lunedì 30 agosto 2010

Noi con quella verifica non c'entriamo

Voce Repubblicana del 31 agosto 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Pierluigi Mantini

La verifica in corso tra i partiti della maggioranza non riguarda affatto l’Udc. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Unione di centro.
Onorevole Mantini, cosa accadrà alla ripresa dei lavori parlamentari per quanto riguarda la sorte della legislatura?
“Credo che ci sarà la verifica sui cosiddetti ‘cinque punti’, che riguarda solo il perimetro di questa maggioranza. Non è stato aperto alcun tavolo delle riforme in grado di coinvolgere il contributo delle opposizioni. E questo è il primo errore che viene dal chiacchiericcio agostano. Ci sarà una verifica tutta interna alla maggioranza con tre o quattro gruppi parlamentari interessati. Tanti auguri! Vediamo se sui temi della giustizia e sul processo breve sono state dette parole al vento oppure Fini e finiani porranno dei distinguo come sia logico. L’esito della verifica non riguarda l’Udc, ma riguarda la condizione in cui si è ficcata l’attuale maggioranza, che dovrà dimostrare chi ha ragione tra chi ha sollevato tutti questi problemi – mi riferisco ai finiani – o se i problemi persistono. Noi restiamo a guardare quello che farà la maggioranza uscita dalle urne delle elezioni del 2008”.
Voi che fate un’opposizione repubblicana sui singoli provvedimenti cosa pensate delle proposte del ministro della Giustizia Angelino Alfano sul processo breve?
“Noi pensiamo con chiarezza quello che ha detto Pierferdinando Casini: il processo breve è solo un’amnistia mascherata. Questo provvedimento non potrà essere votato da noi così come non potrà mai essere votato così come non è stato votato al Senato. Noi proponiamo una soluzione di livello costituzionale, così come la Corte ha ammesso sulle funzioni del premier, che permetta una sospensione limitata dei processi. Ma questa deve essere decisa con delle norme costituzionali. Le accelerazioni del ministro Alfano non sono efficienti per l’efficienza della giustizia italiana. E sono solo funzionali all’approvazione del cosiddetto processo breve, che noi riteniamo sia incostituzionale”.
Se dovesse cadere questo governo l’Udc starebbe in un esecutivo con Antonio Di Pietro? Casini ha ricordato più volte di non avere mai avuto un rapporto positivo con il leader dell’Idv.
“Se il governo cade perché non c’è più una maggioranza, il capo dello Stato deciderà i percorsi successivi. Verificheremo in Parlamento l’esistenza di una maggioranza per fare una legge elettorale diversa da quella che c’è oggi. E per alcune misure di politica economica. Non c’entra più la costruzione di un governo, di una maggioranza ideale per un governo. Ci sarà il problema della costruzione di una maggioranza, con chi ci sta, che lavori su alcune questioni importanti e con un mandato a termine. Presumo che questo mandato sarà precisato dal Capo dello Stato”.

Il testo del trattato di amicizia tra Italia e Libia

TRATTATO DI AMICIZIA, PARTENARIATO E COOPERAZIONE TRA LA REPUBBLICA ITALIANA E LA GRANDE GIAMAHIRIA ARABA LIBICA POPOLARE
SOCIALISTA
PREAMBOLO
La Repubblica Italiana e la Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, qui di seguito denominati le Parti", consapevoli deiprofondi legami di amicizia tra i rispettivi popoli e del comunepatrimonio storico e culturale; decise ad operare per il rafforzamento della pace, della sicurezzae della stabilita', in particolare nella regione del Mediterraneo; impegnate, rispettivamente, nell'ambito dell'Unione Europea edell'Unione Africana nella costruzione di forme di cooperazione edintegrazione, in grado di favorire l'affermazione della pace, lacrescita economica e sociale e la tutela dell'ambiente; ricordando l'importante contributo dell'Italia ai fini delsuperamento del periodo dell'embargo nei confronti della GrandeGiamahiria; tenendo conto delle importanti iniziative gia' realizzatedall'Italia in attuazione delle precedenti intese bilaterali; esprimendo la reciproca volonta' di continuare a collaborare nellaricerca, con modalita' che saranno concordate tra le Parti,riguardante i cittadini libici allontanati coercitivamente dallaLibia in epoca coloniale; ritenendo di chiudere definitivamente il doloroso "capitolo delpassato", per il quale l'Italia ha gia' espresso, nel ComunicatoCongiunto del 1998, il proprio rammarico per le sofferenze arrecateal popolo libico a seguito della colonizzazione italiana, con lasoluzione di tutti i contenziosi bilaterali e sottolineando la fermavolonta' di costruire una nuova fase delle relazioni bilaterali,basata sul rispetto reciproco, la pari dignita', la pienacollaborazione e su un rapporto pienamente paritario e bilanciato; esprimendo, pertanto, l'intenzione di fare del presente Trattato ilquadro giuridico di riferimento per sviluppare un rapporto bilaterale"speciale e privilegiato", caratterizzato da un forte ed ampiopartenariato politico, economico e in tutti i restanti settori dellacollaborazione; hanno convenuto quanto segue:

Capo I

PRINCIPI GENERALI

Articolo 1

Rispetto della legalita' internazionale Le Parti, nel sottolineare la comune visione della centralita'delle Nazioni Unite nel sistema di relazioni internazionali, siimpegnano ad adempiere in buona fede agli obblighi da essesottoscritti, sia quelli derivanti dai principi e dalle norme delDiritto Internazionale universalmente riconosciuti, sia quelliinerenti al rispetto dell'Ordinamento Internazionale.

Articolo 2

Uguagliatasi sovrana

Le Parti rispettano reciprocamente la loro uguaglianza sovrana,nonche' tutti i diritti ad essa inerenti compreso, in particolare, ildiritto alla liberta' ed all'indipendenza politica. Esse rispettanoaltresi' il diritto di ciascuna delle Parti di scegliere e sviluppareliberamente il proprio sistema politico, sociale, economico eculturale.

Articolo 3

Non ricorso alla minaccia o all'Impiego della forza

Le Parti si impegnano a non ricorrere alla minaccia o all'impiegodella forza contro l'integrita' territoriale o l'indipendenzapolitica dell'altra Parte o a qualunque altra forma incompatibile conla Carta delle Nazioni Unite.

Articolo 4

Non ingerenza negli affari interni

1. Le Parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta oindiretta negli affari interni o esterni che rientrino nellagiurisdizione dell'altra Parte, attenendosi allo spirito di buonvicinato.

2. Nel rispetto dei principi della legalita' internazionale,l'Italia non usera', ne' permettera' l'uso dei propri territori inqualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non usera', ne'permettera' l'uso dei propri territori in qualsiasi atto ostilecontro l'Italia. Articolo 5

Soluzione pacifica delle controversie

In uno spirito conforme alle motivazioni che hanno portato allastipula del presente Trattato di Amicizia, Partenariato eCooperazione, le Parti definiscono in modo,pacifico le controversieche potrebbero insorgere tra di loro, favorendo l'adozione disoluzioni giuste ed eque, in modo da non pregiudicare la pace e lasicurezza regionale ed internazionale.

Articolo 6

Rispetto dei diritti umani e delle liberta' fondamentali

Le Parti, di comune accordo, agiscono conformemente alle rispettivelegislazioni, agli obiettivi e ai principi della Carta delle NazioniUnite e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Articolo 7

Dialogo e comprensione tra culture e civilta'

Le Parti adottano tutte le iniziative che consentano di disporre diuno spazio culturale comune, ispirandosi ai loro legami storici edumani. Le iniziative suddette si ispirano ai principi dellatolleranza, della coesistenza e del rispetto reciproco, dellavalorizzazione e dell'arricchimento del patrimonio comune materiale eimmateriale, nel contesto bilaterale e regionale.

Capo II

CHIUSURA DEL CAPITOLO DEL PASSATO E DEI CONTENZIOSI

Articolo 8

Progetti infrastrutturali di base

1. L'Italia, sulla base delle proposte avanzate dalla GrandeGiamahiria e delle successive discussioni intervenute, si impegna areperire i fondi finanziari necessari per la realizzazione diprogetti infrastrutturali di base che vengono concordati tra i duePaesi nei limiti della somma di 5 miliardi di dollari americani, perun importo annuale di 250 milioni di dollari americani per 20 anni.

