mercoledì 28 luglio 2010

RIprendiamo il nostro programma

Intervista a Gregorio Fontana
Voce Repubblicana del 29 luglio 2010

di Lanfranco Palazzolo

L'allargamento all'Udc è possibile solo sui programmi. Altrimenti il rischio è quello di finire dalla padella alla brace. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l'onorevole Gregorio Fontana del Pdl.
Onorevole Fontana, quali sono le sue valutazioni sulle polemiche di questi giorni all'interno del Popolo delle libertà?
“Penso che si stia facendo molto clamore. Credo che ci sia una situazione di confusione. Il nostro compito è di riprendere i temi forti del nostro impegno politico per risolvere i problemi del paese. E tralasciare questo eccessivo entusiasmo per il dibattito interno. Queste polemiche non sono in cima agli interessi degli italiani”.
Come ha trovato le parole del Presidente della Camera sulla “questione morale”?
“Trovo sorprendenti le parole del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Penso che nel Popolo delle libertà e in Forza Italia il garantismo sia sempre stato un elemento importante. Credo che sia necessario interpretare le parole di Fini. Anche su queste parole ci sono diverse scuole di pensiero. La stella polare che non dobbiamo mai perdere di vista è che i cittadini italiani sono innocenti fino a sentenza definitiva. Sarebbe molto spiacevole se in politica i pubblici ministeri arrivino a stabilire gli organigrammi della politica italiana a loro piacimento e attraverso un avviso di garanzia”.
Cosa pensa dell'attacco dell'onorevole Fabio Granata contro il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano?
“Penso che si tratti di un attacco del tutto immotivato, inaccettabile. Sono d'accordo con il ministro Maroni che si pronunciato contro ogni allusione fatta dall'onorevole Granata. Questo governo e chi ha incarichi politici al ministero degli Interni non hanno nulla da imparare in materia di lotta alla criminalità organizzata. I risultati che abbiamo raggiunto in questi mesi sono sotto gli occhi di tutti”.
Cosa deve fare questo governo in una fase così difficile?
“Il nostro dovere è di riprendere l'impegno politico. Silvio Berlusconi è sempre stato premiato dagli elettori perché stato in grado di interpretare gli interessi degli elettori italiani. Il rischio che vedo è un'eccessiva passione per il dibattito interno. Questo ci porterebbe ad essere dei pessimi interpreti del teatrino della politica italiana. Dobbiamo rifuggire da questo schema politico. E dare maggiore importanza ai temi che ci hanno portato al governo del paese. Per questo non dobbiamo farci trascinare in polemiche interne che lasciano il tempo che trovano”.
L'allargamento all'Udc è un errore?
“Il nostro obiettivo è quello di ragionare sulle cose concrete. Possiamo aprire il dialogo con l'Udc sulla base delle cose da fare insieme. Questa è la base di partenza. Non vorrei finire dalla padella alla brace”.

Per lo Sviluppo economico ci vuole un "Santo"

Voce Repubblicana del 28 luglio 2010
Intervista a Giuliano Cazzola
di Lanfranco Palazzolo

