sabato 27 febbraio 2010

Quei tagli per l'Afghanistan sono sbagliati

Intervista ad Achille Serra
Voce Repubblicana del 27 febbraio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Quei tagli alla giustizia e alla Salute per finanziare le nostre missioni di pace sono stati un errore. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Achille Serra.
Senatore Serra, la Camera alta ha approvato il decreto di rifinanziamento delle missioni italiane all’estero. Che difficoltà avete incontrato?
“Il governo italiano ha stanziato 750 milioni a differenza di quanto era accaduto nel 2008 e nel 2009. Si tratta di una cifra inferiore rispetto a quella degli anni passati nonostante l’aumento del numero delle missioni all’estero. All’indomani dello stanziamento il governo si è accorto che servivano 815 milioni solo per il primo semestre di quest’anno. Quindi ci sono 65 milioni di disavanzo. Di questi 65 milioni, 55 sono stati ricavati da tagli ad altri ministeri e gli altri 10 sono stati presi dal Fondo. Questa decisione è stata risibile. Non riesco a trovare un’altra definizione per questa scelta. Uno dei ministeri colpiti da questi tagli è stato quello della Giustizia. Ma anche il ministero della Salute e quello dell’Istruzione hanno dovuto subire dei tagli. Mi sembra incredibile che sia accaduto questo. Abbiamo fatto presente questa nostra posizione al Governo”.
Cosa vi hanno risposto?
“Il sottosegretario alla Difesa Stefano Guido Crosetto ha detto che non era pensabile che il ministero della Difesa e quello degli Esteri fossero in grado da soli di riuscire a sanare questa situazione. Ovviamente non potevamo non rilevare la contraddizione tra l’aumento delle missioni e la diminuzione dei fondi per rifinanziarle. Per quest’anno occorreranno cira 1700 milioni”.
Cosa ne pensa della mini-naja?
“Credo che sia stato un errore inserirla in questo decreto. Non sono contrario alla cosiddetta mini-naja, ma non sono d’accordo nell’inserimento di una norma del genere in questo decreto. Il decreto riguardava le missioni internazionali. La mini-naja non aveva alcuna attinenza con il provvedimento. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa alla fine ha deciso di ritirare la norma”.
Come ha trovato l’atteggiamento dell’Idv, che si è astenuta sul decreto?
“Non mi è sembrato giusto. Non ho compreso la loro scelta. Il nostro gruppo parlamentare ha votato a favore della conversione del decreto sulle missioni che è un atto legato a questo o a quel governo. Votare questo decreto è un atto dovuto. Voglio sottolineare che il decreto che abbiamo votato è per delle missioni di pace. Vorrei sottolineare questo aspetto”.
E stressante dover votare un decreto come questo ogni sei mesi e cercare ogni volta nuove risorse?
“Penso che sia assolutamente stressante così come penso che questa carenza di denaro non faciliti la serenità di chi è in prima linea. I nostri soldati che sono all’estero non meritano queste incertezze”.