lunedì 9 agosto 2010

Questa estate mi mancherà il sorriso di Massimo D'Alema

Uno dei personaggi che ci mancherà questa estate è sicuramente Massimo D'Alema. Eccolo qui sotto mentre cerca di fregare il pallone al compagno Cofferati. Ci riuscirà come sempre per passare la sfera all'accorrente Fassino. Qui sotto lo vediamo con il pallone in mano pronto a dare il calcio d'inizio alla grande ammucchiata dopo Berlusconi con Casini, Di Pietro, Vendola, Fini, Lombardo e chi più ne ha più ne metta. Nella foto seguente Massimo è con il broncio perchè non è stato chiamato dagli amici di Cofferati per giocare. L'incazzatura è evidente.
Ma c'è sempre l'occasione per rifarsi, magari andando in un cinemino dove proiettano un film sul '68 dove una generazione di giovani idealisti si sente tradita dal consumismo degli anni '60 e da un certo Massimo D'Alema.....
Ecco perchè Massimo D'Alema guarda con grande odio il suo nemico più acerrimo, il Kennedyiano Walter Veltroni.
Ma c'è sempre qualcuno peggio di Veltroni. Ecco D'Alema mentre viene inseguito e marcato stretto da Petruccioli che vuole la Presidenza della Rai.
Per riprendersi da questo inseguimento D'Alema si rifocilla allo Stalin Bar di via delle Botteghe oscure con l'onorevole Leoni che si è innamorato di Napolitano. Questo rapporto si consuma mentre D'Alema beve il suo solito whisky al Bar.
Qui gli viene presentato un compagno di partita che gli tende la mano. D'Alema esita e si chiede se lo abbia conosciuto ai tempi della bicamerale.


Ma appena esce da questo appuntamento riecco l'eterno Petruccioli che continua a pressarlo per entrare in Rai.
Dulcis in fundo, Massimo D'Alema con la sua ultima scoperta: Pierluigi Lenin Bersani.

Fini: "Non ho l'abitudine a strillare contro i giudici comunisti"




La casa dei misteri di Gianfranco Fini

In politica tutto può essere. Ma voi comprereste una 500 usata da uno che solleva la "questione morale" e passa un bene immobile di Alleanza nazionale piazzandolo, sia pure a sua insaputa, ad un parente della compagna? Io no. E voi?!
DICHIARAZIONE PRESIDENTE FINI


Un'inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità' o violazioni di legge. E' la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare " Ben vengano le indagini". A differenza di altri non ho l'abitudine di strillare contro i magistrati comunisti...
Secondo molti la rilevanza che il caso ha assunto dovrebbe spingermi a chiarire rapidamente, senza attendere interrogatori e rogatorie internazionali, alcuni punti non facilmente comprensibili per l'opinione pubblica. Premesso che il caso e' diventato tale per l'ossessiva campagna mediatica dei giornali berlusconiani, che fingono di ignorare che la vicenda non ha ad oggetto soldi o beni pubblici ma solo la gestione di una eredita' a favore di A.N., sento comunque il dovere di fare chiarezza per ciò' di cui sono a conoscenza.
1) L'appartamento di Montecarlo (peraltro di modeste dimensioni) fu valutato, quando venne in possesso di A.N., circa quattrocentocinquanta milioni di lire e per tale valore fu regolarmente iscritto a bilancio. La stima fu fatta dalla società' che amministra il condominio ed e' stata spontaneamente esibita agli inquirenti insieme con gli altri documenti richiesti.
2) Chi ebbe modo di visitare l'appartamento, l'On. Lamorte e la Sig.ra Marino, mia segretaria particolare, riferirono che esso era in condizioni fatiscenti, inabitabile senza cospicue spese di ristrutturazione.
3) Non corrisponde al vero che siano state avanzate a me o, per quel che mi risulta, all'amministratore Sen Pontone o ad altri proposte formali di acquisto.
4) Nel 2008 il Sig. Giancarlo Tulliani mi disse che, in base alle sue relazioni e conoscenze del settore immobiliare a Montecarlo, una società' era interessata ad acquistare l'appartamento, notoriamente abbandonato da anni.
5) Verificato dagli Uffici di A.N. che l'offerta di acquisto era superiore al valore stimato (trecentomila Euro a fronte di quattrocentocinquanta milioni di lire) e in ragione del fatto che il bene rappresentava unicamente un onere per A.N. (spese di condominio ed altro), autorizzai il Sen. Pontone alla vendita come accaduto altre volte in casi analoghi.
6) Solo per restare nell'ambito dell'eredita' Colleoni, alcuni terreni a Monterotondo, un appartamento ad Ostia ed uno in Viale Somalia a Roma furono venduti in tempi diversi con le medesime modalità'. In nessuna occasione, a partire dalle assemblee nazionali convocate secondo statuto per l'approvazione dei bilanci, alcun dirigente di A.N. contesto' o sollevo' perplessità' sulle avvenute vendite essendo evidente che la "giusta battaglia" cui faceva riferimento il testamento consisteva nel rafforzamento del partito anche attraverso nuovi introiti finanziari e non certo attraverso l'utilizzo di terreni o appartamenti (specie se all'estero) non necessari all'attività politica.
7) La vendita dell'appartamento e' avvenuta il 15 ottobre 2008 dinanzi al Notaio Aureglia Caruso e sulla natura giudica della società' acquirente e sui successivi trasferimenti non so assolutamente nulla.
8) Qualche tempo dopo la vendita ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l'appartamento. La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere facilmente intuite. Questo e' tutto. Una sola considerazione finale: in quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere ne' tantomeno da temere per la vicenda monegasca. Pertanto, chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalità' nella politica e' meglio che si rassegni....
GIANFRANCO FINI