martedì 23 febbraio 2010

Congo, una dimostrazione di buon senso

Voce Repubblicana del 23 febbraio 2010
Intervista a Jean Leonard Touadì
di Lanfranco Palazzolo

La Camera dei deputati ha dato una dimostrazione di buon senso approvando tutte le mozioni parlamentari sulla crisi in atto nel Congo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Jean Leonard Touadi (Pd).
Onorevole Touadì, come si è comportata la camera nel dibattito sulla crisi in Congo?
“La discussione delle mozioni sul Congo nasce da un’interrogazione parlamentare fatta dal deputato dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando, alla quale il governo ha risposto in Commissione fornendo dati sulla situazione della guerra in Congo e sulla situazione umanitaria. I parlamentari sono rimasti impressionati dai dati forniti dal Governo sulla situazione in Congo. A quel punto si è pensato ad una discussione su delle mozioni presentate dai gruppi”.
Come si è sviluppato il dibattito su questa grave crisi?
“Sarebbe stato meglio presentare una mozione unitaria. Tutti i gruppi ne hanno voluto presentare una. Tutte le mozioni parlamentari sono sovrapponibili. Ma su tutte le mozioni c’è stata l’unanimità. Questo è stato il fattore positivo di questo dibattito. Il messaggio politico giunto da questo dibattito è stato forte perché il governo ha dato parere positivo a tutte le mozioni. L’atto politico di indirizzo è stato assolutamente positivo perchèè dimostra che l’Italia si mette alla testa della coalizione che si vuole occupare del Congo”.
L’Ue guarda ancora con uno spirito paternalistico alla situazione dell’Africa Subsahariana?
“Dopo la caduta del muro di Berlino, il continente Subsahariano ha perso quella rendita politica che era legata alle logiche della guerra fredda. L’Europa ha colpevolmente voltato le spalle all’Africa dedicandosi al risanamento finanziario interno e impegnando le sue risorse verso l’Europa dell’Est. Ma altri hanno occupato questa area geopolitica. Ci ha pensato la Cina con la sua spettacolare penetrazione economica. E ci hanno pensato anche gli Stati Uniti. Di fronte a questo l’Europa è rimasta cieca. Questo atteggiamento è stato dannoso per i suoi interessi. L’Ue non si è mai data una strategia africana”.
Qual è il paese europeo che ha avuto il peggior approccio verso l’Africa?
“Non ho dubbi: la Francia è il paese che ha avuto l’atteggiamento peggiore. Certi interessi francesi non hanno permesso la crescita democratica dell’Africa, il rispetto dei diritti umani e lo sfruttamento delle risorse di questo continente. Negli ultimi anni, da Mitterand in poi, Parigi si proclama campione dei diritti umani. Ma nella pratica delle sue relazioni bilaterali fa passare la vecchia idea di De Gaulle: ‘La Francia non ha degli amici. La Francia ha solo degli interessi’. Questo è il doppio binario della politica francese che, in questi anni ha guardato sempre ai suoi interessi dimenticando la promozione della democrazia in Africa”.