venerdì 16 luglio 2010

Un fulmine a ciel sereno a Monaco (14 luglio 2010)

Pensiamo ai problemi del paese

Intervista a Lucio Malan
Voce Repubblicana del 17 luglio 2010
di Lanfranco Palazzolo

I nostri elettori vogliono che ci occupiamo della sorte del paese e non di litigare con i finiani. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Lucio Malan del Popolo delle Libertà.
Senatore Malan, cosa pensa delle fibrillazioni sul governo e della proposta di Massimo D’Alema di un governo di larghe intese senza la guida di Silvio Berlusconi?
“Esiste una maggioranza parlamentare molto solida alla Camera e al Senato che è stata indicata in modo chiaro dagli elettori nel 2008. Questa maggioranza si è sempre manifestata in tutte le votazioni importanti. Direi che Massimo D’Alema spera in qualcosa che non ha nulla a che fare con la realtà”.
Perché D’Alema ha voluto fare una sortita di questo genere?
“Il motivo potrebbe essere che si è parlato molto di lui dopo che il suo nome era finito nel dimenticatoio”.
Il Presidente della fondazione Italianieuropei ha voluto far fallire il progetto di un nuovo governo provocando una reazione di rifiuto per evitare che Fini conquistasse altro spazio politico?
“Credo che a sinistra siano molto preoccupati per Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera ha un certo appeal sul loro elettorato. Sottolineare la radicalità contro Berlusconi può essere un motivo che ha spinto D’Alema a fare questa proposta”.
Cosa pensa di una possibile apertura dell’attuale maggioranza verso l’Udci di Pierferdinando Casini?
“Oggi come oggi non mi sembra una scelta politicamente desiderabile perché non mi risulta che il centrodestra abbia dei problemi di tipo numerico. Sarebbe difficile tradire i nostri elettori perché un partito che si era presentato per conto suo alle ultime elezioni politiche debba entrare nella maggioranza. Non mi sembra che il ventilato ingresso dell’Udc possa portare delle innovazioni particolari all’azione della maggioranza”.
Dopo le dimissioni di Nicola Cosentino si è evitata una conta nel Pdl. Pensa che prima o poi si arriverà ad una resa dei conti nel partito con i finiani?
“Spero che il nostro gruppo parlamentare si occupi dei problemi del paese invece di pensare a queste cose. Gli elettori non vogliono vedere queste cose da noi. Dobbiamo impegnarci per rispettare il programma politico che abbiamo presentato agli elettori nel 2008. Questo è il nostro dovere”.
E’ stata una scelta giusta porre la fiducia sulla manovra al Senato?
“Su un provvedimento di bilancio ritengo legittimo, più che in altri casi, il ricorso alla fiducia. E’ un’importante assunzione di responsabilità da parte del Governo. Ed è un modo per portare a casa il provvedimento in tempo utile. Credo che sia anche il caso di sottolineare l’altissimo numero di presenze nella maggioranza. Questo dato indica quanto fosse importante la percezione per questo provvedimento all’interno della maggioranza stessa”.

Fini e gli amici dell'ANM

Intervista a Giancarlo Lehner
Voce Repubblicana del 16 luglio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Anche l’Anm adesso tifa per Fini. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pdl Giancarlo Lehner.
Onorevole Lehner, cosa pensa delle continue polemiche contro il governo orchestrate dai finiani?
“Credo che l’apertura all’Udc sia un ballon d’essai. I tempi per queste aperture non sono maturi. Tutta questa situazione è condizionata dall’avvelenamento dei pozzi che stanno facendo in queste settimane questi ex amici finiani. Questi esponenti politici si stanno rivelando degli autentici avvelenatori di pozzi. Questa situazione ha creato un senso di angoscia. Tra di noi c’è già chi pensa che il Presidente della Camera Gianfranco Fini è pronto a compiere lo ‘strappo’ per creare un governo alternativo a Silvio Berlusconi in cui ci sarebbero tutti con la benedizione del Quirinale, con il sostegno dei cosiddetti ‘poteri forti’. Io credo che per questa ipotesi non ci siano i numeri. E anche se ci fossero, un governo simile sarebbe contrario alla volontà espressa dal popolo. Un governo del genere camperebbe solo tre mesi. E tutti i suoi attori principali e i suoi registi scomparirebbero per sempre dalla vita politica italiana. Non alcuna paura di un possibile showdown. Anzi, io auspico uno showdown, una resa dei conti. Andiamo a vedere il bluff. Ormai questi finiani giocano sul bluff da mesi. Andiamo a stanarli. Vediamo cosa sono in grado di fare”.
Si sta cercando un pretesto per mettere in difficoltà il governo?
“Su questo non ho dubbi. Basta vedere il calendario della Camera. L’accelerazione sulla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Nicola Cosentino la trovo molto sospetta. Per i finiani, questa è un occasione per andare alla conta e allo scontro. Ma non credo che loro vogliano andare subito allo scontro. E’ ancora troppo presto. Vorrei che fosse chiaro a tutti che gli avvelenatori dei pozzi hanno bisogno di tempo per mettere in atto il loro piano. La loro funzione consiste nel rimanere nel Pdl. Ecco perché ribadiscono continuamente: noi non possiamo uscire dal Pdl; non ce ne vogliamo andare dal partito. Per distruggere un partito è necessario agire all’interno di esso”.
Quanto sono gonfiati mediaticamente i finiani?
“Sono gonfiati molto. Oggi i finiani sono diventati la speranza degli antiberlusconiani. Tutto ruota intorno a loro. Anche l’Associazione nazionale dei magistrati li sostiene. Molti dei magistrati che in passato si sono scagliati contro Berlusconi oggi puntano tutto su Gianfranco Fini. Del resto, è stato lo stesso Gianfranco Fini ad incontrare alcuni dirigenti dell’Anm. Questa è la prova di un rapporto particolarmente cordiale. Ecco perché tutti i sostenitori del circolo mediatico giudiziario sono tifosi di Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera sta logorando il partito per il suo personale futuro politico”.