giovedì 21 gennaio 2010

Ognuno pensi per se

Intervista a Chiara Saraceno
Voce Repubblicana del 22 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo
La riforma della Sanità negli Stati Uniti non riscuote consensi per colpa della mentalità della classe media che resta contraria alla redistribuzione delle risorse sociali. Lo ha detto alla “Voce” Chiara Saraceno ex docente di Sociologia della Famiglia all'università di Torino, attualmente è professore di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino.
Professoressa Saraceno, perché tante polemiche e tante difficoltà sulla riforma della Sanità negli Stati Uniti?
“Questo comportamento fa parte della tradizione americana. Negli Stati Uniti esiste una grossa lobby dei medici e delle assicurazioni private. Nell’idea comune dalla classe media americana c’è l’idea che ognuno debba prevedere per se alla propria assistenza medica. Questo atteggiamento è accompagnato da un forte antistatalismo. I servizi pubblici sono visti con un certo sospetto e con una forma di comunistizzazione o socialistizzazione. Un anno fa, ricordo di aver partecipato ad un dibattito sulle scuole materne pubbliche. Questo tipo di scuole veniva visto come il un pericolo di comunistizzazione della società e dei bambini”.

Questo atteggiamento è cambiato con la crisi ecnomica?
“La classe media è stata protetta dalle assicurazioni private. Ma questo non ha protetto certo tutti coloro che hanno lavori temporanei, lavori non contrattualizzati. Queste persone sono rimaste scoperte in questa crisi. Coloro che hanno votato per il candidato repubblicano in Massacchussets non vogliono questa riforma. Questi elettori vedono la riforma come un’indebita intrusione”.
Si è spiegata perché le lobbies delle assicurazioni riescono a portare così tante persone in piazza?
“Non mi stupisco di questo. Negli Stati Uniti i politici sono in grado di muovere molte persone se vogliono. E non sono sorpresa di questo. Spesso la gente scende in piazza anche contro i propri interessi. Tuttavia, molti americani pagano cara la loro assicurazione. I contrari alla riforma vedono la legge sulla Sanità come una redistribuzione del reddito. Per questa ragione sono convinti che la riforma toglierà qualcosa a loro per dare qualcosa a chi ha meno possibilità e sono scoperti. Negli Stati Uniti si pensa che se non si posseggono determinate protezioni sociali, questo dipenda dalla persona e non dall’iniquità del sistema”.
Un modello di assistenza come quello italiano resta un sogno per gli Stati Uniti?
“Credo che qualcosa stia cambiando. Lo abbiamo visto nel periodo in cui Hillary Clinton sosteneva alcune garanzie nel settore della Sanità per garantire l’assicurazione anche a chi aveva perso il lavoro. Gli unici che hanno un minimo di protezione pubblica sono gli anziani e quelli che prendono i sussidi di povertà. Ma la mentalità dominante negli Stati Uniti è che i poveri debbano pensare per se”.

I socialisti?! Sono finiti nel Pdl

Intervista a Riccardo Nencini
Voce Repubblicana del 21 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo

La maggior parte dei vecchi elettori del Psi ai tempi di Craxi sono nel Pdl. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario del Partito socialista italiano Riccardo Nencini il giorno dell’anniversario della scomparsa di Bettino Craxi. Ecco cosa ci ha detto dopo aver partecipato al ricordo dello statista socialista ad Hammamet in Tunisia.
Onorevole Nencini, come è stato ricordato Bettino Craxi in questi giorni di celebrazioni e di polemiche?
“Intanto saluto come un segno estremamente positivo le parole su Craxi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La più alta carica dello Stato ha espresso parole chiare. Credo che, proprio alla luce di questo messaggio, il Partito democratico avrebbe potuto e dovuto cogliere l’occasione del decennale per rileggere la storia di questi anni”.
Invece cosa ha fatto il Pd?
“Io non sottovaluto cosa hanno detto in questi anni importanti dirigenti del Partito democratico. Dico che questa occasione poteva essere colta da loro in maniera più forte, più robusta”.
Come ha trovato l’utilizzazione del termine riabilitazione a proposito di Bettino Craxi?
“Più che d riabilitazione, parlerei di una lettura più oggettiva dei fatti di quegli anni. Il termine più opportuno mi sembra questo”.
Qual è stato il principale errore di valutazione che è stato commesso su Bettino Craxi? Oggi, l’ex Pm Antonio Di Pietro ha detto che per dare un giudizio su Craxi bisognerebbe leggere gli atti giudiziari sul segretario del Psi.
“L’errore è proprio questo. Non si può ridurre la figura di uno statista soltanto ad una questione giudiziaria”.
Crede che a Craxi abbiano fatto pagare la scelta di non allearsi mai con il Partito comunista italiano e di aver fatto saltare il Compromesso storico?
“No, non penso proprio a questo. Io vedo altri motivi, ma non questo. La prima ragione è che Craxi ha dovuto far fronte alla debolezza storica del Partito socialista italiano in Italia, dove non si conosce riforma, dove esiste il Vaticano, non c’è illuminismo. Questa situazione ha reso divisa la sinistra e ne ha determinato la crisi. Poi c’è una ragione contingente: Craxi è stato l’ultimo difensore dell’autonomia della politica rispetto ai grandi gruppi di potere. Lo ha detto anche Piero Sansonetti in questi giorni. La terza ragione è che la politica si finanziava in modo scorretto”.
Dove sono finiti gli elettori socialisti ai tempi di Craxi?
“La maggior parte è nel Popolo delle Libertà, altri non votano e altri sono nel Partito socialista italiano”.
Perché questi elettori sono finiti nel centrodestra?
“Perché a sinistra c’è stato un duello. Molti votanti ritengono che la responsabilità di quello che è successo in Italia sia stata colpa del Pci ed hanno scelto una strada diversa. Nel ritenere questo hanno avuto solo parzialmente ragione”.

