giovedì 5 agosto 2010

Le dichiarazioni di voto sulla sfiducia al sott. Caliendo











Grazie Chiara Moroni

Oggi ho avuto un boom di accessi nel mio blog dell'800 per cento perchè tutti erano interessati a vedere qualcosa su Chiara Moroni. Quindi un particolare ringraziamento alla parlamentare del Pdl, anzi di Futuro e libertà, che ha garantito un livello di ingressi al mio blog simile al periodo in cui ci fu la rottura tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi.

Il terzo polo con prudenza

Voce Repubblicana del 6 agosto 2010
intervista a Luigi Crespi
di Lanfranco Palazzolo

Nei miei sondaggi sono molto prudente sul terzo polo. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” Luigi Crespi, direttore di Crespi Ricerche.
Luigi Crespi, cosa pensa della nascita del cosiddetto terzo polo, che viene dato a percentuali molto alte da alcuni sondaggisti? Intanto Berlusconi sostiene che Futuro e libertà è all’1,5 per cento, mentre Sky lo ha dato a percentuali altissime.
“Credo che la prima valutazione da fare sui soggetti politici nuovi è che questi debbano essere presenti nel mercato della politica italiana. Questa è la prima necessità. Gianfranco Fini e la sua formazione politica finora sono stati una suggestione. E quindi noi abbiamo visionato una suggestione. Il sondaggio fatto da Sky è quasi scontato perché i telespettatori di quel network apprezzano molto Gianfranco Fini. Berlusconi ha sempre utilizzato i sondaggi come una clava perché ritiene che con l’aiuto dei sondaggi sia possibile capire quello che sta accadendo. Ognuno utilizza al meglio gli strumenti che vuole. Anche se in realtà nessuno ha compreso a chi aveva commissionato il sondaggio che ha citato alcuni giorni fa”.
Gli altri sondaggi cosa dicono su Fini?
“Abbiamo l’Swg che accredita il partito di Fini al 7 per cento, mentre Mannhaimer gli ha dato il 10 per cento. Crespi ricerche, il mio istituto, gli assegna una percentuale tra l’8 e il 10 per cento. Infine, Ipr gli ha dato il 7 per cento. Questa è la dimensione percentuale del partito di Gianfranco Fini: tra il 7 e il 10 per cento”.
Esiste il terzo polo?
“Qui i risultati sono più incerti perché molti elettori continuano a chiedersi che cosa sia questo terzo polo. Piepoli ha dato il 25 per cento al terzo polo, mentre Ipr e Mannhaimer gli hanno accreditato una percentuale tra il 20 e il 22 per cento. Anche l’Swg si mantiene intorno al 20 per cento per il cosiddetto terzo polo. Come Crespi ricerche abbiamo mantenuto una posizione più prudente. La percentuale che abbiamo dato a questo terzo polo è tra il 15 e il 20 per cento. La suggestione del combinato disposto di Fini, Casini, Rutelli e di Lombardo sia una cosa difficilmente valutabile. Ritengo che Francesco Rutelli sottragga voti al cosiddetto terzo polo. E credo che un alleanza del genere sia difficilmente realizzabile. Può accadere che queste forze si coalizzino in Parlamento. Ma è impensabile ritenere che questa possa diventare un’offerta nel panorama politico italiano. L’unica cosa che hanno in comune queste forze politiche sarebbe l’antiberlusconismo. E questo non è il profilo che ha scelto Gianfranco Fini. E’ difficile pensare ad un’intesa politica tra Fini e Casini, che sui temi etici hanno due posizioni diverse. Anche l’alleanza con Lombardo è inspiegabile visto che il partito di Fini ha una posizione rigorosa sulla cosiddetta questione morale”.

Il voto non serve

Voce Repubblicana dl 5 agosto 2010
Intervista a Riccardo Nencini
di Lanfranco Palazzolo

Chi vuole andare al voto oggi mantiene una posizione politica irresponsabile nei confronti del bene del paese. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario del Partito socialista italiano Riccardo Nencini, il quale critica la sinistra perché non denuncia l’uso politico fatto da Gianfranco Fini del suo ruolo istituzionale.
Onorevole Nencini, cosa pensa debba fare il centrosinistra in una fase delicata come quella attuale? E’ giusto andare al voto?
“Se vogliamo davvero bene all’Italia le elezioni politiche non sono di nessuna utilità. Convocare oggi i comizi elettorali significherebbe andare al voto a ottobre o a novembre. Passerebbero molti mesi in cui le forze politiche sarebbero impegnate in una lunga campagna elettorale mentre l’Europa e l’Italia si trovano in una situazione economica particolarmente difficile. E’ probabile che la manovra varata dal governo pochi giorni fa non sarà sufficiente. Chiedere di andare al voto significherebbe tenere una posizione politicamente irresponsabile. La nostra opinione è che non si debba andare al voto anticipato, ma si debba costruire un governo che guidi l’Italia per il prossimo biennio”.
Ha visto qualche sondaggio di questi giorni?
“Ne ho visto più di uno. Qualche sondaggio mi ha convinto, altri mi hanno convinto di meno”.
A quale sondaggio ha dato maggior credito?
“Mi hanno convinto un sondaggio in particolare: questa rilevazione statistica dava una crisi incipiente del Popolo delle libertà, mentre ho visto che il Partito democratico non riesce a guadagnare consensi. Il Pd non assume crediti dalla crisi del Popolo delle libertà. E questo pare un sondaggio molto credibile. Sono molto meno credibili quei sondaggi che danno Gianfranco Fini in una posizione molto forte. Credo che gli italiani scelgano il voto utile e diano il loro consenso allo schieramento che vince evitando delle soluzioni mezzane”.
Futuro e libertà reggerà alla prova dell’alleanza con Berlusconi?
“Credo che reggeranno per qualche settimana. Credo che anche il Presidente della Camera si dichiari un acerrimo nemico delle elezioni perché non ha un’organizzazione territoriale o un partito politico ancora strutturato. Il Presidente della Camera sarà quindi obbligato a tenere il punto, ma nello stesso tempo sarà costretto a sostenere Silvio Berlusconi e il suo programma di governo”.
Nel logoramento politico di questo scontro chi ci perde di più?
“Entrambi. Bisogna dire le cose con chiarezza. Non si è mai visto un Presidente della Camera che abbia fatto del proprio ruolo un vestito tagliato in omaggio alla politica e molto meno a vantaggio delle istituzioni. E la sinistra fa male a non denunciare questo tipo di comportamento perché il ruolo di Presidente della Camera o del Senato deve essere sempre e comunque un ruolo di garanzia”.