giovedì 28 gennaio 2010

Ecco come il Senato ha approvato il ddl sulle cure palliative

Il voto finale sul ddl, per alzata di mano, che si è svolto il 27 gennaio, è stato preceduto dall'intervento del ministro della Salute Feruccio Fazio. Come potete ascoltare, il ministro si è personalmente impegnato a non trasformare la legge solo in una dichiarazione di principio e a rendere efficace la relazione annuale che dovrà presentare il ministero della Salute.

Il frutto malato della pianta prodiana

Intervista a Lorenzo Tomassini
Voce Repubblicana del 28 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Delbono è il frutto della politica prodiana su Bologna. Lo ha detto alla “Voce” Lorenzo Tomassini, Presidente del Gruppo Consiliare del Popolo delle libertà al comune di Bologna.
Presidente Tommassini, cosa accadrà al Comune di Bologna dopo le dimissioni annunciate del sindaco Delbono?
“Ho già spiegato più volte che auspichiamo di andare al più presto al voto per il rinnovo del consiglio e della giunta. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che questo invito venga accolto da tutte le forze politiche. Dalle prossime elezioni dipende il futuro della nostra città, alla quale siamo molto legati. Dobbiamo ricordare che usciamo da cinque anni di marca cofferatiana che ci hanno consegnato una Bologna regredita. La città ha perso tanti appuntamenti. Dopo i mesi di marca delboniana, caratterizzata dal nulla, abbiamo bisogno di un governo della città stabile con persone capaci. Il voto è l’unico modo per ottenere la legittimazione per governare la città. Naturalmente mi auguro che stavolta i bolognesi vogliano premiare il Pdl e le opposizioni alla sinistra, che ha dimostrato un’incapacità amministrativa e un’indegnità morale”.
Cosa farà il Pd sul commissariamento della città? Sceglierà la strada del commissariamento?
“Il Pd si sta rendendo conto che il territorio ha la necessità di andare al più presto alle elezioni. Penso che le dimissioni vere di Delbono non si faranno attendere e che il Pd opterà per accorpare il voto delle regionali con le elezioni comunali. Credo che il Presidente della Repubblica non si opporrebbe alla firma del decreto per l’indizione del voto alle comunali qualora ci sia l’appoggio di tutte le forze politiche. Il vantaggio per i contribuenti sarebbe significativo perché l’accorpamento garantirebbe un risparmio per la macchina elettorale”.
Le dimissioni annunciate di Delbono sono un colpo al potere di Romano Prodi sulla città, visto che fu proprio l’ex Presidente del Consiglio ad imporre il futuro sindaco al Pd?
“La ringrazio per aver ricordato questo particolare. Delbono è frutto della politica di Prodi e del Partito democratico. Quello che è accaduto a Delbono non è un incidente di percorso, ma quello che è accaduto rappresenta la conferma dell’esistenza di un sistema che, per anni, ha adottato un potere capace di produrre solo questi risultati. Il processo non è a Flavio Delbono come uomo o come sindaco, ma ad un sistema che deve essere completamente rivisto. Prima bisognerà analizzare le cause di tutto questo. Aspettiamo le risultanze del lavoro della magistratura”.
Pensa che il Pdl debba assumere una connotazione di tipo civico per vincere?
“Il Pdl debba fare la sua parte. In alcuni casi le liste civiche non hanno funzionato, in altri sì. Ma il candidato sindaco deve essere espressione del Pdl”.