venerdì 28 maggio 2010

Una riforma importante per la Guardia di Finanza

Intervista al senatore Luigi Ramponi
Voce Repubblicana del 28 maggio 2010
di Lanfranco Palazzolo

La riforma della nomina del Comandante generale della Guardia di Finanza è positiva. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Luigi Ramponi del Popolo delle Libertà.
Senatore Ramponi, quali sono le sue valutazioni sulla riforma dei criteri di nomina del Comandante generale della Guardia di Finanza, che sarà una nomina “interna” al corpo?
“Quando ho preso la parola in Commissione Difesa e Finanze per discutere di questo ddl ho detto 'walcome on board' ('ben arrivati'). In passato avevo proposto un disegno di legge che proponeva di seguire la stessa strada percorsa per la nomina del Comandante dell'arma dei Carabinieri. Purtroppo non sono riuscito a far mettere questo provvedimento all'ordine del giorno dei lavori del Parlamento. Alla fine è intervenuto il Governo che ha cercato di far passare questa modifica ai criteri di nomina del generale della Gdf. Ma alla Camera non hanno permesso l'iniziativa del Governo e si è scelto di far passare questa legge con un ddl parlamentare. E' stata una decisione giusta. Finalmente ci siamo decisi anche se in ritardo”.
Adesso come verrà nominato il Comandante generale della Gdf?
“E' il Governo che dovrà attingere, per la nomina del Comandante della Guardia di Finanza, ad un uomo del corpo che dipende dal ministero delle Finanze. E non – come è stato finora – dagli uomini dell'esercito”.
Possiamo considerare questa riforma come una piccola 'rivoluzione'?
“Ritengo che non sia una novità perché sia i Carabinieri che la Guardia di Finanza, all'origine, sono stati comandati per lungo tempo da ufficiali provenienti dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Quando ho presentato il mio disegno di legge ho riflettuto parecchio perché ho sempre avuto un grande rispetto per coloro che ci hanno preceduto. E chi ci ha preceduto – per evitare che ci fosse qualche problema – aveva pensato che fosse meglio nominare un Comandante che venisse dall'esercito. Io stesso sono stato Comandante della Guardia di Finanza (1989-1991). Avevo presentato un disegno di legge su questo argomento perché, avendo riconosciuto la possibilità di eleggere un comandante dei Carabinieri ad un uomo del corpo stesso era prevedibile pensare alla medesima riforma anche per la Guardia di Finanza. Al di la dei criteri, credo che la nomina di un Comandante della Gdf sia una questione di uomini, come in tutte le cose che riguardano le cose del mondo. E non si tratta di altro”.
Non sarebbe stato meglio pensare ad un riforma complessiva dei criteri delle nomine per i Carabinieri e della Gdf, invece di fare queste leggi a 'singhiozzo'?
“Lei ha ragione a sottolineare questo aspetto. La ragione che mi aveva spinto a presentare un ddl su questa materia era stata proprio la modifica che era stata fatta per i vertici dei Carabinieri”.

Non toccate gli stipendi delle forze armate e della polizia

Intervista ad Achille Serra
Voce Repubblicana del 28 maggio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Con i tagli annunciati, il governo ha contraddetto la politica che aveva fatto vincere il centrodestra alle ultime elezioni politiche. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il senatore Achille Serra del Partito democratico.
Senatore Serra, cosa pensa di questa manovra del Governo Berlusconi?
“In questa manovra sono previsti ulteriori tagli per le forze dell’ordine. Non so in che misura avverranno questi tagli perché le cose ce si dicono sulla manovra sono tante. Ad oggi non saprei determinare la misura di questi tagli. Sono molto preoccupato perché questi tagli si vanno ad aggiungere ai tagli fatti alle forze dell’ordine e alla Difesa. Allora il Partito democratico fu molto duro su questo argomento. In una maggioranza che ha vinto le elezioni quasi esclusivamente speculando su alcuni episodi di cronaca e seminando il terrore. La maggioranza ha messo mano a provvedimenti che non sono mai stati di fatto realizzati. Tutti si chiedono che fine abbiano fatto le cosiddette ronde. Oggi ci troviamo di fronte a gravi emergenze come quelle relative alla condizione delle carceri italiane che hanno un numero di detenuti superiore alla capacità di contenimento dei nostri istituti di pena. La Lega ha voluto ed ottenuto l’arresto in flagranza per i clandestini e il processo per direttissima agli immigrati che non hanno il diritto di stare nel nostro paese. E lo ha fatto proprio ora che le carceri italiane stanno ‘scoppiando’. La scelta che ha fatto il governo è stata quella di fare dei tagli mettendo tutti i ministeri sullo stesso piano. Questo è un errore”.
Sarebbe un errore fare questi tagli ad un settore, come quello dell’ordine pubblico, dove si stanno ottenendo buoni risultati?
“Al di la degli arresti per mafia pubblicizzati da certa stampa posso dire che gli arresti non hanno alcun colore politico. E credo che nessuno si debba appropriare di questi successi. Mi sembra che dare il segnale del taglio alle forze dell’ordine non è un dato di buona salute del governo. Per fare una valutazione complessiva della situazione basta pensare anche alle norme sulle intercettazioni, che questo governo sta cercando di introdurre che certo non sono un aiuto alle forze dell’ordine”.
Cosa avrebbe fatto al posto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti? Avrebbe praticato gli stessi tagli?
“Non avrei mai fatto tagli alle politiche per la salute, all’università e alle forze di polizia. Se il centrodestra farà questi tagli sarà un bel problema per molti cittadini. Ecco perché avrei fatto molti tagli senza toccare questi tre settori”.
Pensa che verrà posta la fiducia sulla manovra?
“Penso che l’8 giugno verrà posta la fiducia sul provvedimento. Avremmo gradito ascoltare il ministro dell’Interno in aula per sapere cosa pensa di questi tagli”.