giovedì 2 settembre 2010

Il ricambio delle prime file è necessario

Voce Repubblicana del 2 settembre 2010
Intervista a Sandro Gozi
di Lanfranco Palazzolo

Matteo Renzi ha fatto una proposta provocatoria, ma credo che sia necessario un ricambio nelle prime file del Pd. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pd Sandro Gozi.
Onorevole Gozi, cosa pensa delle polemiche nel Pd dopo le dichiarazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi?
“Quello che sta succedendo in questo periodo nel nostro paese è la certificazione del fallimento di un’intera classe dirigente. Quello a cui stiamo assistendo a destra è uno spettacolo indecente di una maggioranza che non fa altro che litigare dalla mattina alla sera mentre il paese va a rotoli”.
E il centrosinistra?
“Ci sono delle responsabilità anche li. La dirigenza di questa alleanza non è riuscita a risolvere alcuni nodi fondamentali. Non è possibile che noi continuiamo ancora a parlare di legge elettorale e di temi istituzionali. Quando abbiamo avuto la possibilità di risolvere questi nodi non lo abbiamo fatto. Credo che ci sia bisogno di un profondo rinnovamento della classe dirigente italiana. Io andrei al di la di quello che ha detto Renzi. Non credo che non siano adeguati i dirigenti del centrosinistra. Ma sono convinto che in tutto il paese sia necessario un profondo bisogno di ricambio perché l’Italia è un paese oligarchico, in mano a delle corporazioni che decidono le cose nei salotti e nelle cene. E questo stato di cose lo pagano tutti gli italiani. Il problema è ancora più profondo di quello denunciato da Renzi”.
E nel suo partito cosa deve cambiare?
“Ritengo che sia necessario un ricambio delle prime file. Questo non significa che sia necessario buttare a mare tutti quanti, ma far capire che i dirigenti storici del Pd possono contribuire ad una nuova vittoria del centrosinistra in vari modi. E non necessariamente con la loro presenza nei punti chiave del partito. E’ evidente che alcuni dirigenti dovrebbero fare meno ‘blocco sindacale’. Non è solo merito dei Cameron e dei Miliband se oggi ci sono dei giovani alla guida di una paese come il Regno Unito. I leader di quei partiti hanno investito sui giovani”.
Bersani non vede un Maradona all’orizzonte del Pd.
“Non c’è bisogno di essere dei Maradona per fare una proposta convincente. Il nuovo fuoriclasse del Pd non deve essere fatto in serie e uscire da una scuola di partito. Credo che nel 2010 sia necessario affidarsi ad altri profili politici. Anche se lo ha fatto in modo provocatorio, Renzi ha posto un tema fondamentale nel dibattito all’interno del Partito democratico. Gli schemi che vediamo in scena nel Pd, il veltronismo contro il dalemismo ad esempio, devono essere superati. Dobbiamo voltare pagina”.
Qual è l’Ulivo di Bersani?
“Il progetto di Bersani deve ancora essere spiegato. Al momento non vedo nulla. L’Ulivo non deve essere un alchimia elettorale. Ma il progetto di una nuova società”.