Processo breve: il voto finale al Senato

Il Senato ha approvato il ddl sul processo breve con 163 sì, 130 no, e due astenuti. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, contro Pd, Idv e Udc. Non ha votato in dissenso dal proprio gruppo il senatore Enrico Musso del Pdl e il senatore Alberto Maritati del Pd che ha voluto "marcare anche fisicamente la distanza da questo ddl". Il provvedimento, approvato in prima lettura tra le proteste dell’opposizione che ha contestato i tempi stretti della discussione e gli applausi della maggioranza, era approdato in Aula martedì della scorsa settimana. Ora il testo va all'esame della Camera.
GASPARRI (PdL). Noi siamo allora orgogliosi di fare questa legge; siete voi gli incoerenti. Le vostre proposte più avanzate le avete messe in un cassetto, ma sono stampate. La vostra ipocrisia è palese, anche nei confronti della Corte costituzionale, svillaneggiata da chi a Milano non ha tenuto conto di quella sentenza. Quindi, una legge per tutti cittadini. Noi vorremmo arrivare al giorno in cui ogni cittadino, indipendentemente dal suo cognome e dal suo ruolo in queste istituzioni, venga giudicato con imparzialità dalla magistratura italiana. Temiamo che questo oggi ancora non accada. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Voteremo convinti questa legge, come abbiamo votato le norme antimafia, come voteremo la riforma del processo penale, come abbiamo votato la riforma del processo civile, come ci occuperemo di intercettazioni, di sicurezza e di tutte le materie importanti.
Cari colleghi, richiamando alla memoria la vostra ipocrisia e la vostra incoerenza - lo diciamo in conclusione - la legge è contro la irragionevole durata dei processi, perché tempi da 10 a 15 anni sfido chiunque a dimostrare che siano brevi. Forse l'Europa ci dirà che è ancora troppo lungo il termine della giustizia che prevede questa legge. Quindi, oggi ...
GARRAFFA (PD). E perché la fate adesso?
VICECONTE (PdL). Ma stai zitto!
PRESIDENTE.Colleghi, per cortesia.
Si avvii a concludere, senatore Gasparri.
GASPARRI (PdL). Quindi, oggi noi votiamo con convinzione a favore dell'approvazione del disegno di legge, perché il nostro voto è un voto per la verità, è un voto per la giustizia. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). (I senatori del Gruppo dell'Italia dei Valori espongono cartelli recanti le scritte: «Berlusconi fatti processare»; «Processo breve, giustizia morta»; «No al Governo della malavita»; «Muore il processo diritti TV Mediaset»)
PRESIDENTE. Invito gli assistenti parlamentari a togliere quei cartelli.
VOCI DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Buffoni! Buffoni! Buffoni!
PRESIDENTE. Ci sono due senatori... (I senatori del Gruppo dell'Italia dei Valori continuano ad esporre i cartelli precedentemente menzionati). Rinnovo l'invito gli assistenti a togliere quei cartelli.
Dicevo, ci sono due senatori che hanno chiesto di parlare in dissenso dal proprio Gruppo, uno di maggioranza e uno di opposizione. (Alcuni cartelli vengono esposti nuovamente). Ancora? Colleghi del Gruppo dell'Italia dei Valori, basta, per cortesia!
Ripeto ancora, ci sono due senatori che intendono parlare in dissenso dal Gruppo, uno di maggioranza, il senatore Musso, e uno di opposizione, il senatore Maritati. (I senatori del Gruppo dell'Italia dei Valori continuano a mostrare i cartelli). Basta! Adesso basta! (Proteste dai banchi della maggioranza. Il senatore Gramazio lancia un fascicolo contro i senatori dell'Italia dei Valori e si reca sotto i banchi del Gruppo IdV).
Senatore Gramazio, la invito a prendere posto. Ci pensano gli assistenti e la Presidenza. La prego, senatore Gramazio, raggiunga il suo banco. (Il senatore Gramazio rimane al centro dell'emiciclo). Senatore Gramazio, la richiamo all'ordine! (Gli assistenti tolgono tutti i cartelli).
GRAMAZIO (PdL). Richiama all'ordine me?
PRESIDENTE. Come dicevo, ci sono due senatori che hanno chiesto di parlare in dissenso dal proprio Gruppo, il senatore Musso, del PdL, e il senatore Maritati, del PD. Concedo un minuto ciascuno.
