venerdì 5 novembre 2010

La storia siamo "Noi", anzi è Veltroni


Giovanni Minoli è proprio un bravo ragazzo. Aiuta sempre i perdenti. Lo ha fatto anche nella puntata di giovedì sera sera de "La storia siamo noi", regalando l'apertura della trasmissione, dedicata al bombardamento di Roma nel 1943, a Walter Veltroni, che ha letto alcune pagine del suo ultimo romanzo dal titolo "Noi", dove c'è anche un capitolo dedicato al bombardamento alleato sulla capitale. Oltre a questa trovata promozionale, Minoli ha beccato due storici che avrebbero potuto dire tutto quello che faceva comodo al racconto buonista sulla storia del bombardamento di Roma del 19 luglio del 1943. La puntata della "Storia siamo noi" era evidentemente un pretesto per parlare bene di Pio XII e per ricordare quanto era buono quel pontefice. Certo, se la televisione continua a raccontare queste storie su Papa Pacelli gli italiani si convinceranno che il vero Papa buono era lui e non certo Giovanni XXIII. Il programma non ha affrontato alcuni nodi relativi alle vicende sul bombardamento di Roma. In primo luogo, la puntata di Minoli non ha spiegato cosa avrebbe potuto fare il Vaticano per salvare le popolazioni romane colpite dal bombardamento. Ricordiamo a tutti che pochi giorni prima di quell'azione militare alleata, la capitale fu sommersa dai volantini degli alleati che preannunciavano l'azione sulla capitale. Il Partito fascista di Roma sequestrò tutti quei manifestini. Ma molti di quei messaggi arrivarono anche all'attenzione del Vaticano. Eppure in Vaticano nessuno si mosse per evitare che quel bombardamento quasi annunciato potesse colpire la popolazione civile. Un altro grosso buco dell'inchiesta è stato il passaggio relativo alla liberazione di Roma. E storicamente appurato che il Papa scrisse al Foreign office per chiedere ai vertici militari alleati di non far entrare nella capitale, soldati di fede e razze diversa dalla cristiana. Nessuno dei due storici interpellati dalla trasmissione lo ha detto. E questo non ha fatto certamente onore ad un programma apprezzato come "La storia siamo noi". Notiamo che la difficoltà di ristabilire un minimo di obiettività storica sta diventando sempre di più un'impresa irrealizzabile. Ma quando saremmo messi nelle condizioni di apprezzare un programa storico senza che questo scada nella pubblicizzazione di un libro o dove si racconta di tutto meno di come si svolsero i fatti che realmente accaddero?

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