domenica 21 febbraio 2010

Rissa Porro-Travaglio ad Annozero

Il linguaggio della resa - Tony Maiello

Quel test antidroga è corretto

Il Tempo del 20 febbraio 2010
Intervista a Carlo Giovanardi
di Lanfranco Palazzolo

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi si discolpa dalle accuse di aver coperto il parlamentare positivo al test antidroga: “Abbiamo fatto tutto nel rispetto della legge”.
Onorevole Giovanardi, cosa pensa delle polemiche che ha suscitato il test antidroga che lei ha promosso?
“Non è certo colpa mia se chi parla non conosce affatto la legislazione italiana e ha la memoria talmente corta da non ricordare quello che era successo lo scorso anno, dopo l'iniziativa organizzata dalla trasmissione 'Le Iene', che avevano accusato 1/3 del Parlamento di far utilizzo di droga”.
Non ritiene che sia gravissimo non diffondere il nome di chi è risultato positivo?
“Dovrebbe ricordare quello che è successo lo scorso anno quando alcuni parlamentari sono stati accusati di far utilizzo della droga. Se qualcuno dicesse che tutti i redattori del tempo fanno utilizzo di droga come reagirebbero i suoi colleghi?! Giustamente, i suoi colleghi respingerebbero queste accuse. Per questa ragione, dallo scorso novembre abbiamo messo a disposizione del Dipartimento della presidenza del consiglio un laboratorio per fare il test per tutti coloro che volevano sottoporsi volontariamente al test. La legge italiana consente di fare test del genere solo con il consenso dei diretti interessati. Ci sono stati cinquanta parlamentari che hanno dato l'autorizzazione a fornire i dati del test”.
Adesso qualcuno penserà che il Parlamento copre chi si droga mantenendo l'anonimato di chi assume queste sostanze?
“Copre....Ma scusi, nessuno può chiedermi di commettere degli illeciti, dei reati o di violare la riservatezza sui dati personali. Io non copro nessuno. Esiste una legislazione molto chiara in questa materia. La legge impedisce di rendere noto l'esito di questi test senza il consenso dell'interessato”.
Al di la delle norme adesso i cittadini cosa penseranno sul rispetto della legge?
“Penseranno che la legge è uguale ovunque. E che i consumatori di droga si trovano in tutti i settori della società e in ogni città. Il parlamentare è come tutti i cittadini. La legge sui test sanitari vale anche per loro. Se il medico rende noti risultati del test commette un reato”.
Lei ha detto che il Parlamento non è una fumeria d'oppio. Eppure si sono sottoposti al test ,che lei ha promosso, poco più di 1/10 dei parlamentari.
“Direi che sono 1/3 se aggiungiamo i parlamentari che hanno fatto il test con Ignazio La Russa. L'opinione pubblica trarrà le sue conclusioni”.
Il ministro dei Giovani Meloni era d'accordo con il test?
“Lei ha fatto il test nel laboratorio dell'onorevole La Russa. Sarà quel laboratorio a rendere noti i dati relativi a quel test”.
Il Secolo d'Italia ha parlato di 'bluff propagandistico'.
“Mi viene da ridere perché 'Il Secolo d'Italia' ha attribuito questi test all'Udc. Non so dove abbiamo trovato queste informazioni. I deputati dell'Udc polemizzano dicendo che loro avevano un test ruspante davanti a Montecitorio perché non era stato fatto secondo i criteri di questi esami. Sono quelle polemiche che lasciano il tempo che trovano. La nostra iniziativa è stata fatta d'intesa con il Presidente della Camera e del Senato. Mi spiace di questa critica perché immagino che Fini sia vicino”.
Dopo il caso Morgan e questa polemica che percezione avranno questi temi?
“Quello di Morgan è un caso diverso. Lui ha propagandato l'uso della droga e ne ha parlato come se fosse la droga fosse una sostanza utilizzabile per fini terapeutici”.
Che valore politico o statistico ha questo test?
“Abbiamo dato un immagine trasparente del nostro lavoro. Tutti ci chiedevano i risultati dei test. Li abbiamo dati nel rispetto delle legge”.



