sabato 13 novembre 2010

Quel consenso deve essere creato

Voce Repubblicana del 13 novembre 2010
Intervista a Bruno Torresin
di Lanfranco Palazzolo

Sull’emergenza rifiuti in Campania non ha funzionato la concertazione inter-istituzionale. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana”, l’amministratore delegato della società Trattamento Rifiuti Metropolitani (TRM), che sta costruendo il termovalorizzatore di Torino.
Bruno Torresin, quali sono le sue valutazioni su quello che ha visto in questi giorni in Campania? Cosa non ha funzionato?
“Gli aspetti da prendere in esame sono tre. A Torino abbiamo lavorato per costruire il consenso intorno al nostro lavoro. Il termovalorizzatore è un impianto a forte impatto emotivo, che può non essere accettato da tutti. Nella realtà campana non ha funzionato la concertazione di tipo istituzionale. La contrapposizione tra i diversi livelli istituzionali non è stato un buon messaggio ai cittadini”.
A Torino cosa avete fatto?
“Abbiamo stipulato dei protocolli d’intesa in cui i comuni, la provincia e la città di Torino hanno condiviso gli obiettivi della raccolta differenziata, le scelte impiantistiche, la dislocazione sui territori in cui ogni realtà istituzionale si è sentita partecipe, non il luogo in cui veniva scaricato il problema. Inoltre, i cittadini non hanno sempre avuto un’informazione corretta di cosa si va a realizzare. Anche qui non bisogna avere paura di dire che quando si realizza un termovalorizzatore o una discarica, questi impianti richiedono che ci sia un controllo diretto da parte dei cittadini. A questo proposito, a Torino è stato costituito il Comitato locale di controllo. Quindi, i sindaci e i loro rappresentanti, i cittadini e i tecnici controllano che effettivamente una discarica sia costruita secondo i principi della sostenibilità ambientale. In Campania questo elemento è mancato”.
I soggetti che dovevano controllare la compatibilità ambientale erano credibili in Campania?
“A Torino, le prefetture e l’ARPA godono di credibilità. In Campania questa credibilità è venuta meno. Chi deve controllare la realtà di certe situazioni non sempre è corretto. I cittadini pensano che ci sia qualche connivenza con pratiche poco corrette. Questa è la comparazione che mi sento di fare tra a realtà torinese e quella della Campania”.
Che giudizio pensa di dare all’intervento della Protezione civile in Campania?
“Con le mie considerazioni non ho voluto esprimere alcun giudizio o indicare delle responsabilità personali. Ho fatto delle valutazioni su come abbiamo gestito il consenso a Torino e su come questo consenso è stato gestito in Campania. Bertolaso e le istituzioni devono mettere in chiaro che la risposta data in Campania è transitoria. Ma dopo si deve affrontare una proposta impiantistica e i implementazione di un ciclo integrato di rifiuti per modificare tanti aspetti del comportamento dei cittadini come quello della raccolta differenziata”.

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