martedì 9 novembre 2010

Il presidente della Camera non può promuovere quella crisi

Voce Repubblicana del 9 novembre 2010
Intervista a Luigi Compagna
di Lanfranco Palazzolo

E’ assurdo che il Presidente della Camera promuova una crisi di governo extraparlamentare. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Popolo delle libertà Luigi Compagna. Ecco cosa ci ha detto sulle parole pronunciate dal Presidente della Camera.
Senatore Compagna, cosa pensa del discorso che il leader di Futuro e Libertà ha tenuto al termine della Convention del suo nuovo partito? Questo appuntamento si è concluso con un vero e proprio ultimatum al Governo affinché si dimetta.
“Questa convention politica si è conclusa in modo paradossale. Non voglio certo mancare di rispetto al Presidente della Camera Gianfranco Fini. Ho la sensazione che la Terza carica dello Stato ignori le norme e lo spirito della Costituzione italiana. Ma il Presidente della Camera non può promuovere una crisi di Governo. Non è certo Fini a stabilire questo nel suo ruolo istituzionale. Non voglio certo atteggiarmi a maestrino di nessuno. Ho l’impressione che anche questa convention ha consolidato il disordine e il malessere costituzionale nel quale si vive lo scontro politico che è certo caratterizzato da molti personalismi tra lo stesso Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi”.
Dove vede il disordine istituzionale in questa fase dello scontro?
“Questo scontro sta incentivando questa confusione. La mia impressione è che, fin dal principio di questa vicenda, c’è una grande ambiguità e una sovrapposizione dei ruoli. Il discorso di Fini mi ha colpito perché ieri ho sentito che il Presidente della Camera si compiaceva del fatto che non si è mai detto: ‘Meno male che Gianfranco c’è’. Fare delle battute così sguaiate nei confronti del Presidente del Consiglio fa parte dello scontro politico. Però si deve rispettare il buon gusto e il rispetto costituzionale”.
Questa possibile rottura dove porterà? Fini è convinto di essere l’alternativa di Berlusconi?
“E’ Gianfranco Fini che deve scegliere il suo ruolo politico. Oggi non possiamo far altro che constatare la pericolosa congiuntura istituzionale che il Presidente sta alimentando nel suo ruolo di Presidente della Camera. La Terza carica dello stato non è una figura istituzionale ad personam. E’ un’importante figura del potere neutro della nostra Costituzione. Fini insiste nel voler fare politica nel suo ruolo di Presidente della Camera. E questo, alla lunga, crea moltissima confusione. Ho l’impressione che la reazione del Presidente del Consiglio è di una certa compostezza di fronte a questi comportamenti. Credo che vivremo delle settimane di grande incertezza politica. Non è possibile che il Presidente della Camera promuova una crisi extraparlamentare con se stesso come massimo riferimento della crisi. Ed è assurdo che la carica che deve presiedere il dibattito sulla Finanziaria possa determinare la fine del Governo”.

Nessun commento: