mercoledì 20 gennaio 2010

Signori, il pianeta chiude!

Voce Repubblicana del 20 gennaio 2010
Intervista a Giuliano Cannata
di Lanfranco Palazzolo

Per la prima volta nella sua storia, la popolazione mondiale è in grado di determinare volontariamente la propria decrescita. E questo porterà ad una vera e propria rivoluzione. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Giuliano Cannata, saggista e docente universitario in materie ambientali, che ha pubblicato “Si spegne. Signori si chiude” (Edizioni XL).
Professor Cannata, nel suo libro sulla “crisi” demografica di questi anni che tipo di valutazioni ha fatto?
“Il mio libro è il tentativo di capire la l’antropologia della diminuzione. Mentre, fin dalla sua nascita, la società si è sempre misurata con la crescita economica e demografica, finalmente si profila la fase della diminuzione. In questi ultimi anni, studiando i dati demografici più importanti, si era ipotizzato un periodo di fine della crescita. Oggi siamo vicinissimi a questa fase: mancano una quindicina d’anni”.
Cosa significa questo dal punto di vista antropologico?
“Fino ad oggi molte donne hanno continuato a fare figli perché non sapevano come non farli. Quando le donne hanno avuto questo tipo di consapevolezza si è assistito, in tutto il mondo, ad una fase in cui si ritardava o si rinunziava a procreare. Nel rifiuto a dare la vita c’è anche la proiezione inconscia del rifiuto della propria vita. Non si è sicuri che dare la vita sia bene o che procreare sia qualcosa di utile e buono per i figli. L’evoluzione della specie è stata per centinaia di anni determinata dal caso. Oggi la crescita demografica è determinata da una precisa consapevolezza”.
Il suo studio tiene conto di una dimensione eurocentrica della questione demografica? Cosa succede negli altri continenti?
“Nei paesi industrializzati le nascite sono arrivate ad un crollo. Questo lo sanno tutti. Forse non tutti sono a conoscenza che il fenomeno si sta estendendo a tutto il mondo. Per mantenere lo stato attuale della popolazione, ogni donna dovrebbe mettere al mondo 2,1 figli. Nel resto del mondo la crescita è a 2,6 figli per donna, mentre in Europa siamo all’1,1”.
Che tipo di ruolo ha svolto la Chiesa cattolica nella crescita della popolazione mondiale nel suo rapporto con lo sviluppo?
“La Chiesa ha avuto senza dubbio un ruolo negativo. Ma la sua scelta rientrava in una sfera culturale per la quale è necessario preservare la specie e migliorarla”.
Ci sarà un benessere diffuso nella fase della diminuzione delle nascite?
“Oggi con 40 euro si può mantenere una persona per un anno. La fame e la carestia saranno presto spazzate via. La globalizzazione porterà dei benefici per tutti”.
Il capitalismo andrà in crisi?
“La presa di coscienza del fatto che non sia interesse dell’uomo mettere al mondo più di un figlio o di due figli. La battaglia da vincere è che i vantaggi della decrescita siano goduti da tutti”.