sabato 3 aprile 2010

Il nuovo partito di maggioranza relativa

Voce Repubblicana del 3 aprile 2010
Intervista a Publio Fiori
di Lanfranco Palazzolo

Il partito degli astenuti è diventato il partito di maggioranza relativa. Ecco perché penso che questo bipolarismo abbia fallito. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ex vicepresidente della Camera dei deputati Publio Fiori, segretario di Rifondazione Dc.
Onorevole Fiori, cosa pensa del voto delle ultime elezioni regionali e che tipo di azione politica svolgerà il suo movimento dopo il voto nel Lazio?
“Una decina di giorni fa ho raggiunto un accordo con Francesco Rutelli ed Alleanza per l’Italia per costituire insieme un polo di centro, un terzo polo. Questo polo si nascerà formalmente il 24 ed il 25 aprile. Il nostro obiettivo è quello di fare la costituente del Terzo polo perché riteniamo ch questo bipolarismo non abbia funzionato. E soprattutto non esista. E’ un errore parlare di bipolarismo quando ben il 35 per cento degli italiani non è andato a votare è certamente un errore. Il partito degli astenuti è il nuovo partito di maggioranza relativa. Ritengo che sia una tesi inesatta quella che vorrebbe vedere in questo bipolarismo un sistema politico ormai radicato nelle abitudini degli italiani. Riteniamo che questo astensionismo significhi una caduta della rappresentanza politica. Ecco perché vogliamo il terzo polo”.
Cosa pensa dell’esito del voto nel Lazio?
“Penso che la capitale abbia votato compatta per Emma Bonino e le province hanno votato Renata Polverini. Questa campagna elettorale si è basata quasi esclusivamente su un fatto mediatico. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è impegnato in prima persona nella battaglia elettorale nel Lazio. E ha vinto. Ma non dobbiamo perdere di vista i risultati complessivi. Il Pdl non ha avuto un grande successo in tutta Italia. Il Pdl arriva al 27 per cento e ha perso un milione di voti. Mi pare che il Pd sia al 25 per cento. Se alla percentuale del 35 per cento degli astenuti aggiungiamo il 15 per cento degli elettori che non si sono schierati non nessun grande schieramento arriviamo alla conclusione che questo bipolarismo è ormai in crisi. Questo è il dato vero. E su questo bisogna lavorare”.
Per chi ha votato in queste elezioni regionali?
“Non dico nulla su questo. Il voto è segreto”.
Pensa che gli elettori astenuti avrebbero scelto uno dei due poli?
“E’ una previsione che non si può fare perché in assenza di uno schieramento di centro. In queste elezioni regionali non c’è stata la possibilità di votare il centro. In queste consultazioni, Pierferdinando Casini e l’Udc hanno scelto uno dei due schieramenti. Anzi, Casini ha dato in queste elezioni un’indicazione politica per il bipolarismo. Questo sistema forse è più utile per avere un maggior numero di voti, ma ritengo che sia anche un problema per gli elettori che si trovano disorientati da questa strategia”.

Il nostro risultato straordinario

Intervista a Riccardo Villari
Voce Repubblicana del 2 aprile 2010
di Lanfranco Palazzolo

Il risultato dell’Mpa in Campania è stato straordinario. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il senatore Riccardo Villari che ha sostenuto il candidato del centrodestra Stefano Caldoro.
Senatore Villari, cosa pensa dell’esito del voto delle elezioni regionali in Campania, dove il centrosinistra ha subito una dura sconfitta?
“Innanzitutto sono soddisfatto perché la nostra lista dell’Mpa ha ottenuto il 6%. Un ottimo risultato. La sconfitta del centrosinistra in Campania era annunciata visto quello che è successo in questa regione negli ultimi due anni. Gli elettori hanno metabolizzato gli errori commessi in questi anni dal centrosinistra e hanno scelto di cambiare. Era già scritto prima che si dovesse voltar pagina. Forse non ci si aspettava un risultato politicamente così eclatante. Ma questo è un dettaglio. Non ho visto nulla di imprevisto in quello che è successo in queste elezioni regionali”.
Cosa ha fatto il Partito democratico per rimuovere le macerie degli scandali che lo hanno travolto in questa regione?
“Non faccio parte del Partito democratico. Le vicende del Pd riguardano loro. Ed io non mi interesso con grande piacere di queste vicende. Credo che il risultato del Partito democratico sia sotto gli occhi di tutti e non abbia bisogno di altri commenti. Il Pd è diventato una sorta di zattera sulla quale molti si sono rifugiati. Il progetto originale non esiste più”.
Come ha trovato la scelta di Stefano Caldoro come candidato del centrodestra in queste elezioni regionali in Campania?
“Caldoro si è rivelato un ottimo candidato perché ha svolto una campagna elettorale molto sobria. Ed è stato molto bravo perché non si è fatto tirare dentro le polemiche di una campagna elettorale urlata. Il fatto che in Campania ci sia stata una percentuale di votanti superiore a quella delle altre regioni deve essere spiegata anche così. Il merito di Caldoro è stato quello di parlare di contenuti. E lo ha fatto in modo pacato e con metodi concreti. Ecco perché Stefano Caldoro si è dimostrato un ottimo candidato”.
Come si sono comportati i “bassoliniani” in Campania?
“Per loro questo non è un bel momento. Loro hanno fatto squadra. E qualcuno è riuscito anche a raggiungere il suo obiettivo di entrare in regione. Il drappello dei bassoliniani è pur sempre presente nelle istituzioni”.
Si aspettava la candidatura di un uomo autoritario come il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca?
“Credo che oggi sia molto difficile trovare un esponente del centrosinistra che sia disposto a farsi immolare in una sconfitta quasi annunciata. Non credo che De Luca pensasse di vincere questa sfida in Campania. Ha accettato la sfida per marcare la sua presenza e la sua aspirazione di leadership dopo Bassolino. De Luca ha cercato di lanciare una sorta di Opa sul Pd”.