2. Le aziende italiane provvederanno alla realizzazione di questiprogetti previo un comune accordo sul valore di ciascuno.

3. La realizzazione di questi progetti avverra' nell'arco di 20anni secondo un calendario temporale che verra' concordato tra le dueParti, libica ed italiana.

4. I fondi finanziari assegnati vengono gestiti direttamente dallaParte italiana.

5. La Grande Giamahiria rende disponibili tutti i terreni necessariper l'esecuzione delle opere senza oneri per la Parte italiana e leaziende esecutrici.

6. La Grande Giamahiria agevola la Parte italiana e le aziendeesecutrici nel reperimento dei materiali accessibili in loco enell'espletamento di procedure doganali e di importazione esentandoledal pagamento di eventuali tasse. I consumi di energia elettrica,gas, acqua e linee telefoniche, saranno pagati con l'esenzione delle tasse.

Articolo 9

Commissione Mista

1. E' istituita una Commissione Mista paritetica, costituita dacomponenti designati dai rispettivi Stati. La Commissione Mistaindividua le caratteristiche tecniche dei progetti di cui alprecedente Articolo e stabilisce l'arco temporale complessivo e lecadenze di realizzazione dei progetti, nel quadro degli importi diordine finanziario contenuti nello stesso articolo.

2. La Gran Giamahiria si impegna a garantire, sulla base dispecifiche intese a trattativa diretta con societa' italiane, larealizzazione in Libia, da parte delle stesse, di importanti opereinfrastrutturali, progetti industriali ed investimenti. I progettivengono realizzati ai prezzi da concordare fra le Parti. Questeimprese, secondo le consuetudini esistenti, contribuiscono in manieravolontaria alle opere sociali ed alla bonifica ambientale nelle zoneove realizzano i loro progetti. La Gran Giamahiria si impegna, inoltre, ad abrogare tutti iprovvedimenti e le norme regolamentari che imponevano vincoli olimiti alle sole imprese italiane.

3. la Commissione Mista individua, su proposta della Parte libica,le opere, i progetti e gli investimenti di cui al paragrafo 2,indicando per ciascuno tempi e modalita' di affidamento e diesecuzione.

4. La conclusione ed il buon andamento di tali intese rappresentanole premesse per la creazione di un forte partenariato italo-libiconel settore economico, commerciale, industriale e negli altri settoriai fini della realizzazione degli obiettivi indicati in uno spiritodi leale collaborazione.

5. La Commissione Mista ha il compito di verificare l'andamentodegli impegni di cui all'Articolo 8 e al presente Articolo e redigeun processo verbale periodico che faccia stato degli obiettiviraggiunti o da raggiungere in relazione agli obblighi assunti dalle Parti contraenti. 6. La Commissione Mista segnala ai competenti Uffici degli AffariEsteri delle due Parti eventuali inadempienze, proponendo ipotesitecniche di soluzione.

Articolo 10

Iniziative Speciali

L'Italia, su specifica richiesta della Grande Giamahiria, siimpegna a realizzare le Iniziative Speciali sono riportate abeneficio del popolo libico. Le Parti concordano l'ammontare di spesacomplessivo per la realizzazione di tali iniziative ed affidano adappositi Comitati Misti la definizione delle modalita' di esecuzionedelle stesse ed il limite di spesa annuale da impegnare per ognuna diesse ad eccezione delle borse di studio di cui al punto b).

a) La costruzione in Libia di duecento unita' abitative, con sitie caratteristiche da determinare di comune accordo. b) L'assegnazione di borse di studio universitarie epost-universitarie per l'intero corso di studi a un contingente dicento studenti libici, da rinnovare al termine dei corso di studi abeneficio di altri studenti. Con uno scambio di Lettere si precisa ilsignificato di rinnovare, per assicurare la continuita'. c) Un programma di cure, presso Istituti specializzati italiani, afavore di alcune vittime in Libia dello scoppio di mine, che nonpossano essere adeguatamente assistite presso il Centro diRiabilitazione Ortopedica di Bengasi realizzato con i fondi dellaCooperazione italiana. d) Il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra aititolari libici, civili e militari, e ai loro eredi che, sulla basedella vigente normativa italiana, ne abbiano diritto. e) La restituzione alla Libia di manoscritti e repertiarcheologici trasferiti in Italia da quei territori in epocacoloniale: il Comitato Misto di cui all'articolo 16 del presenteTrattato individua i reperti e i manoscritti che saranno,successivamente, oggetto di un atto normativo ad hoc finalizzato allaloro restituzione.

