martedì 2 febbraio 2010

Un battaglia dura per il lavoro

Intervista a Giuliano Cazzola
Voce Repubblicana del 2 febbraio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Il clima dei lavori parlamentari è stato duro, ma il provvedimento è passato. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Giuliano Cazzola, relatore sul collegato al Lavoro approvato dalla Camera la scorsa settimana.
Onorevole Cazzola, in che clima si sono svolti i lavori sul collegato al Lavoro che la Camera dei deputati ha approvato la scorsa settimana?
“Il clima dei lavori parlamentari è stato duro, ma onesto e trasparente. I problemi che abbiamo avuto erano dovuti ai numeri della maggioranza in aula. Soprattutto nella seconda giornata delle votazioni, nella mattinata, abbiamo spesso faticato a fare la maggioranza. La norma sulla quale il governo è stato battuto non aveva molta importanza. Era una norma che riguardava l’università e l’assunzione dei ricercatori universitari. Lo stesso ministero della pubblica istruzione non l’ha ritenuta importante. L’emendamento permette l’assunzione di più persone a tempo indeterminato. Non è una norma centrale del provvedimento".
Perché questo collegato sul Lavoro era importante?
“Siamo riusciti a portare a casa la riforma del processo del lavoro attraverso un forte potenziamento della conciliazione e dell’arbitrato. E poi siamo riusciti a portare a casa la norma sull’apprendistato”.
Ci guadagna più il datore di lavoro o il lavoratore?
“Noi pensiamo che ci guadagni di più il lavoratore perché non è obbligato ad intraprendere la strada della conciliazione e dell’apprendistato. Noi abbiamo reso questa norma da obbligatoria a facoltativa. Mi pare che questo sia significativo per quanto riguarda il percorso individuale del lavoratore singolo. Queste norme possono essere introdotte nella contrattazione collettiva. Tutte le clausole in questa materia devono essere certificate. Ci deve essere una trasparenza superiore a quella che deve esserci nel negoziato sindacale. Quindi io credo che proprio perché ci troviamo di fronte ad una questione volontaria, ci troviamo davanti ad un processo più snello ed equo. Al lavoratore non viene negato nulla. Si cerca di realizzare un nuovo percorso che, finora, in Italia non ha avuto grande fortuna rispetto a quanto è accaduto in altri paesi europei”.
Perché ci sono stati tanti problemi tra la Commissione Bilancio e la Ragioneria dello Stato?
“Per quello che ne so io, la Ragioneria ha presentato dei documenti molto duri sul testo del collegato. Queste relazioni tendevano a cassare alcune norme del collegato in modo molto strano. Esisteva un documento preliminare del servizio legislativo del ministero dell’Economia che non era così destruens. La commissione ha retto e ha portato argomentazioni condivisibili. Noi non rispondiamo alla Ragioneria dello Stato, ma al governo e al Parlamento. I documenti preliminari non possono determinare la decadenza di un provvedimento”.

Hollande pour president

In questi giorni si è sparsa la voce che Francois Hollande potrebbe essere il candidato del Ps alle prossime elezioni presidenziali francesi. Ovviamente le prese per il culo si sono sprecate. Eccone qui sopra una delle tante ppc (prese per il culo) dei periodici francesi nei confronti dell'ex marito di Segolene Royal.

Lombardi senza eredi

Oggi ho avuto l'opportunità di intervistare il regista e giornalista Giulio Laroni, che ha pubblicato questo libro su Riccardo Lombardi, esponente storico del Psi che ha lasciato in eredità alla politica italiana tanti suoi seguaci come Fausto Bertinotti e Nerio Nesi. Quando ho chiesto all'autore se oggi c'è un Lombardi del 2000 lui mi ha risposto di "No" spiegadomi chi era Riccardo Lombardi. Buon ascolto. L'intervista è ascoltabile clikkando sul link in basso.