venerdì 29 ottobre 2010

Un sistema troppo rigido

Voce Repubblicana del 29 ottobre 2010
Intervista a Daniele Fortini
di Lanfranco Palazzolo

Il sistema della raccolta dei rifiuti a Napoli e in provincia è molto rigido. Lo ha detto alla “Voce” il Presidente di Ferderambiente e della Municipalizzata di Napoli ASIA Daniele Fortini.
Presidente Fortini, cosa pensa della situazione che si è creata intorno alla discarica di Terzigno? Lei ha fatto delle precise critiche su quanto accaduto.
“Io non ho fatto delle accuse, ma delle constatazioni. E evidente se, alla fine del 2008, il sistema era stato messo in sicurezza. Il sistema dei flussi dei rifiuti urbani erano abbastanza fluidi. Tutto sembrava marciare nella giusta direzione. Ai primi giorni di settembre si è verificata una crisi. Per due giorni i rifiuti sono rimasti a terra. Il comune con la municipalizzata, aiutato dalla Protezione civile, ha provveduto a rimuovere questi rifiuti. Lo stesso problema si è verificato nei giorni scorsi, quando ci sono stati cinque giorni di mancata raccolta. Si tratta di una cosa molto pesante per la città di Napoli”.
Perché è accaduto questo nuovo stop?
“Il sistema campano della raccolta dei rifiuti a Napoli e in provincia è molto debole. Non ha volano e vie di fuga. Nel momento in cui l’impianto di Acerra funziona con due linee, gli abitanti bloccano l’accesso alla discarica di Terzigno e la popolazione di Chiaiano chiede l’orario di conferimenti notturni dei rifiuti in poche ore, qualunque elemento di rigidità viene introdotto – all’interno di un sistema che è già rigido – si produce un inceppamento della macchina e si determina questa situazione”.
Qual è il livello di responsabilità che ha bloccato tutto?
“Si è lasciato credere per tantissimi anni ai cittadini che la dotazione impiantistica della Campania - gli ex impianti cdr, quello di Accerra e un terzo che dovrà essere costruito – fossero sufficienti insieme con la raccolta differenziata. Per dieci anni è stato detto ai campani che non c’era bisogno di discariche. Invece non era vero. Il sistema campano ha bisogno di discarica”.
Quali sono i vostri rapporti con l’amministrazione comunale di Napoli?
“Non ci è mai mancato l’apporto e il sostegno del Comune. Il problema è che lo Stato, per ben 16 anni, ha esautorato gli enti locali e le Regioni prendendosi su di se tutte le responsabilità. Infatti, un anno fa è lo Stato che si è preso tutti i meriti per aver risolto l’emergenza rifiuti che era stata risolta in Campania. Questi 16 anni di emergenza, nei quali sono stati spesi tre miliardi di euro era lo Stato che doveva trovare soluzioni. In Campania si doveva costruire un impianto di compostaggio, ma oggi non c’è nemmeno un impianto di compostaggio. Tutti i poteri erano nelle mani dello Stato. Le province potevano fare di più. Ma se lo Stato non c’è riuscito perché dovevano riuscire a farlo le province in pochi mesi?!”.

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