giovedì 7 gennaio 2010

Quel diritto soggettivo da garantire

Voce Repubblicana dell'8 gennaio 2010
Intervista a Vincenzo Vita
di Lanfranco Palazzolo

Il diritto soggettivo alle testate interessate ai fondi dell’editoria deve essere esaminato dal Consiglio dei ministri. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Partito democratico Vincenzo Vita.
Senatore Vita cosa sta succedendo ai fondi per l’editoria?
“Stiamo parlando di 150 testate a rischio. Il timore nasce perché nel maxiemendamento dell’ultima Finanziaria è stato cancellato il testo che era apparso nella legge 99 dello scorso luglio. Quel provvedimento riprendeva il testo di un emendamento bipartisan che garantiva a queste testate il diritto soggettivo ad avere dei contributi”.
Che cos’è il diritto soggettivo?
“Il principio del diritto soggettivo stabilisce che le testate abbiano un vera e propria tutela giuridica. I bilanci di questi giornali possono essere programmati dagli amministratori con le banche attraverso fidi e prestiti. Questo principio fu stabilito dalla riforma dell’editoria del 1981 e fu reso più concreto da una legge del 1990. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha confermato che i 200 milioni di euro previsti nelle tabelle della Finanziaria del 2010 saranno confermati a fronte dei 500 milioni di euro che sarebbero indispensabili per il fondo a regime. Al di là della promessa di mantenere quella tabella per il 2010, in assenza di un diritto soggettivo qualsiasi altra priorità può sopraggiungere ad un certo punto dell’annata. E siccome le provvidenze vengono date verso la fine dell’anno, si può immaginare come il comma 53 bis previsto dalla Finanziaria, che cancella il diritto soggettivo, metta a repentaglio la vita di questi giornali”.
Cosa ha fatto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti?
“In una telefonata con il Presidente della Camera Gianfranco Fini, presso il quale si erano recati i direttori di alcune di queste testate, il ministro Tremonti si è impegnato a ragionare sui criteri di elargizione del fondo. Il ministro ha fatto un ragionamento condivisibile”.
Chi sono i falchi contro questi giornali?
“I più pericolosi sono i falchi non dichiarati. Mi riferisco a chi non gradisce qualsiasi testata che non sia totalmente omologata. La saracinesca è scattata proprio quando due dei giornali aventi diritto, ‘Avvenire’ e ‘Il Secolo d’Italia’, si erano differenziati dal Governo. Esiste un nocciolo duro della maggioranza che considera negativamente i giornali che, pur essendo di centrodestra, non sono omologati”.
Cosa chiedete al Governo?
“Bonaiuti ci ha garantito che sarà inserito, in uno dei provvedimenti che l’esecutivo sta per varare, un emendamento che garantisca l’annualità in corso e le successive mantenendo il diritto soggettivo e il fondo per queste testate. E ci aspettiamo che, successivamente, il Parlamento discuta seriamente dei criteri di elargizione del fondo per questi giornali”.

La Giuve vince, ma non convince

La Juventus vince ma non convince, nemmeno sulla lavagna dei bookmaker: nonostante il successo di Parma, come riferisce Agipronews, i quotisti italiani hanno ritoccato verso l'alto la proposta sullo scudetto alla Juve, ora a 15,00 contro il 13,00 degli scorsi giorni. Il Milan dilaga contro il Genoa e la quota sui rossoneri - che peraltro devono ancora recuperare la partita con la Fiorentina - scende da 7,00 a 5,50. Inter vincente a Verona e stabile nelle quote scudetto: i nerazzurri rimangono saldamente in testa ai pronostici e pagano 1,20. La Roma, conclude Agipronews, viene acciuffata nel finale a Cagliari e la quota giallorossa si impenna da 33,00 a 40,00. Quote stellari per le altre formazioni: Fiorentina a 200, tutte le altre si giocano a 300.