mercoledì 24 febbraio 2010

La politica non deve condannare prima delle sentenze

Voce Repubblicana del 24 febbraio 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Domenico Nania

La politica non può condannare il sottosegretario Cosentino prima della magistratura, soprattutto se le indagini contro l’esponente del Pdl durano da venti anni. Lo ha detto alla “Voce” il vicepresidente del Senato Domenico Nania (Pdl).
Senatore Nania, in questi giorni si parla di legalità e di iniziative per combattere la corruzione.
“Il tema centrale della politica italiana è quello della costruzione di una nuova mentalità. L’idea che le risorse pubbliche debbano essere gestite dai politici e che questi debbano appropriarsene è un’idea sbagliata. Credo che la strada migliore sia quella della incompatibilità e della ineleggibilità del candidato che si rende protagonista di atti del genere. Io sono convinto che il candidato debba essere ineleggibile se è protagonista di fatti penalmente rilevanti, ma anche quando è la moglie del candidato che si muove per il marito per attingere a risorse pubbliche. Il discorso vale anche per i parenti del candidato”.
Come ha trovato il comportamento dei sottosegretari Cosentino e Bertolaso, i quali hanno annunciato le loro dimissioni?
“Questi problemi devono essere risolti a monte. Non si può pensare di far esplodere delle indagini in prossimità delle consultazioni elettorali. Il caso del sottosegretario Casentino è emblematico. Credo che sul caso Cosentino si possano scrivere dei saggi. Le indagini contro l’esponente del Pdl campano partono dal 1990 ed esplodono alla vigilia delle elezioni regionali di quest’anno dove il centrosinistra è dato per sconfitto. Una situazione del genere non è normale all’interno dei processi democratici. Gli inquirenti hanno pensato di occuparsi di Consentino ben venti anni fa senza giungere a nulla. Questa situazione stupisce. Credo che Cosentino abbia fatto bene a presentare le sue dimissioni”.
Come si è comportato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in questa circostanza?
“Silvio Berlusconi ha fatto bene a respingere le dimissioni di Cosentino. Quando un caso del genere viene portato avanti per tanti anni è ovvio che un partito politico non può condannare prima della magistratura un proprio esponente. Berlusconi non poteva fare nulla di diverso rispetto a quanto ha fatto”.
Cosa pensa del caso Bertolaso?
“Stiamo parlando di un uomo che non viene dalla politica ed è considerato un tecnico che ha ottenuto grandi risultati. Mi auguro che la magistratura accerti subito se ciò di cui si parla corrisponde al vero. Mi sembra evidente che si sia cercato di distruggere l’immagine di questo uomo. Di fronte ad un vaglio processuale rigoroso le accuse contro Bertolaso crolleranno. Ecco perché è necessario attendere sempre la fine del processo. Bisogna dire basta alla gogna mediatica che consente di far fuori parte delle istituzoni prima che il processo si svolga”.