sabato 13 marzo 2010

Lista Polverini


Il celibato non c'entra

Intervista a Massimo Introvigne
Voce Repubblicana del 13 marzo 2o1o
di Lanfranco Palazzolo

Il problema del celibato cattolico non c'entra con lo scandalo della pedofilia. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” Massimo Introvigne, studioso di nuove religioni.
Professor Introvigne, quali sono i mali della Chiesa cattolica di fronte agli scandali sessuali che la stanno travolgendo?
“I sociologi hanno chiarito da tempo che il tema del celibato dei religiosi cattolici non c'entra nulla con queste vicende. Ci sono studi fatti anche da non cattolici secondo cui i responsabili di episodi di pedofilia sono omosessuali. Salvo eventuali aperture della Chiesa verso i matrimoni di tipo omosessuale, il matrimonio eterosessuale non aiuta a frenare questo tipo di abusi. Ci sono stati anche studi su sacerdoti sposati della comunione anglicana, dove l'incidenza degli episodi di pedofilia è uguale o maggiore rispetto a quelli del clero cattolico. La soluzione del celibato risulta quindi una falsa pista dal punto di vista sociologico. Naturalmente si può riaprire il discorso sul celibato per altri motivi che non hanno nulla a che fare con la pedofilia”.
Come ha reagito il Vaticano e la Chiesa di fronte a questi scandali?
“Forse c'è stato un momento di sorpresa anche da parte di coloro che, nelle autorità ecclesiastiche, hanno svolto degli studi in questa materia. Gli studi precedenti lasciavano intendere che queste violazioni erano concentrate nei paesi di lingua inglese. Il fatto che oggi ci sia un'estensione nei paesi di lingua tedesca è un dato assolutamente nuovo, che certo non si conosceva. Ma non si conosceva nemmeno da studi fatti da autori lontani dalla Chiesa cattolica. Tuttavia, nessuno aveva saputo spiegare quali erano i limiti degli ambienti sacerdotali di lingua inglese comprendere le cause di questi abusi”.
E' sorpreso dell'azione svolta dal Governo irlandese e le critiche a Vaticano da parte del ministro della giustizia tedesco Sabine Leutheusser-Schnarrenberger?
“Ci sono diversi aspetti da esaminare. Innanzitutto dobbiamo tenere conto della giusta preoccupazione della Santa Sede e, in passato, da parte del cardinale Ratzinger quando doveva diventare ancora Papa. Ci sono anche dei casi in cui esponenti politici hanno dei conti da regolare con la Chiesa cattolica e approfittano di questi momenti per farlo. In qualche caso è difficile separare il primo aspetto dal secondo”.
Vede una sorta di pericolosa anarchia nella Chiesa su queste vicende?
“Penso che il Papa e la congregazione per l'esercizio della fede del cardinal Levada abbiano le idee molto chiare rispetto a queste vicende. Credo che l'errore fu fatto molti anni fa, dopo il concilio Vaticano II, quando ci fu una malintesa tolleranza da parte dei gestori liberal di seminari che ammisero troppi giovani omoessuali al sacerdozio. Ma oggi questa tolleranza non c'è più”.

Una manifestazione sensata

Voce Repubblicana del 12 marzo 2010
Intervista a Luigi Compagna
di Lanfranco Palazzolo

La manifestazione che ha indetto Berlusconi ha senso rispetto a quella del popolo viola che si svolgerà domani. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Luigi Compagna del Popolo delle Libertà.
Senatore Compagna, cosa ne pensa dello scontro tra la piazza del Pd e quella del Pdl dopo l’esclusione della lista del Popolo delle libertà nel Lazio?
“Mi auguro che non si tratti di uno scontro piazza contro piazza perchè questo non ha molto senso. Siamo di fronte a delle consultazioni regionali. In questo tipo di consultazioni, così come è avvenuto nella storia elettorale del Paese, ci sono state delle difficoltà, degli eccessi di statualità e di statalismo soprattutto a danno delle forze politiche più piccole, non sempre rappresentate nelle amministrazioni uscenti. Adesso ci troviamo di fronte ad una sorta di bomba atomica perché sulla base di un incidente che potremmo definire fantozziano, avvenuto nel corso della presentazione della lista del Pdl in Corte d’Appello, è seguita la pretesa di alcuni magistrati del Tar del Lazio, purtroppo confortata dalla retorica del collega senatore Ciampi, per i quali la legislazione elettorale non sarebbe materia e competenza della legislazione nazionale, ma soltanto di legislazione regionale, in questo caso del Lazio”.
Trova sbagliata questa interpretazione?
“Questa è un’interpretazione assurda al di la del merito della questione. Non si può considerare, come corpo separato nel nostro ordinamento, la legislazione elettorale. Allora, da questo punto di vista la rappresentazione della piazza contro piazza non mi piace affatto. E non mi piace nemmeno se da parte della prima piazza (i centrosinistra), quella del cosiddetto popolo viola, ci fosse quella solita idea – non so quanto estranea alla politica e alla tradizione dei radicali – della giurisdizione come unico momento di politica costituzionale. Mentre trovo giustificata l’iniziativa berlusconiana di dare carattere nazionale ad una manifestazione che cercherà di stanare una lacuna del Consiglio di Stato sulla lista del Pdl”.
Cosa ne pensa dell’ipotesi del rinvio del voto?
“Sono d’accordo per l’ipotesi della decongestione e decompressione della questione. Questa era l’ipotesi – che condividevo – di Marco Pannella”.
Pensa che Bersani voglia arraffare il maggior numero di vittorie senza avversari?
“Penati e la Bonino non possono certo essere annoverati come dei governatori che anelano a governare senza opposizione. Questa è una mancanza di rispetto alla civiltà democratica del nostro paese. Può darsi che Bersani abbia deciso di andare avanti perché pressato da Di Pietro, che a sua volta è pressato da De Magistris. Mi auguro che Bersani non si tuffi nel dipietrismo attaccando ed evocando negativamente il capo dello Stato in qualità di colegislatore”.