Articolo 11

Visti ai cittadini Italiani espulsi dalla Libia La Grande Giamahiria si impegna dalla firma del presente Trattato a concedere senza limitazioni o restrizioni di sorta ai cittadiniitaliani espulsi nel passato dalla Libia, i visti di ingresso che gli interessati dovessero richiedere per motivi di turismo, di visita olavoro o per altre finalita'.

Articolo 12

Fondo sociale

1. La Grande Giamahiria si impegna a sciogliere l'AziendaLibico-Italiana (ALI) e a costituire contestualmente il Fondosociale, utilizzando i contributi gia' versati dalle aziende italianeall'ALI stessa.

2. L'ammontare del Fondo Sociale sara' utilizzato per le finalita'che erano state previste al punto 4 del Comunicato Congiuntoitalo-libico del 4 luglio 1998 per avviare la realizzazione delleIniziative Speciali, di cui all'articolo 10 lettere b) e c) delpresente Trattato, fino a concorrenza di tale ammontare. Inparticolare, potranno essere finanziati progetti di bonifica dallemine e valorizzazione delle aree interessate, programmi di cura infavore di cittadini libici danneggiati dallo scoppio delle mine,nonche' altre iniziative a favore dei giovani libici nel settoredella formazione universitaria e post-universitaria, sino adesaurimento del credito del Fondo Sociale. Quindi continuera' ilfinanziamento dalla Parte italiana, in attuazione del Trattato.

3. A tal fine, e' istituito un Comitato Misto paritetico per lagestione del Fondo Sociale secondo le modalita' previste dalComunicato Congiunto.

4. Definite le modalita' di gestione dell'ammontare gia' costituitodel Fondo Sociale e le iniziative da finanziare, le due Particonsiderano definitivamente esaurito il Fondo sociale.

Articolo 13

Crediti

1. Per quanto riguarda i crediti vantati dalle aziende italiane neiconfronti di Amministrazioni ed Enti libici, le Parti si impegnano araggiungere con uno scambio di lettere una soluzione sulla base delnegoziato nell'ambito del Comitato Crediti.

2. Con il medesimo scambio di lettere, le Parti si impegnano araggiungere una soluzione anche per quanto riguarda gli eventualidebiti di natura fiscale e/o amministrativa di aziende italiane neiconfronti di Enti libici.

Capo III

NUOVO PARTENARIATO BILATERALE

Articolo 14

Comitato di Partenariato e consultazioni politiche

1. Le due Parti imprimono nuovo impulso alle relazioni bilateralipolitiche, economiche, sociali, culturali e scientifiche ed in tuttigli altri settori, con la valorizzazione dei legami storici e lacondivisione dei comuni obiettivi di solidarieta' tra i popoli e diprogresso dell'Umanita'.

2. Nel desiderio condiviso di rinsaldare i' legami che le uniscono,le due Parti decidono la costituzione di un Partenariato all'altezzadel livello di collaborazione e coordinamento cui ambiscono sui ternibilaterali e regionali e sulle questioni internazionali di reciprocointeresse. A tale scopo, le due Parti decidono quanto segue: a) una riunione annuale del Comitato di Partenariato, a livellodel Presidente del Consiglio dei Ministri e del Segretario delComitato Popolare Generale, da tenersi alternativamente in Italia ein Libia; b) una riunione annuale del Comitato dei Seguiti, a livello delMinistro degli Affari Esteri e del Segretario del Comitato PopolareGenerale per il Collegamento Estero e la Cooperazione Internazionale,da tenersi alternativamente in Italia e in Libia, con il compito diseguire l'attuazione del Trattato e degli altri Accordi dicollaborazione, che presentera' le proprie relazioni al Comitato diPartenariato. Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte abbiacontravvenuto ad uno qualsiasi degli impegni previsti dal presenteTrattato, richiedera' una riunione straordinaria del Comitato deiSeguiti, per un esame approfondito e al fine di trovare una soluzionesoddisfacente; c) il Comitato di Partenariato adotta tutti i provvedimentinecessari all'attuazione degli impegni previsti dal presente Trattatoe le due Parti si adoperano per la realizzazione dei suoi scopi; d) lo svolgimento di' regolari consultazioni tra altrirappresentanti delle due Parti.