Credo che Fabio Granata abbia davvero ben poco a che spartire con il Pdl visto che ha la stessa cultura di Antonio Di Pietro. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Giuliano Cazzola del Popolo delle Libertà.
Onorevole Cazzola, cosa pensa dello scontro nel Pdl?
“E’ una situazione molto complessa. Non si riesce a trovare un via d’uscita. Non c’è una situazione univoca, nel senso che ci sono molti finiani che lavorano per ricucire. Mi pare che si faccia molta fatica a ricucire. Questa è una situazione molto preoccupante”.
Secondo lei qualcuno pensa al “The day after” del Pdl?
“Penso che questa cosa del punto di non ritorno sia all’interno delle strategie messe in atto. Probabilmente una parte dei finiani pensa che la crisi di governo, la rottura definitiva sia il momento si gioca la partita, sostanzialmente, di una nuova maggioranza: un governo del Presidente della Repubblica con una nuova composizione politica nella quale si prova ad emarginare Silvio Berlusconi. Berlusconi pensa che il punto di rottura sia quello che lo porta al voto, quello che lo porta a sconfiggere, come San Giorgio, tutti i suoi nemici”.
Si può pensare ad un allargamento del governo?
“Sarebbe stata la soluzione migliore. Mi si era aperto il cuore dopo che Berlusconi e Casini avevano cenato da Bruno Vespa. Si era parlato di allargare la maggioranza all’Udc. Mi pare che la Lega abbia messo su questo progetto un veto insuperabile. Casini chiede, dal suo punto di vista giustamente, che ci sia una crisi di governo e un nuovo negoziato. Berlusconi aborre e vede male un’ipotesi del genere perché ha paura della trappola che potrebbero mettere in atto i suoi avversari”.
Come ha trovato gli attacchi di Fabio Granata nei confronti di Alfredo Mantovano, che è riconosciuto da tutti come un esponente politico molto corretto?
“Sono state dichiarazioni molto sgradevoli. Credo che Granata avrebbe potuto risparmiarsi queste parole. Personalmente sono convinto che Granta ha davvero ben poco a che spartire con il Popolo delle libertà. Credo che sia giusta la valutazione che ha fatto Urbani di questo personaggio politico: è un giustizialista, un retino. In fondo, Granata ha la stessa cultura di Antonio Di Pietro”.
La strada della giustizia dei probiviri è giusta su Granata?
“Dovrebbe essere lui a rendersi conto di essere incompatibile. Ma c’è tutto un gruppo degli ex di An che sono giustizialisti. La storia della P3 mi fa sorridere: significa dare rilevanza penale a comportamenti scorretti. La realtà è che la P1, la confraternità dei giustizialisti e dei poteri forti, non vuole che il centrodestra non governi”.
Chi ci vuole per il ministero dello Sviluppo economico?
“Una personalità indipendente come Luisa Todini o persone capaci come Santo Versace”.

Un Granata incomprensibile

Voce Repubblicana del 27 luglio 2010
Intervista a Gianfranco Rotondi
di Lanfranco Palazzolo

L’opinione pubblica fa molto fatica a comprendere le parole del finiano Granata, che certo non aiutano il Governo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, che invita il partito a restare unito intorno a Berlusconi.
Ministro Rotondi, cosa pensa delle polemiche che riguardano il finiano Fabio Granata che ha lanciato delle accuse assurde ad altri esponenti del governo.
“Io non so che tipo di accuse abbia lanciato l’onorevole Granata, né conosco bene la base di tutta questa vicenda. Il mio pensiero è che la situazione resta molto difficile e non aiuta il Popolo delle libertà. Il Pdl e il Pd vengono considerati come partiti di governo, quando fanno parte di una maggioranza che sostiene un esecutivo. La gente pensa che il Popolo delle libertà deve avere un atteggiamento positivo e di collaborazione con il Governo. La gente si aspetta questo dal primo partito politico italiano. Se un esponente della maggioranza ostacola il governo, come ha fatto Granata con le sue dichiarazioni, la gente vede questo tipo di atteggiamento come un’incongruenza incomprensibile. Per il resto delle polemiche posso solo dire che io non mi occupo del partito. Sarà compito del Popolo delle libertà occuparsi di questa vicenda”.
Ma pensa che il danno più grosso si ripercuote sul partito oppure sul Governo?
“Danneggia tutti e due perché la gente non vede le differenze tra i due soggetti. Mentre la Democrazia cristiana aveva una sua vita politica autonoma rispetto ai governi che sosteneva, oggi questa situazione è cambiata. La forza della Dc era il partito. E i governi che la Dc sosteneva venivano considerati amici. Quando parlo di “amici” mi riferisco al termine in senso democristiano. Quando si diceva ‘governo amico’ si faceva riferimento ad una buona cosa. Oggi non si può pensare ad un Pdl nemico del Governo. Sarebbe un controsenso inconcepibile. Queste beghe danneggiano sia il Governo che il partito nella stessa misura”.
Teme che si arriverà ad una conta in un momento molto delicato della stagione politica?
“Penso che questo non accadrà”.
Quale potrebbe essere la soluzione migliore per uscire da questa situazione?
“Silvio Berlusconi è anche il Presidente del Partito. Credo che in un momento come questo debba essere il riferimento di tutti. Credo che sarebbe necessaria maggiore umiltà da parte di tutti in questo momento. Se oggi non ci fosse Silvio Berlusconi credo che non saremmo al Governo, né saremmo qui a parlare di queste cose”.
Le opposizioni riusciranno a sfruttare questo clima?
“Anche il Pci si esaltava quando la minoranza della Dc attaccava il leader del partito. Ma alla fine la Dc continuava a governare”.
E’ possibile l’allargamento all’Udc?
“Non sono contrario. Mi sembra che Casini non la pensi così”.