sabato 28 agosto 2010

Separati alla nascita: Benitez & C. Lucarelli




Il novantenne Giorgio Bocca e la "favola delle BR"

Oggi è il compleanno di Giorgio Bocca. Io voglio fare gli auguri a questa colonna del giornalismo italiano a modo mio. Mi limiterò ad una citazione di un Giorgio Bocca dimenticato, il peggior Bocca....Mi riferisco all'articolo pubblicato dal giornalista sul quotidiano "Il Giorno" il 23 febbraio del 1975 dal titolo "La favola delle brigate rosse".
In questo fondo Bocca scrisse: "A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto, di favola per bambini scemi o insonnoliti; e quando i magistrati e gli ufficiali dei CC e i prefetti cominciano a narrarla, mi viene come un'ondata di tenerezza, perchè la favola è vecchia, sgangherata, puerile, ma viene raccontata con tanta buona volontà che proprio non si sa come contraddirla".
Certo, se pensiamo che le Br avevano già ucciso due militanti del Msi in una sezione di Padova ed ammazzato un maresciallo dei carabinieri, compiuto quattro sequestri e un'evasione c'è ben poco da favoleggiare. Ma per Bocca era tutto evidente: "Questa storia [quella delle BR] è penosa al punto da dimostrare il falso; il marcio che ci sta dietro: perchè nessun militante di sinistra si comporterebbe, per libera scelta, in modo da rovesciare tanto ridicolo sulla sinistra". Oggi fa effetto conoscere questo Giorgio Bocca scopritore delle favole contemporanee. Spero che oggi, facendo il bilancio di tutte le cose fatte nel corso della sua vita, Bocca pensi anche a quello che scrisse in quella circostanza. La prima lezione che un giornalista deve imparare è che non esiste mai nulla di scontato. La regola vale sia per i militanti di sinistra che di destra. Chi trasforma in legge questa valutazione si mette dalla parte di una frangia politica e non dei lettori. E non dovrei essere proprio io a dare questa lezione a Bocca.......

Buon compleanno Giorgio Bocca.