3. Il Ministro degli Affari Esteri e il Segretario del ComitatoPopolare Generale per il Collegamento Estero e la CooperazioneInternazionale, ricevuta la segnalazione di cui all'Articolo 9 comma6, si adoperano per definire una soluzione adeguata.

Articolo 15

Cooperazione negli ambiti scientifici Le due Parti intensificano la collaborazione nel campo dellascienza e della tecnologia e realizzano programmi di formazione e dispecializzazione a livello posi-universitario. Favoriscono a tal finelo sviluppo di rapporti tra le Universita' e tra gli Istituti diricerca e di Formazione dei due Paesi. Sviluppano ulteriormente lacollaborazione nel campo sanitario e in quello della ricerca medica,promuovendo i rapporti tra enti ed organismi dei due Paesi.

Articolo 16

Cooperazione culturale

1. Le due Parti approfondiscono i tradizionali vincoli culturali edi amicizia che legano i due popoli ed incoraggiano i contattidiretti tra enti ed organismi culturali dei due Paesi. Sono altresi'facilitati gli scambi giovanili e i gemellaggi tra citta' ed altrienti territoriali dei due Paesi. 2. Le due Parti danno ulteriore impulso alla collaborazione nelsettore archeologico. In tale ambito e' altresi' esaminata, da unapposito Comitato Misto, la problematica concernente la restituzionealla Libia di reperti archeologici e manoscritti. Le due Particollaborano anche ai fini della eventuale restituzione alla Libia, daparte di altri Stati, di reperti archeologici sottratti in epocacoloniale.

3. Le due Parti agevolano, sulla base della reciprocita',l'attivita' rispettivamente dell'Istituto Italiano di Cultura aTripoli e dell'Accademia Libica in Italia.

4. Le due Parti concordano sulla opportunita' di rendere le nuovegenerazioni sempre piu' consapevoli delle conseguenze negativegenerate dalle aggressioni e dalla violenza e si adoperano per ladiffusione di una cultura ispirata ai principi della tolleranza edella collaborazione tra i Popoli.

Articolo 17

Collaborazione economica e industriale

1. Le due Parti promuovono progetti di trasferimento di tecnologiee di collaborazione industriale, con riferimento anche a iniziativecomuni in Paesi terzi.

2. Sviluppano la collaborazione nei settori delle opereinfrastrutturali, dell'aviazione civile, delle costruzioni navali,del turismo, dell'ambiente, dell'agricoltura e della zootecnia, dellebiotecnologie, della pesca e dell'acquacoltura, nonche' in altrisettori di reciproco interesse, favorendo in particolare lo sviluppodegli investimenti diretti.

3. Esse sostengono le PMI e la costituzione di societa' miste.

4. Le due Parti si adoperano per concordare entro breve una Intesatecnica in materia di cooperazione economica, scientifica etecnologica nel settore della pesca e dell'acquacoltura e favorisconoIntese analoghe tra altri Enti competenti dei due Paesi.

Articolo 18

Collaborazione energetica

1. Le due Parti sottolineano l'importanza strategica per entrambi iPaesi della collaborazione nel settore energetico e si impegnano afavorire il rafforzamento del partenariato in tale settore.

2. Attribuiscono particolare rilievo alle energie rinnovabili edincoraggiano la cooperazione tra enti ed organismi dei due Paesi, siasul piano industriale che su quello della ricerca e della formazione.