Senatore Musso, ha facoltà di parlare.
MUSSO (PdL). Signor Presidente, devo questa sofferta dichiarazione di voto prima di tutto agli elettori, ma certamente anche al mio Gruppo e ai colleghi della maggioranza, cui sono legato da amicizia e vicinanza politica, che non metto certamente in dubbio. La devo al presidente Gasparri e al vice presidente Quagliariello, che sono stati anche molto pazienti nella interlocuzione con me su tale questione. La devo al presidente del Consiglio Berlusconi, cui devo la mia candidatura e, stante la legge elettorale, di fatto la mia presenza qui. Voglio anche che sia evitata ogni possibile strumentalizzazione.
Credo molto francamente che la maggioranza abbia fatto un errore grave, che è quello di non ammettere pubblicamente che c'erano due obiettivi: quello, condiviso da tutti qui dentro, della ragionevole, certa e breve durata dei processi, e quello, che è diventato una specie di agenda nascosta, della tutela del presidente Berlusconi ... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE.Grazie, senatore Musso. (Vibrate proteste dai banchi dell'opposizione. Applausi della senatrice Bertuzzi). Ho dato un minuto ciascuno. (I senatori dell'opposizione battono i piedi sul pavimento). Ho dato pari tempo a maggioranza ed opposizione. Concluda, senatore Musso.
MUSSO (PdL). Grazie, Presidente.
Credo però che l'opposizione abbia fatto l'errore di non ammettere che la tutela del Presidente del Consiglio e dell'Esecutivo dalle persecuzioni della magistratura non è un problema solo di questo Presidente del Consiglio, ma del Paese, atteso che tre delle ultime cinque legislature si sono concluse anticipatamente per via giudiziaria.
Credo anche che non abbia ammesso che la lunghezza eccessiva dei processi in questo Paese non è frutto soltanto dalla mancanza di risorse, ma anche della scarsa produttività delle risorse esistenti.
Allora, sulla base di tutto ciò e anche in considerazione del fatto che tecnicamente mi pare che il provvedimento produca degli effetti diversi dagli obiettivi, preannuncio, non volendo votare contro e per evitare strumentalizzazioni, la mia astensione. Quindi, non parteciperò alla votazione.
MARITATI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
MARITATI (PD). Signor Presidente, poiché ho rilevato dall'intervento del presidente Gasparri che lui trova difficoltà a comprendere ciò che in maniera così chiara è stato detto dalla senatrice Finocchiaro, mi limito soltanto ad aggiungere di riflettere bene, perché nel disegno di legge che ci contesta non era presente la retroattività. E chiudo.
GASPARRI (PdL). Non è vero!
MARITATI (PD). A più riprese, in Commissione e in Aula, abbiamo tentato, con tutti gli strumenti che la legge ci offre, di convincervi... (Commenti dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. La prego di continuare, senatore Maritati.
MARITATI (PD). ...a mutare rotta, perché con questo disegno di legge voi state spingendo la nave della giustizia, inesorabilmente, verso le secche rocciose.
Ogni nostro tentativo è fallito per la vostra tetragona e ottusa volontà di impedire a tutti i costi - e che costi! - al Paese che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge.
Per queste ragioni e per tutte quelle che abbiamo espresso in questi giorni intendo prendere, in difformità dal mio Gruppo, le distanze, anche fisiche, e dunque mi allontanerò dall'Aula nel momento in cui voi imporrete al Paese questo scellerato e devastante disegno di legge.(Applausi ironici dal Gruppo PdL).
VOCI DAI BANCHI DEL PDL. Bravo!
PRESIDENTE. Metto ora ai voti la proposta di coordinamento C1, presentata dal relatore.
È approvata.
Procediamo dunque al voto finale sul disegno di legge in esame.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato, con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare gli ulteriori coordinamenti che si rendessero necessari.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
Senatori presenti
296
Senatori votanti
295
Maggioranza
148
Favorevoli
163
Contrari
130
Astenuti
2

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).