venerdì 5 novembre 2010

Rutelli non avrebbe fatto come Alemanno

Voce Repubblicana del 5 novembre 2010
Intervista a Gianluca Quadrana
di Lanfranco Palazzolo

Alemanno ha sbagliato a parificare Stato e Chiesa nelle celebrazioni del XX settembre del 1870. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il consigliere comunale di Roma della lista civica per Rutelli Gianluca Quadrana.
Consigliere Quadrana, le celebrazioni per l’anniversario della Breccia di Porta Pia hanno provocato molte polemiche. Il Comune di Roma ha voluto unire le memorie della Chiesa cattolica con quelle laiche di chi si batteva per lo Stato Unitario. E’ stato un errore?
“La celebrazione istituzionale fatta dal comune di Roma alla presenza del Segretario di Stato vaticano, il cardinal Bertone, e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva la giusta intenzione di pacificare gli animi su una questione molto controversa: i rapporti tra lo Stato italiano e il Vaticano. Però, una celebrazione fatta in quel modo, con l’intenzione di parificare le due parti, è stato un errore per la stragrande maggioranza degli italiani. Quella del 20 settembre del 1870 è stata una grande pagina di libertà. E non un atto di occupazione”.
Come si è comportata la Chiesa di fronte a questa celebrazione particolare?
“Lo Stato pontificio era caratterizzato da istituzioni non democratiche. Era praticamente uno stato tirannico, nel quale la libertà non veniva considerata come un valore fondativo. Il 20 settembre è stato un atto di grande liberazione per il popolo romano. La breccia di Porta Pia è stato un capitolo importante della nostra storia, dopo la Repubblica romana, per tutti coloro che si rifanno agli ideali risorgimentali”.
Ritiene che sia in corso un’opera di revisione storica che tende a dimostrate che la Chiesa cattolica, contrariamente a quanto accadde nella realtà, aveva svolto un ruolo positivo nella costruzione unitaria italiana?
“Io non sono un credente. Penso che il cattolicesimo faccia parte della cultura del nostro paese. Credo che nessuno possa escludere questo dato di fatto. Ma uno dei difetti della nostra cultura è quello di tentare di uniformare tutto, di appiattire ogni cosa. E di non lasciare spazio alle sfumature, a quello che non risponde alla fiction che si vuole determinare. Credo che la storia d’Italia che la televisione ci consegna, se escludiamo gli approfondimenti storici che vengono trasmessi in orari improponibili, sia troppo romanzata. Se guardiamo alcuni programmi non riusciamo a comprendere chi era dalla parte del giusto e chi era dalla parte del torto. Si fa un minestrone sul quale i giovani d’oggi non riescono a distinguere le responsabilità”.
L’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli si sarebbe uniformato alle celebrazioni “buoniste” del XX settembre come ha fatto il sindaco Alemanno?
“Non credo. Penso che Fancesco Rutelli si sarebbe comportato con maggiore rispetto verso la realtà storica dei fatti”.

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