venerdì 22 gennaio 2010

Montecitorio diventa una "Camera a gas"? La denuncia di Marco Zacchera (Pdl)



Voce Repubblicana del 23 gennaio 2010
Di Lanfranco Palazzolo

Quel corridoio da inscatolare. A quanto pare la vita dei deputati diventa sempre più difficile. Proprio nella seduta di giovedì scorso alla Camera dei deputati, l’onorevole Marco Zacchera, che in passato era il responsabile della politica Estera di Alleanza Nazionale, è intervenuto in aula per chiedere il rispetto della legge dentro il Palazzo di Montecitorio. L’evole Zacchera, come tanti altri deputati, ha l’abitudine di recarsi nel lungo corridoio dietro l’emiciclo, dove i deputati consultano le agenzie di stampa e il computer. Il deputato però non frequenta molto volentieri quel posto, che da qualche tempo è diventato invivibile. Lo ha spiegato lo stesso Zacchera alla vicepresidente della Camera Rosi Bindi: “Le rivolgo una preghiera come parlamentare: io sono un non fumatore, capisco che anche i fumatori abbiano le loro esigenze, però qui dietro, dove vi sono i computer, nonostante vi sia il cartello ‘vietato fumare’ è una camera a gas; la situazione è veramente un po' pesante. Propongo alla Camera: perché non viene posto un vetro divisorio tra il locale dei computer e il corridoio. Nel corridoio, dove si aprono le finestre, i fumatori giustamente potrebbero fumare la loro sigaretta, e chi lavora al computer, magari per delle ore, non sarebbe asfissiato. Tutto questo l'avevo già fatto presente ai questori qualche tempo fa, ma non ho avuto risposta. Secondo me il modo per risolvere la questione sarebbe quello che è stato realizzato al Senato, ‘inscatolando’ una parte del corridoio per contemperare le esigenze di tutti”. Non sappiamo quello che accadrà alla Camera dei deputati. Di certo i commessi non se la sentono di vigilare sui fumatori. Lo stesso Presidente della Camera Gianfranco Fini, qualche anno fa, prima di diventare presidente dell’assemblea di Montecitorio, fu vittima di una puntata di Scherzi a parte nella quale veniva preso di mira come fumatore. Adesso vedremo se, di fronte ad un accorato appello di un compagno di partito, il Presidente della Camera e i questori si impegneranno di più su questo fronte. I non fumatori guardano a quello che accadrà alla Camera.

Quell'aula vuota e la giustificazione del vicepresidente Vannino Chiti


Voce Repubblicana
del 23 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo
Giovedì scorso è accaduto un fatto molto singolare al Senato durante l'esame dell'importante provvedimento sulle cure palliative: una legge che molti malati attendono per evitare inutili dolori con cure alternative evita. Il tema era di una delicatezza estrema e richiedeva la massima attenzione da parte dei parlamentari. Ebbene, il Vicepresidente dell'assemblea Vannino Chiti ha salutato una scolaresca in visita a Palazzo Madama. Il sen. Chiti ha spiegato così la scarsa presenza dei senatori ai ragazzi in visita: “Sono presenti in tribuna i ragazzi e le ragazze dell'Istituto comprensivo ‘Leonardo da Vinci’ di Roma. A loro e ai loro insegnanti rivolgiamo il nostro saluto e l'augurio per la loro attività di studio. (Applausi). Come dicevo prima ai ragazzi di un'altra scuola romana, perché non abbiate un'impressione dell'impegno del Senato che non corrisponde alla realtà, in questo momento è in corso una discussione generale e, quindi, sono presenti in Aula i parlamentari che sono iscritti a parlare; vedete quindi una presenza che è certamente relativa, ma è questa la spiegazione e non un disimpegno rispetto ad una legge che stiamo discutendo e che pur ha un grande rilievo”. Forse sarebbe il caso di ricordare al senatore Chiti che il Parlamento si chiama così proprio perchè è chiamato a discutere e a confrontarsi sulle leggi. Se i parlamentari fossero chiamati solo a votare, l'assemblea di Palazzo Madama si chiamerebbe votificio. Invece sarebbe il caso che i parlamentari avessero maggiore rispetto per i diritti dei malati e per coloro che aspettano questo provvedimento. La questione dell’assenza dei senatori su questo provvedimento apre un interrogativo che certo non è secondario sul quale la Presidenza del Senato dovrebbe riflettere per il rispetto dovuto alle persone che attendono questa legge, che certo non può essere votata a scatola chiusa dai parlamentari.

