mercoledì 17 novembre 2010

La rivoluzione culturale di Adolfo Urso

Dichiarazione di Adolfo Urso nel corso
del Primo congresso del Popolo delle libertà


Oggi volevo divertirmi e vedere cosa dicevano un anno fa i fondatori del Pdl confluiti in Futuro e libertà. Oggi comincio con Adolfo Urso. Ecco cosa ha detto il 21 marzo del 2009.

Il Pdl ''e' il nostro sogno'', ''non nasce sul predellino, ma con il seme gettato nell'autunno del 1993 da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini''. Adolfo Urso rivendica, davanti al congresso di An, di aver indicato dal luglio del 2006 la prospettiva di un ''soggetto politico unico del centrodestra nell'ambito del popolarismo europeo''. Questo progetto, aggiunge, ''non puo' che avere una leadership plurale''. Anche perche' ''il bello e il difficile viene ora: il nuovo partito dovra' affrontare sfide che ''fanno tremare le vene ai polsi ai grandi del mondo'', rappresenta per la destra ''una vera rivoluzione culturale, fatta da questa classe dirigente''. Con un avvertimento: ''Il Ppe non e' piu' quello della Dc, non possiamo essere la brutta copia della Dc''.

Dichiarazione del 26 marzo
La confluenza di Alleanza e Forza Italia nel Popolo della liberta' e l'ingresso di quest'ultimo nel Ppe segnano, infatti, una svolta storica, assegnando ai popolari un nuovo ruolo nel nostro continente e, al contempo, aprendo una nuova fase per la destra italiana. ''Abbiamo bisogno - scrive nell'editoriale Urso - di un grande partito che rappresenti il vero sentimento delle nazioni europee''. ''Non un partito ancorato a cio' che fu, ma un partito che sappia preparare cio' che sara'. Non un partito ideologico ma un country party, vivo e reale, radicato ma volitivo'', prosegue. E ancora: ''Non si tratta di ricostruire la Dc ma di trarre giovamento da quella esperienza per capire come occorre fare per interpretare al meglio le esigenze della nostra era e della modernita'''. Mai piu' Dc, dunque, ''per una nuova generazione di popolari europei che hanno costruito una piu' ampia e inclusiva casa per i partiti di centrodestra del continente''.

Questa è una dichiarazione del 29 marzo 2009
'Ex': il titolo del film spopola nelle sale cinematografiche ma e' rigorosamente vietato nel salone congressuale del Pdl alla Fiera di Roma. A decretarne la messa al bando e' il sottosegretario dello Sviluppo economico Adolfo Urso, fra i primi ad intervenire nella seconda giornata del congresso del Popolo della liberta'. "Dobbiamo bandire la terminologia 'ex' -esorta- non siamo ex-An o ex-Forza Italia. Non siamo ex di nulla". Sottolinea Urso: "Stiamo costruendo quel grande partito popolare che in Italia e' sempre mancato, ma non possiamo essere neanche la bella copia della Dc. Il Pdl non puo' essere una sommatoria delle vecchie identita', perche' imboccherebbe la strada della sconfitta dove si e' incamminato il Pd. La nostra e' una grande rivoluzione culturale: la 'cultura del fare' e' la vera rivoluzione con la quale far partire anche il treno delle grandi riforme. Noi dobbiamo far vivere l'Italia non di rimpianti, che dividono; ma di sogni, che uniscono".

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