martedì 12 gennaio 2010

Salvatore Bagni & Mao Tse Tung: colpire un centrocampista per educarne cento

Intervistatore: "Se avesse la possibilità di conoscere un personaggio, chi sceglierebbe"?
Salvatore Bagni: “Uno che ormai mi é impossibile incontrare: Mao Tse-tung. Uno che ha fatto moltissimo per il suo popolo. La Cina di oggi deve tutto a lui”.

Stasera sono tornato a casa molto stanco. Ero praticamente annientato dalle cose che avevo fatto e che dovevo fare. Ma il mio umore è cambiato quando mi è capitato tra le mani un piccolo volumetto che avevo trovato qualche tempo fa nei bassifondi delle bancarelle dell'usato. Mi riferisco a "Fuoco sul campione", volumetto pubblicato dalla Stock in più edizioni negli anni settanta. Il prezioso documento della Stock è una raccolta di interviste ai divi della pedata in Italia. Le interviste di "Fuoco sul campione" sono qualcosa di straordinariamente interessante. Ai campioni del nostro campionato, siamo alla vigilia della stagione 1977-78, una delle stagioni più calde della nostra democrazia, non vengono fatte le solite domande. I giocatori vengono anche intervistati sui temi della politica. La risposta che mi ha colpito di più è stata quella di Salvatore Bagni, che allora militava nel Perugia. Il campione spiegava che avrebbe voluto conoscere Mao Tse Tung, un uomo che per la Cina aveva fatto tanto. Non avrei mai pensato che Rossana Rossanda, la nota frikkettona de 'Il Manifesto', e Salvatore Bagni avessero qualcosa in comune. Chissà, forse la durezza dei falli di Bagni era dovuta proprio alle massime di Mao: "Colpire un centrocampista per educarne cento". Adesso le vittime di Bagni sanno chi devono ringraziare........

Ancora scosse nelle Marche

ANCONA, 12 GEN - La notizia di questa mattina è che ci sono state tre scosse di terremoto nelle Marche con epicentro fra le province di Macerata e Fermo. Non si segnalano danni. Le scosse sono state avvertite dalla popolazione. La 1/a scossa alle 9.07 di magnitudo 2.9, seguita alle 9.25 da un'altra scossa di 4.0. La 3/a scossa alle 9.35 di 2.6. I comuni interessati sono quelli di Sant'Angelo in Pontano, Loro Piceno (Macerata), Montappone e Falerone (Fermo). La profondita' del movimento sismico e' stata valutata attorno ai 22 km. Personalmente non credo alla legge dei ricorsi storici, ma sarebbe opportuno che qualcuno si preoccupasse di quello che sta accadendo nelle Marche. Non è il caso di sottovalutare queste scosse se consideriamo il precedente dello scorso anno in Abruzzo. E' bene che certe situazioni non si ripetano.

Nel Pd nascondono le loro difficoltà

Il Tempo del 12 gennaio 2010
Intervista a Maurizio Gasparri
Di Lanfranco Palazzolo

Ci stanno attaccando per coprire le loro difficoltà sulle candidature per le regionali. Lo pensa il capogruppo del Popolo delle Libertà al Senato Maurizio Gasparri dopo il “niet” di Pierlugi Bersani sul legittimo impedimento e sulla ragionevole durata dei processi che riprendono il loro cammino rispettivamente alla Camera e al Senato.
Senatore Gasparri, è ricominciata la guerra con il Pd sulla giustizia. Cosa ne pensa degli attacchi del segretario del Pd Pierluigi Bersani e di quelli della capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro dopo il via libera al maxiemendamento predisposto dal senatore Giuseppe Valentino (Pdl) sul testo del provvedimento sul processo breve?
“Questo atteggiamento mi sembra privo di motivazioni reali. Il provvedimento non riguarda il ‘processo breve’, come lo definiscono in molti, ma riguarda il ddl sulla ragionevole durata dei processi. Già dalla sua stesura originale il provvedimento prevedeva una durata minima di nove anni per i vari gradi di giudizio, con limiti superiori per i reati più gravi. Ora, con l’emendamento depositato del senatore Valentino i tempi previsti per i processi si allungano ulteriormente. Le critiche della sinistra sono pretestuose”.
La loro posizione è coerente?
“La Finocchiaro ed altri esponenti hanno presentato proposte analoghe per avere tempi certi sulla giustizia con termini più stringenti. Anzi, noi abbiamo dimostrato di essere meno severi di loro. I nostri tempi sono più lunghi di quelli che prevedeva la sinistra. La certezza dei tempi della giustizia è un esigenza democratica che ci è imposta anche dalle norme generali dell’Unione europea”.
E’ rimasto sorpreso da questa levata di scudi del Pd contro la maggioranza?
“Temevo questa accoglienza da parte del Pd. Conosco questo modo di fare della sinistra, soprattutto in questo momento di difficoltà che il partito di Bersani sta vivendo. Basta vedere quello che è successo nella vicenda sulle candidature in Puglia. Con queste urla contro di noi stanno cercando di coprire le loro difficoltà. Nella discussione che comincerà oggi al Senato sottolineeremo che il Pd, con la senatrice Anna Finocchiaro, aveva tenuto un atteggiamento diverso su questi temi. Ci auguriamo che questo avvio di confronto su queste leggi ordinarie non comprometta il dibattito sulle riforme costituzionali”.
Bersani sta tenendo questo atteggiamento per dimostrare che il suo partito è agguerrito in vista delle prossime elezioni regionali?
“La scadenza elettorale li spinge indubbiamente ad alzare i toni dello scontro. Il Pd sta scontando una gravissima crisi politica interna. Il Partito democratico non trova i candidati per le regionali. Basta vedere quello che è accaduto in Puglia e nel Lazio, dove il Pd si è fatto dettare l’agenda dall’Italia dei Valori e poi dai Radicali. Quindi è comprensibile che il Pd alzi la voce per coprire il proprio vuoto politico”.
Si aspettava queste incertezze e questi tatticismi da parte di Bersani o li riteneva parte di un copione scritto?
“Mi sembra che i segretari del Partito democratico hanno tentato di giocare la carta dell’antiberlusconismo, Walter Veltroni e Dario Franceschini, hanno fallito questa strategia. Bersani dovrebbe avere più coraggio in questo perché il dialogo con la maggioranza garantirebbe la sua leadership nel politica”.