Una gara senza avversari

Voce Repubblicana dell'11 marzo 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Fabio Rampelli

Una gara senza avversari è inconcepibile. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Fabio Rampelli del Pdl, ex campione di nuoto, che utilizza la metafora dello sport per criticare il comportamento delle opposizioni contro la partecipazione della lista del Pdl nel Lazio.
Onorevole Rampelli, cosa pensa dell’atteggiamento delle opposizioni nello scontro sulle liste elettorali?
“Le opposizioni hanno avuto alcuni momenti di lucidità nel confronto su questo delicato argomento. Solo alcuni hanno compreso la necessità dello svolgimento di una competizione leale in vista del voto. In altri casi abbiamo visto un atteggiamento spigoloso e arrogante. Questo comportamento è stato tenuto soprattutto dall’Italia dei Valori. L’opposizione dovrebbe pensare ad una soluzione politica di questa vicenda. Il tema della presentazione delle liste non può certo essere affrontato e risolto a suon di cavilli e di regolamenti. Il compito dei regolamenti è quello di essere al servizio dei diritti e non quello di mortificare la democrazia”.
Cosa ne pensa del comportamento dei radicali, che hanno chiesto di annullare la partita delle regionali nel Lazio?
“Penso che quella proposta dai radicali sia un’ipotesi sulla quale è possibile ragionare. Sarebbe sicuramente un grosso atteggiamento di responsabilità. Io vengo dal mondo dello sport (è stato nazionale di nuoto, ndi) e non è concepibile affrontare una gara senza avversari, sarebbe inconcepibile. Mi rendo conto che il paragone calza fino ad un certo punto. Il sale della democrazia è fatto anche dal confronto tra posizioni diverse. Alle opposizioni chiedo di non pensare al calcolo dei propri interessi elettorali, ma pensare al senso di questa competizione elettorale. Ecco perché ritengo la proposta dei radicali ragionevole”.
Cosa ne pensa della manifestazione di sabato alla quale parteciperanno il Partito democratico e l’Italia dei valori?
“Mi pare una scena che abbiamo già visto in altre circostanze. Il Pd sembra avviato verso un percorso riformista, ma spesso si trova scavalcato ‘a sinistra’ dall’Italia dei Valori. Questa situazione ha indotto il Pd ad inseguire il partito di Di Pietro. In questo contesto il Presidente della Repubblica ha dimostrato di essere il garante dei diritti sanciti nella nostra Costituzione, pur essendo stato in passato uomo di parte, dimostrando di avere a cuore il diritto degli italiani a votare la propria lista”.
A chi andranno i voti del Pdl del Lazio se la lista non verrà presentata?
“Sono convinto che i voti del Pdl confluiranno alla lista Polverini. Credo che una parte dell’elettorato moderato voterà anche per l’Udc, nonostante le note difficoltà di dialogo con il Pdl. Penso che ci sarà una piccola parte dell’elettorato del Pdl voterà per la Destra di Francesco Storace”.

Ecco il vero Olof Palme

La professoressa Monica Quirico passerà probabilmente alla storia, anche per merito della sua conoscenza della lingua svedese, come l'unica in grado di offrirci un libro che possa raccontarci il vero Olof Palme. In questo strordinario volume, la curatrice del volume raccoglie le interviste e i discorsi dell'esponente socialdemocratico svedese, ucciso nel 1986 in circostanze mai chiarite, che ha segnato il modello della cosiddetta "Terza via". Il libro è utile per capire come certe strumentalizzazioni politiche sull'azione politica di Palme siano fuori luogo.