domenica 25 aprile 2010

26 aprile 1980: l'Unità contro Carter

In questi giorni tutti sono impegnati a ricordare l'anniversario della Liberazione, ma molti dovrebbero ricordare anche i 30 anni dal blitz dell'esercito americano per liberare gli ostaggi dell'ambasciata Usa a Teheran. Per curiosità sono andato a leggere la prima pagina de l'Unità del 26 aprile del 1980 che riportava la notizia del fallimento della missione americana. Il tono del quotidiano del Pci era ostile agli Stati Uniti. Il Presidente degli Stati Uniti Carter era stato bollato come un "irresponsabile" dal giornale del Pci. A quel punto ho avuto il dubbio di andare a dare uno sguardo alla prima pagina del giornale del Partito comunista che dava conto dell'occupazione dell'ambasciata Usa. Beh, non ci crederete, ma il giornale del Pci diede la notizia dell'assalto all'ambasciata solo due giorni dopo l'occupazione della sede diplomatica, avvenuta il 4 novembre del 1979. Inoltre, il quotidiano comunista non diede la notizia con il medesimo risalto che gli avrebbe ridato in seguito per dare contro agli Usa, parlando olo di "aspra tensione" tra Usa e Iran. Ma da chi era stata provocata quell'"aspra tensione"? Nella mancata risposta de l'Unità troviamo la malafede e l'inaffidabilità del Pci di allora.

La segretaria del segretario

Il Tempo del 25 aprile 2010
Di Lanfranco Palazzolo


La segretaria del Segretario. Il matrimonio della segretaria di Berlusconi Marinella Brambilla e la presenza di Rita Marino, segretaria di Gianfranco Fini, nel corso della Direzione del Pdl hanno riaperto l’attenzione sulle collaboratrici dei leader. La Marino racconta di essere al fianco di Fini dalla seconda metà degli anni ’80 e parla da autentica leader: “Mi sembra che fin dai tempi del Msi di lotte ne abbiamo fatte tante anche all’interno del partito”. E su Berlusconi afferma: “Non ci fa paura affrontarlo”. Molte delle storiche collaboratrici dei leader politici hanno contribuito a scrivere una parte della storia politica recente e meno recente, ma non sempre in modo obiettivo. Ad esempio, la segretaria di Adolf Hitler, Taudl Junge, firmando il suo libro sul fuhrer dal titolo “Fino all’ultima ora” ebbe a dire che il dittatore “può sembrare incredibile, ma era un uomo molto affettuoso”. Una delle segretarie da non dimenticare è Cinzia Cracchi, l’ex segretaria-amante di Flavio Delbono, prima che diventasse sindaco di Bologna ed era alla Vicepresidenza della Regione Emilia Romagna. La donna rivelò i segreti del bancomat di Delbono determinando la sua fine politica al comune di Bologna. “Le mando i saluti della signora Cracchi”, disse all’esponente del Pd con tono beffardo Alfredo Cazzola, avversario di Delbono, prima dello scoppio dello scandalo. E sarà difficile dimenticare anche Enza Tomasselli, segretaria di Bettino Craxi per 30 anni, la quale ha recentemente raccontato il suo rapporto umano e di lavoro con Craxi: “Ci capivamo al volo. Era molto esigente. E ti responsabilizzava. Aveva una grande timidezza di fondo e la mascherava con atteggiamenti burberi. L’ho visto aiutare tante persone bisognose. Ma se lo imbrogliavi diventava vendicativo”. Negli Stati Uniti, la segretaria del capo è di lusso. Da quelle parti si chiama “Social secretary”. Barack Obama si è avvalso della collaborazione dell’imprenditrice Desirèe Rogers, prima afroamericana a ricoprire questo prezioso incarico. Ma anche una delle prime a creare qualche grattacapo al Presidente. In occasione del ricevimento alla Casa Bianca in onore del presidente indiano Singh, in cui si imbucarono due stelle della televisione che volevano dimostrare la vulnerabilità del sistema di sicurezza, la Rogers si rifiutò di essere interrogata da una Commissione del Congresso per quel “buco”. Ad avere dei problemi con le segretarie è Antonio Di Pietro. Lui la segretaria stabile non c’è l’ha perché scappano. Su “l’Espresso” del 26 novembre scorso appare questa notizia: “A turbare Antonio Di Pietro c’è anche un problema imprevisto: la ricerca di una segretaria. L’assistente alla Camera del leader dell’Idv ha ricevuto un’offerta vantaggiosa da un altro gruppo parlamentare: il Pdl”. Ma le segretarie migliori sono quelle che non parlano mai. Vincenzina Enea, scomparsa nel 1999, rimase per 30 anni al fianco di Giulio Andreotti, meritandosi l’appellativo de “l’Ombra”. Juliane Weber, segretaria di Helmuth Kohl si meritò la definizione di “anima del cancellierato” al punto che si parlò anche di una storia tra loro. Ma quelle che creano qualche problema ai leader sono quelle che fanno carriera. Ruth Turner fu per anni segretaria di Tony Blair, ma venne arrestata nell’ambito delle indagini per lo scandalo politico “seggi per soldi” facendo fare al suo capo una figuraccia irripetibile. Ma nonostante lo scandalo, Blair le affidò nel 2009 la guida la filiale della “Tony Blair faith foundation” negli Stati Uniti.

Quante sigarette per Arrigo Boldrini!

Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di trovare questa lettera dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) Comitato Nazionale Giunta Esecutiva, datata Roma 9/3/1949 con firma del Presidente Arrigo Boldrini e del vicepresidente Francesco Scotti. La lettera è diretta alla Direzione dei Monopoli di Stato, Roma. Testo interessante: "Ai fini della riscossione della somma di L. 1.716.000 dovuta da codesta Amministrazione a titolo di rimborso delle spese sostenute da questa Associazione in connessione con la progettata distribuzione di sigarette, si comunica che a norma di statuto la firma legale dell'ANPI è devoluta allo scrivente On. Arrigo Boldrini nella qualità di Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani". Per quale ragione l'Anpi aveva speso tutti quei soldi alla vigilia del 25 aprile del 1949? All'epoca uno stipendio buono era di circa 25mila lire. Fate conto quanto fosse impegnativa quella cifra per quei tempi. Se volete sapere qualcosa di più sul traffico di sigarette di Arrigo Boldrini con i monopoli dello Stato viconsiglio di leggere "Mi raccomando" di Daniele Martini, edito da Baldini & castoldi. Il riferimento lo trovate a pagina 108. Buona lettura e buon 25 aprile.