giovedì 28 ottobre 2010

Quel Lodo non andrà fino in fondo

Voce Repubblicana del 28 ottobre 2010
Intervista a Stefano Ceccanti
di Lanfranco Palazzolo

Il lodo Alfano fa parte della strategia processuale del centrodestra in vista dell’esame del legittimo impedimento di fronte alla Consulta. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Pd Stefano Ceccanti.
Senatore Ceccanti, cosa sta accadendo sul Lodo Alfano dopo l’intervento del Presidente della Repubblica sulla norma che concerne proprio i procedimenti sul Capo dello Stato?
“Fin dal mese di giugno avevo sottolineato che la cosa più grave in assoluto in quel disegno di legge costituzionale era il punto che il Presidente della Repubblica nel suo intervento: il procedimenti sul Capo dello Stato. Il fatto che il Parlamento decida a maggioranza semplice se concedere o meno questa autorizzazione a procedere nei suoi confronti o negarla significava rendere il Presidente della Repubblica dipendente da una maggioranza parlamentare. L’indebolimento del potere del Presidente della Repubblica potrebbe portare a situazioni piuttosto imbarazzanti: le pressioni di una maggioranza parlamentare affinché il Presidente della Repubblica firmi una legge sulla quale il Capo dello Stato non è convinto, in cambio del voto contro l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. A me è sembrata grave l’idea di inserire questa norma. Oltretutto, mettere una deliberazione sul Presidente della Repubblica significa incentivare i conflitti con il potere giudiziario, perché significa invitare il potere giudiziario ad avere un palcoscenico come il Parlamento in seduta comune che si riunisce per una deliberazione sul Capo dello Stato. Anche volendo fare quel ddl costituzionale una norma di quel tipo è grave”.
Nemmeno una maggioranza rafforzata sul Capo dello Stato potrebbe andare bene?
“Sono assolutamente contrario. Il Capo dello Stato non deve essere sottoposto a questo tipo di voto. Altrimenti si viene a creare un meccanismo anomalo di fiducia tra il Presidente della Repubblica e la maggioranza parlamentare. Anche con una maggioranza qualificata il problema resta. Mi sembra che l’intervento del Presidente della Repubblica abbia chiesto proprio la cancellazione del voto di autorizzazione”.
Come ha trovato le reazioni del centrodestra?
“Nel centrodestra hanno compreso che è il caso di togliere la deliberazione parlamentare. E quindi nel centrodestra hanno fatto di necessità virtù”.
Come interpreta le parole di Berlusconi per il ritiro del provvedimento pensando anche alla tagliola del referendum confermativo?
“Non credo che il centrodestra abbia fatto questa legge per arrivare fino in fondo. In vista della seduta della consulta sull’esame della legge sul legittimo impedimento del 14 dicembre, si vuole dare il segnale alla Corte che il centrodestra sta rispettando la promessa di una legge costituzionale sui reati commessi dalle alte cariche dello Stato”.

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