Catherine Ashton has no knowledge of European politics

Interview with Mario Mauro
Voce Repubblicana del 22 gennaio 2010
by Lanfranco Palazzolo

EU foreign minister Catherine Ashton knew nothing about the debate on EU seat at UN Security Council. He revealed the "voice" the MEP Mario Mauro, Head of Delegation of the PDL the European Parliament.
Mep Mauro, as he went the round of hearings of the new European commissioners. Are you satisfied or you feel that there have been cases of favoritism?
"In the EPP, we had this impression. We think that there have been cases of favoritism. I think for example what happened to the new head of security policy and foreign policy. Faced with an overt incompetence, in some circumstances widely acclaimed, has reached a final interim approval of the person. I think we should speak of incompetence in the case of a candidate who candidly admits he had never heard of the single EU seat on the UN Security Council".
What happened in the case of the portfolio for humanitarian aid that should have been managed by the Bulgarian Foreign Minister Rumina Jeleva?
"Against her, there was a barrage of questions focusing on tabloid content, which have melted away like snow in the sun after the intervention of the Legal Department of the European Parliament and the EU Commission. Against this, once compromised the stability of the candidate, the parliamentarians have asked with insistence to the Bulgarian government for his removal".
What role did the President to Members of Socialists and Democrats Martin Schultz?
"I think the attitude of liberals and socialists to be found in a lot greater. The European Commission was on the wave of popular success of the last European elections. Thirteen commissioners, plus the Executive Chairman of the instance, are an expression of the EPP. What you tried to do was to direct the modus vivendi of the European Commission for the coming years. We try to strike a commissioner popular as it had happened five years ago with Rocco Buttiglione, and try to prove that the Commission may be held hostage by the Socialists".
The Socialists will be the opposition in the European Parliament?
"The Eu Commission is a collegial body and should be something different from the European Parliament. Its purpose is to demonstrate the European spirit. I think that Barroso will succeed over time. Parliament moves in the logic of changing majorities. It 'hard to find a majority. I must record that the center-left in Europe has been defeated by a narrow majority of center when it was presented a motion on freedom of information in Italy".

Quel ministro degli Esteri incompetente

Intervista a Mario Mauro
Voce Repubblicana 23 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Il ministro degli Esteri Ue Catherine Ashton non sapeva nulla sul dibattito sul seggio Ue al Consiglio di Sicurezza Onu. Lo ha rivelato alla “Voce” il deputato europeo Mario Mauro, capodelegazione del Pdl al Parlamento europeo.
Onorevole Mauro, come è andato il ciclo di audizioni dei nuovi Commissari europei. Siete soddisfatti o avete l’impressione che ci siano stati dei casi di favoritismo?
“Nel Ppe abbiamo avuto questa impressione. Pensiamo che ci siano stati dei casi di favoritismo. Penso ad esempio a quello che è accaduto alla nuova responsabile della politica di sicurezza e alla politica estera. A fronte di una conclamata incompetenza, in alcune circostanze ampiamente conclamata, si è giunti ad un giudizio finale sommario di approvazione della persona. Credo che di incompetenza si debba parlare nel caso di un candidato che ammette candidamente di non aver mai sentito parlare del seggio unico dell’Unione europea al Consiglio di Sicurezza dell’Onu”.
Cosa è accaduto nel caso del portafoglio relativo agli Aiuti umanitari che avrebbe dovuto essere gestito dal ministro degli Esteri Bulgaro Rumina Jeleva?
“Contro di lei c’è stato un fuoco di fila di domande incentrate su contenuti scandalistici, che si sono sciolti come la neve al sole dopo l’intervento del servizio giuridico del Parlamento europeo e della Commissione Ue. A fronte di questo, una volta compromessa la stabilità della candidata, i parlamentari hanno chiesto con l’insistenza al Governo bulgaro la sua rimozione”.
Che ruolo ha svolto il Presidente dei deputati di Socialisti e democratici Martin Schultz?
“Credo che l’atteggiamento di liberali e socialisti vada ricercato nell’ambito di una partita ben più grande. Questa commissione europea nasce sull’onda del successo ottenuto dai popolari alle ultime elezioni europee. Ben tredici commissari, più il Presidente dell’istanza esecutiva, sono espressione del Ppe. Quello che si è tentato di fare è stato di orientare il modus vivendi della Commissione europea per i prossimi anni. Si cerca di colpire un commissario popolare così come era accaduto cinque anni fa con Rocco Bottiglione, e si cerca di dimostrare che la Commissione può essere tenuta in ostaggio dai socialisti”.
Pensa che in questa legislatura i socialisti diventeranno l’opposizione del Parlamento europeo?
“La Commissione è un organo collegiale e dovrebbe essere qualcosa di diverso dal Parlamento europeo. Il suo scopo è dimostrare lo spirito europeo. Penso che Barroso ci riuscirà nel tempo. Il Parlamento si muove in una logica di maggioranze variabili. E’ difficile individuare una maggioranza. Devo registrare che il centrosinistra europeo è stato battuto da una risicata maggioranza di centrodestra quando è stata presentata una mozione sulla libertà di informazione in Italia”.