ottobre 2010

Parola di Fini: sul Pdl non c'è niente da discutere

Voce Repubblicana del 7 ottobre 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Domenico Nania

Sul Pdl non c’è nulla discutere. Questa fu la risposta che mi diede Gianfranco Fini quando gli proposi una federazione dei due grandi partiti del centrodestra. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il vicepresidente del Senato Domenico Nania.
Senatore Nania, martedì scorso è nato Futuro e libertà. Cosa pensa della nascita del partito di Fini? Si aspetta lealtà o ambiguità da questo nuovo soggetto politico?
“Quando si è trattato di fare il Popolo delle libertà avevo espresso una posizione critica contro il cosiddetto partito unitario del centrodestra. E sostenni l’idea di una federazione nel centrodestra. Ricordo che mandai un appunto al Presidente della Camera Gianfranco Fini. La risposta di Gianfranco Fini fu chiarissima. Il Presidente della Camera mi disse che non c’era nulla da discutere: o dentro o fuori. Io proponevo una discussione politica su come costruire un soggetto politico unitario del centrodestra. Infatti, la forma della federazione mi sembrava quella più adeguata. Con quella forma di accordo, Alleanza nazionale poteva mantenere una sua autonomia organizzativa sui temi politici da portare avanti. E per le decisioni più importanti era necessario mettere in campo un sistema di regole con decisioni a maggioranza”.
Furono questi i termini della polemica?
“No, non furono solo questi. Quando si trattò di discutere dei temi politica, feci presente a Fini che non era opportuno abbandonare i temi della destra, il Presidente della Camera mi rispose che quello era un discorso chiuso. E mi disse che ormai eravamo nell’ottica politica del Partito popolare europeo e che bisognava ormai finirla con questa idea della destra. Ormai dovevamo misurarci sui temi, indipendentemente dal campo dei valori che erano il nostro punto di riferimento. La domanda sulla lealtà non mi riguarda. Io ho sempre difeso le mie idee e i valori della mia storia. Resto dove si trova la mia storia e la mia cultura. Se altri ritengono di fare un’alleanza nazionale più piccola, o non so che cosa perché non lo capisco, questa è una scelta che riguarda un modo di fare politica che certamente non è quello che io condivido”.
Cosa pensava della nascita del Pdl?
“Quando due esponenti politici come Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini fondano un soggetto politico come il Popolo delle libertà si definiscono cofondatori. Non credo sia normale che, mentre Berlusconi diventava il Presidente del Consiglio, l’altro cofondatore, invece di diventare il coordinatore di questo soggetto per tararlo sui valori politici nei quali abbiamo sempre creduto, è diventato il Presidente della Camera dei deputati, contrastando sistematicamente ogni posizione politica espressa dal Popolo delle libertà. Perché abbiamo fondato il Pdl senza alcuna discussione se questo doveva essere il risultato?!”.

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