sabato 10 luglio 2010

As to As - Tony Esposito

Il centrosinistra alimentato dalla paura

Intervista a Riccardo Nencini
Voce Repubblicana del 10 luglio 2010
di Lanfranco Palazzolo

La linea che ha alimentato per troppo tempo il centrosinistra è stata la paura. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario del Partito socialista italiano Riccardo Nencini.
Onorevole Nencini, con quale proposte si presenterà al congresso del Psi?
“I socialisti presentano a Perugia un partito nuovo con la proposta del ‘Progetto Italia’. Si tratta di una nuova interpretazione della sinistra italiana e di questa Italia. La linea che alimenta il centrosinistra sia soprattutto la paura. Di questo ne sono profondamente convinto. La paura stessa non è stata contrastata dalla sinistra. Servono quindi delle certezze che un nuovo centrosinistra deve mettere in campo. Queste certezze devono rispondere a cinque principi: il merito, l’inclusione, il rigore, l’autorità e l’identità. Rispondendo a questi cinque quesiti è possibile mettere in campo questo progetto. Un progetto che deve essere eseguito a partire dalle prossime elezioni del 2011. L’anno prossimo non ci saranno le elezioni politiche, ma andranno al voto tutte le grandi città italiane, meno Roma. Questo nuovo centrosinistra deve avere due gambe: una gamba che si richiama al socialismo liberale e l’altra gamba che potrebbe essere costituita dal Partito della nazione, che Casini, Rutelli ed altri stanno pensando. Il progetto per l’Italia può avere le gambe in questo binomio in vista del voto del 2011 e anche in vista delle prossime elezioni politiche del 2013”.
Come vede il rischio dello sfaldamento del Partito democratico?
“Il Partito democratico non è più quello progettato in Campidoglio tre anni fa circa da Walter Veltroni. Penso che questo partito sia cambiato molto. Bersani non pensa più allo splendido isolamento maggioritario del Partito democratico, ma che sia all’interno delle logiche riformiste. E questa è la prima grande novità, la differenza del partito di Bersani con il partito di Veltroni. La seconda differenza è che il partito di Bersani sta dicentanto molto più simile a quello del socialismo liberale europeo”.
Perché la vostra esperienza con Sinistra e Libertà si è rivelata un fallimento?
“Quel partito ha tentato di trasformare quell’alleanza elettorale, perché così era stata concepito quel patto, in un unico partito politico. Dopo il congresso di Bari del 1991, che fu l’ultimo congresso del Psi guidato da Betino Craxi, noi celebriamo un nuovo congresso di questo partito rinnovato. E non abbiamo mai pensato di sciogliere il partito più antico d’Italia”.
Pensa che Rutelli sia politicamente più competitivo di Vendola?
“Non è questione di singole personalità. Le coalizioni sono le stesse: il centrosinistra e il centrodestra. Se si vuole vincere è necessario escludere la sinistra radicale. Se si vuole vincere questa deve essere la logica. Altrimenti si ritorna a l’Unione”.

La vera sconfitta degli italiani

Intervista ad Adriana Poli Bortone
Voce Repubblicana del 9 luglio 2010
di Lanfranco Palazzolo

In questa manovra che penalizza il Sud non c’è uno sconfitto tra Berlusconi e Tremonti. Ad uscire sconfitta è solo l’Italia. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” la senatrice Adriana Poli Bortone di “Io Sud”.
Senatrice Poli Bortone, cosa ci può dire dell’esame della manovra che state svolgendo al Senato?
“Quello che stiamo facendo in Senato non è un lavoro, ma una finzione di lavoro per far credere al Parlamento che conta qualcosa. In questi giorni stiamo lavorando moltissimo in Parlamento sulla manovra tra emendamenti del relatore ed emendamenti presentati in Commissione. In realtà il Parlamento non conta assolutamente nulla. Tutti sanno che il Governo porrà la fiducia sulla manovra. Ecco perché ritengo che il Parlamento non svolga più la sua funzione. Non condivido le parole di Tremonti che, riferendosi al Sud, ha detto che siamo dei cialtroni. Io penso che sia cialtronesca questa manovra che è assolutamente spostata a favore degli interessi del Nord Italia. E ancora oggi abbiamo la conferma che ci sarà il ritardato pagamento dello sforamento delle quote latte. Si tratta di cinque milioni e passa di euro. Ritengo che questa sia una vera vergogna”.
Quali sono le sue valutazioni sui tagli alle regioni del Sud?
“Il Sud è stato penalizzato. Lo svantaggio per il Mezogiorno non risulta dal taglio orizzontale del 10 per cento dei fondi per le Regioni e dalla penalizzazione di 4 miliardi per tutte le regioni. Per capire meglio quello che sta succedendo sarebbe il caso di andare a vedere quali sono i parametri di riferimento di questi tagli. Se si dice che ogni regione può organizzarsi come vuole per i tagli, però i parametri di riferimento sono quelli stabiliti: avere mantenuto il patto di stabilità regionale e avere fatto i piani di rientro per la Sanità, tanto per fare alcuni esempi. Questi parametri penalizzano di più le regioni del Sud, che sono le regioni più povere. In base alle nuove regole del federalismo fiscale i cittadini del sud avranno meno tasse, non a causa dell’evasione fiscale, ma perché ci sono molti cittadini anziani pensionati i quali non pagano le tasse; in alcune zone del sud il tasso di disoccupazione raggiunge il 20 per ceno e le Piccole e medie imprese sono state costrette a chiudere a causa della crisi. E’ evidente che non si tratta di evasione, ma dell’impossibilità di avere servizi grazie alle tasse che dovrebbero restare sul territorio. Ci sono delle grandi aziende, come ad esempio l’Ilva, che hanno ‘regalato’ al Mezzogiorno solo un grande inquinamento senza pagare le tasse, solo perché la sua sede legale è nel Nord. Questo la dice lunga sull’atteggiamento del governo”.
Chi ha vinto tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti nel confronto sulle opzioni che riguardano la manovra?
“Ci ha perso l’Italia”.