Articolo 19

Collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalita' organizzata, al traffico di stupefacenti, all'immigrazione clandestina

1. Le due Parti intensificano la collaborazione in atto nella lottaal terrorismo, alla criminalita' organizzata, al traffico distupefacenti e all'immigrazione clandestina, in conformita' a quantoprevisto dall'Accordo firmato a Roma il 13.12.2000 e dalle successiveintese tecniche, tra cui, in particolare, per quanto concerne lalotta all'immigrazione clandestina, i Protocolli di cooperazionefirmati a Tripoli il 29 dicembre 2007.

2. Sempre in tema di lotta all'immigrazione clandestina, le dueParti promuovono la realizzazione di un sistema di controllo dellefrontiere terrestri libiche, da affidare a societa' italiane inpossesso delle necessarie competenze tecnologiche. Il Governoitaliano sosterra' il 50% dei costi, mentre per il restante 50% ledue Parti chiederanno all'Unione Europea di farsene carico, tenutoconto delle Intese a suo tempo intervenute tra la Grande Giamahiria ela Commissione Europea.

3. Le due Parti collaborano alla definizione di iniziative, siabilaterali, sia in ambito regionale, per prevenire il fenomenodell'immigrazione clandestina nei Paesi di origine dei flussimigratori.

Articolo 20

Collaborazione nel settore della Difesa

1. Le due Parti si impegnano a sviluppare la collaborazione nelsettore della Difesa tra le rispettive Forze Armate, anche mediantela finalizzazione di specifici Accordi che disciplinino lo scambio dimissioni di esperti, istruttori e tecnici e quello di informazionimilitari nonche' l'espletamento di manovre congiunte.

2. Si impegnano altresi' ad agevolare la realizzazione di un forteed ampio partenariato industriale nel settore della Difesa e delleindustrie militari.

3. In tale ambito, l'Italia sosterra' nelle sedi internazionali larichiesta della Libia di indennizzi per i danni subiti da propricittadini vittime dello scoppio delle mine e per la riabilitazionedei territori danneggiati, con tutti gli Stati interessati.

Articolo 21

Collaborazione nel settore della non proliferazione e del disarmo

Le due Parti si impegnano a proseguire e rinsaldare lacollaborazione nel settore del disarmo e della non proliferazionedelle armi di distruzione di' massa e dei relativi vettori e adadoperarsi per fare della Regione del Mediterraneo una zona libera datali armi, nel pieno rispetto degli obblighi derivanti dagli Accordie Trattati internazionali in materia. Articolo 22

Collaborazione parlamentare e tra Enti locali Le due Parti favoriscono lo sviluppo di rapporti tra il Parlamentoitaliano ed il Congresso Generale del Popolo della Grande Giamahiria,nonche' tra gli Enti locali, nella consapevolezza della loroimportanza per una piu' intensa cd approfondita conoscenza reciproca.

Articolo 23

Disposizioni finali

1. Il presente Trattato, nel rispetto della legalita'internazionale, costituisce il principale strumento di riferimentoper lo sviluppo delle relazioni bilaterali. Esso e' sottoposto aratifica secondo le procedure costituzionali previstedall'ordinamento di ciascuna delle Parti ed entra in vigore almomento dello scambio degli strumenti di ratifica.

2. Il presente Trattato sostituisce il Comunicato Congiunto del 4luglio 1998 ed il Processo Verbale delle Conclusioni Operative del 28ottobre 2002, che cessano pertanto di produrre effetti.

3. A partire dal corrente anno, il giorno del 30 Agosto vieneconsiderato, in Italia e nella Grande Giamahiria, Giornatadell'Amicizia italo-libica.

4. Il presente Trattato puo' essere modificato previo accordo delleParti. Le eventuali modifiche entreranno in vigore alla data diricezione della seconda delle due notifiche con le quali le Parti sicomunicano ufficialmente l'avvenuto espletamento delle rispettiveprocedure interne. Fatto a Bengasi il 30 agosto 2008, in duplice esemplare in linguaitaliana ed araba, entrambi i testi facenti fede.

Per la Repubblica Italiana
il Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi -

Per la Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista
Muammar El Gheddafi
Leader della Rivoluzione