martedì 19 gennaio 2010

Bettino Craxi, un grande uomo politico


Il Pd rinuncia all'iniziativa politica

Intervista a Paolo Giaretta
Voce Repubblicana del 19 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo

In vista delle elezioni regionali il Partito democratico ha rinunciato ad una sua iniziativa politica. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Paolo Giaretta del Pd.
Senatore Paolo Giaretta, cosa sta accadendo nel Pd in vista delle elezioni regionali del Veneto?
“Il punto fondamentale sarebbe quello di costruire una coalizione con l’Udc e con gli altri partiti di opposizione tradizionale qui nel Veneto, i quali siano in grado di dimostrare che possa esistere una scelta alternativa in Veneto. Vedremo come si svilupperà l’iniziativa politica in queste settimane. Io non credo che l’Udc del Veneto possa andare con il centrosinistra. Il partito di Casini è tuttora nella giunta regionale. Occorre mantenere una proposta politica in campo che sappia parlare al mondo dell’impresa. Questo è un aspetto strategico molto importante”.
Perché ci sono state tante chiusure nei confronti del sindaco di Montebelluna Laura Puppato, che ha tolto tanti voti al centrodestra in Veneto?
“Non c’è una chiusura nei confronti di Laura Puppato. Questo è uno dei candidati tuttora in campo. Quindi il tentativo è quello di individuare personalità che possono andare oltre il perimetro tradizionale del centrosinistra. La Puppato resta un candidato valido”.
Come vanno i rapporti con l’Idv che vorrebbe candidare Massimo Donadi?
“Il partito di Antonio Di Pietro non gradisce l’alleanza con l’Udc e una candidatura di questo partito alla guida della regione Veneto. Credo che questa sia una soluzione da perseguire perché si potrebbe dimostrare che esiste uno schieramento ampio contro la Lega. I rapporti con l’Idv sono buoni in molte giunte. Spero che questa intesa con l’Italia de Valori possa essere raggiunta”.
Si può costruire un’alleanza credibile con la sinistra comunista in Veneto?
“Devo dire che nel Veneto la sinistra, anche se ridotta elettoralmente, abbiamo collaborato bene e senza problemi”.
Ci sono esponenti del Pd veneto che hanno lasciato il partito?
“Non ci sono stati casi molto clamorosi. L’uscita dell’onorevole Massimo Calearo è stata una scelta minoritaria che non ha portato a smottamenti nel Pd del Veneto”.
Non lo ritiene un segnale preoccupante visto che mi ha detto che il rapporto con il mondo produttivo è importante?
“Diciamo che Calearo non è entrato a nome del mondo produttivo. La sua è stata una scelta individuale. Non è positivo che abbia abbandonato il Pd. Ci deve preoccupare la perdita dei voti nel centro. Il Pd non può rinunciare a questi voti”.
Di chi è la colpa di questa indecisione del Pd sulle regionali?
“Avere pensato ad una trattativa regione per regione ha portato a tante difficoltà. Nel Lazio il Pd è andato a rimorchio di altre scelte. Nel Veneto si è rinunciato ad una nostra iniziativa a favore dell’Udc. Questo è stato un errore”.