martedì 18 maggio 2010

Un gesto straordinario

Intervista a Sergio Rovasio
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 19 maggio 2010

Il Presidente della Repubblica ha fatto un gesto straordinario ricevendo le associazioni lgbt. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Sergio Rovasio, segretario dell’Associazione Certi diritti.
Sergio Rovasio, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto lunedì scorso le associazioni che si battono per il riconoscimento dei diritti civili e contro l’omofobia proprio nella giornata mondiale contro l’omofobia.
“E’ stato un gesto positivo e straordinario che il Presidente della Repubblica abbia accettato la proposta dell’onorevole Paola Concia di ricevere le associazioni lgbt nel corso della giornata internazionale contro l’omofobia. E’ stato un gesto simbolico molto importante. Nel corso dell’incontro ci sono stati degli interventi molto positivi e di alto livello. Il Capo dello Stato ha ascoltato con grande attenzione i temi che gli sono stati sottoposti nel corso dell’incontro”.
All’incontro era presente anche il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. Cosa ha detto?
“Il ministro Mara Carfagna ha detto due cose molto importanti. Lei stessa si è resa conto che grazie al lavoro di confronto che ha svolto in questi mesi ha superato una forma di pregiudizio che aveva. Il ministro lo ha ammesso, spiegando di aver superato questa posizione. La Carfagna ha tenuto a ringraziare tutti e ha spiegato quanto sia importante trovare nuove leggi per garantire i diritti e garantire le pene per chi commette atti di violenza nei confronti delle persone gay e lesbiche e per le minoranze in generale. E già questo è un fatto molto importante. Il ministro si è augurata che vengano approvate quanto prima le norme contro l’omofobia. Questo vorrà dire implicitamente che il governo la sosterrà in sede parlamentare. Questo è un impegno molto importante”.
Avreste preferito che l’iniziativa di una legge contro l’omofobia fosse del Parlamento? Con una maggiore esperienza si sarebbe potuto evitare l’affondamento del provvedimento?
“Quello che è accaduto lo scorso ottobre è un vero e proprio atto di viltà. Si è approfittato del Regolamento della Camera per fare lo sgambetto ad un provvedimento che non si voleva approvare. E’ stata utilizzata l’ideologia e una visione integralista della storia e della società per utilizzare uno strumento scorretto come quello dell’incostituzionalità, che nulla aveva a che vedere con il provvedimento. Il ministro Carfagna era d’accordo con quella legge, ma aveva proposto degli aggiustamenti chiedendo il ritorno del testo in commissione”.
In quella occasione aveva sbagliato Paola Concia ad affrontare il voto sulla costituzionalità della legge?
“No, è stato il gruppo del Pd a sottovalutare la questione. Non dimentichiamo che a quell’epoca c’era ancora la Binetti e tutta la componente integralista del Pd”.

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Ecco come rilancio la Cattolica

Intervista a Ombretta Fumagalli Carulli
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 18 maggio 2010

L’unico modo per rilanciare la Cattolica è quella di rilanciarla attraverso la sua internazionalizzazione. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la senatrice Ombretta Fumagalli Carulli. L'ex parlamentare e docente di Diritto ecclesiastico che si candida in alternativa a Lorenzo Ornaghi, uomo vicino alla Conferenza episcopale italiana alla guida dell’università Cattolica.
Senatrice Fumagalli Carulli, perché si è candidata di nuovo alla guida dell’Università Cattolica?
“Io non ho posto la mia candidatura in forte polemica con Ornaghi, ma in forte dialettica. Abbiamo una diversa strategia per rilanciare l’università cattolica. Sono contenta di essermi candidata perché non c’erano altre candidature alternative a quelle di Ornaghi. Abbiamo un modo diverso di vedere il futuro della Cattolica”.
Lei aveva criticato Ornaghi, accusandolo di vedere il ruolo della Cattolica in perfetta identità con gli obiettivi della Conferenza episcopale italiana.
“Forse mi ero espressa male. Forse è bene chiarire meglio quel concetto. La mia critica non è tanto che l’università Cattolica debba rispondere alla missione della Cei. Anzi, sono convinta che la cattolica debba inserirsi in questo progetto portando tutto l’insieme dei movimenti che sono all’interno della Cattolica. E non solo un movimento. Ecco perché occorre valorizzare tutte le realtà ecclesiali anche all’interno del progetto culturale. Quello che voglio mettere in evidenza e che continuo a pensare, è che nostra università ha una caratteristica rispetto alle università cattoliche di tutto il mondo: siamo collegati non solo con la Chiesa italiana, ma anche con la Segreteria di Stato Vaticana. La Fondazione Toniolo, che è parte integrante della Cattolica, è stata voluta da Padre Gemelli come legata alla Segreteria di Stato per impedire che ci fossero delle nazionalizzazioni da parte dello Stato italiano”.
Quale dovrebbe essere il legame tra la Fondazione Toniolo e la Segreteria di Stato?
“Questo legame dovrebbe favorire meglio l’internazionalizzazione della Cattolica. Se non ci si mette in testa che se non si comprende l’importanza dell’internazionalizzazione dell’università, credo che la Cattolica perda l’occasione di vincere la competizione sul fronte internazionale. Noi non dobbiamo essere un’università locale. Non a caso abbiamo ben cinque sedi in Italia. Dobbiamo avere il coraggio di stringere accordi con degli istituti universitari di eccellenza”.
In che modo intende farlo se verrà eletta al posto di Ornaghi?
“Le università di Stato si servono delle ambasciate e del ministero della Pubblica istruzione. Anche noi dovremmo fare lo stesso attraverso le nunziature e le ambasciate della Santa Sede in tutto il mondo. Questa è un’opzione importante per il futuro della nostra università”.

Buone notizie - BMS