martedì 6 luglio 2010

Basta con il bipolarismo muscolare

Voce Repubblicana del 7 luglio 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Pino Pisicchio

La crisi del centrodestra è anche la crisi di questo bipolarismo muscolare. Lo ha spiegato alla “Voce” l’onorevole Pino Pisicchio, deputato di Alleanza per l’Italia ed ex presidente della Commissione Giustizia della Camera.
Onorevole Pisicchio, cosa pensa dell’epilogo della caso dell’ex ministro Brancher?
“Se Brancher non avesse presentato le dimissioni, avrei preparato una mozione di sfiducia nei suoi confronti che, seppur muovendo da considerazioni diverse da quelle di altri colleghi, arrivava lo stesso a chiederne le dimissioni. L’articolo 95, secondo comma, della Costituzione fa esplicito riferimento all’attività dei singoli ministri, implicando che essa abbia un contenuto delegato dal Presidente del Consiglio. Tale contenuto, nel caso di specie, non esisteva. Brancher non aveva deleghe. Sapevamo solo che il suo ministero avrebbe intersecato quello delle riforme, della semplificazione e delle autonomie locali. Ma tutti erano all’oscure delle deleghe che gli erano state assegnate. Dal punto di vista costituzionale Brancher rappresentava un’anomalia da cancellare al di la dei profili di carattere giudiziario, che avrebbero dovuto essere valutati in altra sede”.
Come ha trovato le richieste di intervento nei confronti del Presidente della Repubblica proprio mentre la situazione diventava difficile per il Governo?
“Credo che sia un atto sgradevole tirare in ballo il Presidente della Repubblica. In tutti questi anni ho sempre cercato di spiegare - non perché i miei colleghi non ne abbiano la cultura giuridica per comprenderlo – che nel nostro sistema il Presidente della Repubblica non è l’istituzione verso la quale possano essere recapitati gesti di autonomia. Il Capo dello Stato ha un percorso obbligato. E il suo percorso obbligato è quello della legge e quindi della Costituzione, di cui Napolitano è garante. Neanche in questa circostanza mi pare di aver ravvisato un atteggiamento men che corretto. La cosa da dire è che non c’è stata uguale correttezza chi ha indotto il Capo dello Stato a firmare una nomina vuota, senza deleghe. Ecco perché molti hanno coniato il termine ministro del nulla”.
Cosa succederà in questo difficile mese di luglio? Il Parlamento sarà impegnato ad affrontare discussioni molto impegnative.
“E chiaro che il centrodestra sta vivendo un brutto ¼ d’ora. E’ altrettanto vero che il centrodestra deve ragionare sulle ragioni che tengono insieme la coalizione. Credo che questa crisi sia però l’atto finale di questo bipolarismo drogato entrato nel nostro paese con i referendum del 1993. E’ arrivato il momento di rivedere questo bipolarismo creato e dettato esclusivamente dalle leggi elettorali. Ecco perché è necessario cambiare questa legge elettorale. Il centrodestra dovrà chiarire le ragioni che la tengano insieme”.

Ce la faremo, nonostante i finiani

Voce Repubblicana del 6 luglio 2010
intervista a Giorgio Jannone
di Lanfranco Palazzolo

Nonostante i finiani ce la faremo ad affrontare l'agenda parlamentare. Lo ha spiegato alla “Voce” il deputato del Pdl Giorgio Jannone, membro della Commissione Finanze della Camera.
Onorevole Jannone, cosa pensa delle polemiche che riguardano la manovra e lo scontro tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti?
“Non esiste nessun tipo di scontro tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e quello dell'Economia Giulio Tremonti. Questo dibattito fa parte della normale dialettica che si innesca durante la discussione della manovra tra chi la presenta e chi deve votarla. Ma non c'è nessuna polemica. Si sta ragionando sulla manovra”.
Chi vuole alimentare queste polemiche?
“Naturalmente è l'opposizione a voler alimentare queste polemiche in una maggioranza che appare solida. Il centrosinistra sta cercando qualche varco per creare delle liti all'interno del centrodestra”.
A chi allude?
“Mi riferisco certamente al gruppo dei finiani, che sta cercando in tutti i modi di rompere la coesione del Popolo delle libertà. Ma credo che queste polemiche non fanno altro che aumentare l'unione nel Popolo delle Libertà intorno a Silvio Berlusconi”.
Trova giusta l'impostazione del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che pensa di tagliare i conti delle Regioni?
“Non credo che Tremonti abbia intenzione di colpire le Regioni. Ma si tratta di essere consapevoli del fatto che esiste una crisi internazionale molto forte. E l'Italia è stato il paese al mondo che ha resistito meglio alla crisi finanziaria. Credo che le regioni italiane debbano imparare a gestire meglio le loro risorse con meno sprechi. L'esempio degli sprechi citati da Giulio Tremonti ci spiegano dove le regioni devono tagliare le proprie spese”.
Verranno tagliate le tredicesime?
“Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che quella del taglio delle tredicesime non è un'ipotesi in campo. Non ci sarà nessun taglio. Tutti dobbiamo abituarci a dei tempi non facili, in cui il paese dovrà affrontare dei momenti complessi. Direi che i sacrifici messi in campo hanno dato la possibilità di uscire molto bene dalla crisi economico e finanziaria di questi ultimi due anni”.
E' una scelta contraddittoria colpire le regioni mentre si propone il federalismo fiscale? Sarebbe stato logico pensare ai tagli per i ministeri?
“I tagli per i ministeri sono già previsti nella manovra. E ci saranno ancora. Il federalismo fiscale implica la responsabilità delle Regioni. Ecco perché questi enti devono imparare a spendere le loro risorse”.
La stagione che parlamentare che si sta per concludere sarà difficile?
“Credo di sì. I provvedimenti da affrontare sono tanti. Sarà difficile gestire queste tensione provocati anche dal Presidente della Camera. Ma ce la faremo”.