Il Mandala della pace universale a Roma

Dov'è quella stategia maggioritaria?

Intervista a Stefano Ceccanti
Voce Repubblicana del 12 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Secondo me, la strategia di Bersani non è chiara. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Stefano Ceccanti.
Senatore Ceccanti, l’indecisione che ha caratterizzato in questa fase l’azione del Pd ha indotto molti a pensare che in Italia non ci sia più un’opposizione. Cosa sta accadendo?
“In questo momento c’è una situazione oggettivamente difficile per il Partito democratico, che è la situazione con la quale ci siamo misurati dalle elezioni politiche in poi. Il nostro è un partito che oscilla poco sopra o poco sotto il 30 per cento, che ha dei problemi di tipo coalizionale: a sinistra del Pd ci sono partiti confusi o in rotta in perenne aggregazione o disgregazione; abbiamo un alleato scomodo come l’Idv e infine abbiamo un alleato strategico come l’Udc. Questa è una situazione difficile per chiunque si trovi a governare il Pd. In questa situazione nessuno può fare dei miracoli. Ora il Partito democratico dovrebbe muoversi con coerenza sulla strada della cosiddetta vocazione maggioritaria cercando di spostare voti da uno schieramento all’altro invece di inseguire gli accordi di vertice con altri partiti con i quali allearsi. Questa seconda strategia è una variabile dipendente”.
La politica attendista di Bersani persegue questo obiettivo o segue un'altra strada?
“Secondo me, non è chiaro a quale strategia corrisponda. Lo schema di coalizione dovrebbe essere perseguito in maniera coerente dal Pd. Questa strategia non è chiara a livello nazionale. Il Pd può cedere ai radicali la candidatura nel Lazio, ma deve far presente che esiste un programma ben chiaro e collegato ad una coalizione di tipo nazionale. Mentre nel Pd non è chiaro se si vuole intraprendere questa strada o quella del Pd a vocazione maggioritaria”.
La nascita di Alleanza per l’Italia vi ha depotenziato?
“Penso che non esista uno spazio intermedio tra il Pd e l’Udc. L’operazione Rutelli non ci ha creato problemi. Non è questo il nodo”.
La macchina delle primarie del Pd si è fermata per le regionali?
“Io sono uno di quelli convinti che il passaggio delle elezioni primarie sia necessario. Lo è in Umbria, dove la Lorenzetti non si può candidare, lo è anche nel Lazio, dove la candidatura della Bonino ha creato qualche problema – a me non ne ha creato – a chi voleva le primarie. Secondo me è un errore rinunciare alle primarie perché questo significa che il segretario mette l’imprimatur sulla scelta delle candidature. E la scelta del candidato dipende da una scelta democraticamente assunta dagli elettori del Pd”.
E’ sorpreso che il l’Idv non voglia candidare nessuno alle regionali?
“Nel Lazio non è esclusa la candidatura di Pedica. Ma vedo che Di Pietro, il quale ci ha posto molti problemi sui contenuti, non ha proposto nessuna candidatura”.

Finalmente è tornato Berlusconi