Ammiro Nathan

Intervista a Monica Cirinnà
Voce Repubblicana del 20 febbraio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Ho sempre ammirato Ernesto Nathan. Sono d’accordo con lui quando il sindaco diceva che il Comune non deve stanziare risorse per il cibo degli animali. Lo ha spiegato alla “Voce” Monica Cirinnà, consigliere comunale di Roma (Pd) ed ex assessore per i diritti degli animali.
Consigliere Cirinnà, recentemente la Svizzera ha annunciato la nascita di un avvocato che tuteli i diritti degli animali. In Italia cosa succede?
“In Italia ci sono delle iniziative giuridiche in continua evoluzione. Noi siamo uno dei paesi più avanzati in termini della difesa degli animali. Il problema italiano è relativo all’applicazione delle leggi in questa materia. Non posso nascondere che la Svizzera è più avanti dell’Italia in quanto la tutela della vita degli animali è addirittura in Costituzione. Mentre in Italia non siamo ancora arrivati a questo. Ai tempi del Governo D’Alema io stessa presentai, attraverso i miei colleghi di partito, un proposta di legge per creare un Dipartimento per la Difesa degli animali all’interno della Presidenza del Consiglio. Il Governo D’Alema non ebbe una vita molto lunga e questo progetto non fu realizzabile. Su questo la sensibilità della mia area politica è sempre stata molto forte”.
Il centrosinistra è più sensibile su questi temi rispetto al centrodestra?
“La questione deve essere trattata ambito per ambito. Dobbiamo fare una distinzione tra la politica nazionale e quella degli enti locali. In Parlamento la trasversalità sulla difesa dei diritti degli animali è molto forte. Per quanto riguarda gli enti locali la questione è molto differente. Da quando è arrivata la giunta Alemanno è stata distrutta una delega sui diritti degli animali. Se ne occupa l’assessore all’Ambiente che ha incluso nella sua delega anche quella degli animali. Ma l’associazionismo che difende i diritti degli animali è in forte agitazione perché l’amministrazione comunale vuole spostare la gestione della colonia felina e dei canili dalle associazioni passando tutto all’amministrazione del Bioparco. Sono convinta che occuparsi di un cane in una gabbia deve essere un lavoro da fare con il cuore e la passione per gli animali. E’ come lavorare in un carcere: non ci può andare chiunque”.
Cosa pensa della politica del sindaco di Roma Ernesto Nathan sulle risorse del comune da destinare all’alimentazione degli animali? Nathan non voleva che fossero destinati fondi del bilancio per i cani.
“Io sono sempre stata un’appassionata cultrice del sindaco di Roma Nathan. In tutti i miei anni al Comune di Roma non ho mai stanziato una voce per la nutrizione degli animali. La nutrizione delle colonie feline e degli altri animali sono sulle spalle dei cittadini e di coloro che vogliono farsene carico. Il nostro compito è quello di mantenere le strutture per gli animali”.

La pagheranno cara....

Voce Repubblicana del 19 febbraio 2010
Intervista a Lorenzo Rabini
di Lanfranco Palazzolo

Alle prossime elezioni regionali nelle Marche l’Udc pagherà caro, in termini di consensi, il suo opportunismo politico. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il segretario provinciale del Popolo delle Libertà di Ancona Lorenzo Rabini. Ecco cosa ci ha detto sulla prossima scadenza elettorale.
Lorenzo Rabini, il Partito democratico si allea con l’Udc e l’Italia dei Valori, ma non con la sinistra. Come giudica questa nuova situazione in vista delle regionali nelle Marche?
“E’ vero che il Partito democratico non ha raggiunto un accordo con i partiti della sinistra comunista e SL. Noi abbiamo avuto un atteggiamento di forte critica per il comportamento assunto dall’Udc di Pierferdinando Casini, che non può riconoscersi nelle prospettive politiche offerte dal governatore delle Marche Spacca. Questo partito ha sempre guardato al centrodestra. Credo che la scelta dell’Udc di scegliere le alleanza la pagheranno molto cara. L’elettorato dell’Udc continua a guardare al centrodestra. Secondo me i giochi sono assolutamente aperti. Rispetto alle precedenti elezioni regionali pensiamo di essere in corsa per la guida della Regione. Ricordo che nelle scorse elezioni regionali il Popolo delle Libertà aveva ottenuto il 35 per cento dei consensi nella Regione Marche contro il 29 per cento del Partito democratico. Noi non partiamo da una situazione di netta difficoltà, anzi c’è una lunga rincorsa a cambiare la guida della Regione”.
Le difficoltà che aveva affrontato ad Ancona il Pd con la crisi della giunta Galeazzi sono state superate?
“La nostra provincia, anche per quello che è accaduto ad Ancona, rappresenta un punto di riferimento importante. Ad Ancona il Pd non ha superato le sue difficoltà perché il comune dimostra ancora di barcollare politicamente. Nel sud delle Marche il centrodestra ha un ruolo di rilievo. La crescita deve avvenire anche in questa provincia e in quella di Pesaro. Credo che il Pdl sia pronto ad Ancona per fare il salto di qualità. Dalla provincia di Ancona mi aspetto che il Pdl sia di aiuto alla coalizione”.
Che ruolo svolge la Lega come alleato nelle Marche?
“Siamo alleati con una lista Civica di Erminio Marinelli, con la Destra di Francesco Storace e con la Lega. Il carroccio è un nostro alleato importante nel Nord delle Marche. Credo che questo sia un movimento che ha trovato spazio politico nel pesarese. Ma il radicamento della Lega si sta estendendo anche in altre province. Dopo queste elezioni il Pdl avrà a disposizione tempo per costruire un’alleanza più forte nella nostra regione. Il nostro dovrà essere il partito dei cittadini. Ecco perché vedo positivamente il radicamento della Lega in alcune zone delle Marche. Interpreto questo come un segnale dei cittadini che chiedono attenzione ai loro problemi”.