mercoledì 8 settembre 2010

Non è tempo di moschee

Voce Repubblicana dell'8 settembre 2010
Intervista a Matteo Salvini
di Lanfranco Palazzolo

A Milano non abbiamo un interlocutore per la costruzione di una Moschea. Lo ha spiegato alla “Voce” l’onorevole Matteo Salvini, consigliere comunale della Lega Nord e Milano ed europarlamentare.
Onorevole Salvini, cosa pensa delle polemiche sulla costruzione della moschea a Milano?
“La posizione della Lega Nord a Milano, ma anche in altre città come Genova, Milano, Bologna, Torino, Gallarate e altre città, è che in Italia non ci sia per l’Islam un interlocutore credibile e sufficientemente trasparente per discutere di questo tema. Non è un problema di libertà di culto. A Milano ci sono decine di migliaia di fedeli islamici che pregano tranquillamente e da anni a casa loro o in altre strutture per il culto. L’idea di una grande moschea da parte dell’arcivescovo di Milano mons. Tettamanzi non ci trova d’accordo. Tettamanzi dovrebbe preoccuparsi dei delle anime suoi fedeli invece di interessarsi delle altre religioni. Gli interlocutori della comunità islamica vivono da anni nell’illegalità. E a Milano non abbiamo un interlocutore. Non si capisce perché un’istituzione pubblica debba mettersi al tavolo con coloro che delle pubbliche leggi si fanno beffa da tempo”.
A chi allude quando parla di interlocutori della comunità islamica di Milano?
“Uno che alza la voce sui giornali è il cosiddetto leader della moschea di viale Jenner, dove stazionano centinaia di persone senza averne il permesso e i requisiti. Il leader di questa moschea è indesiderato in Egitto, la sua terra di provenienza. Con lui non mi ci metto nemmeno al tavolo per discutere di una nuova moschea”.
Molti milanesi chiedono che ci sia un luogo che garantisca il diritto alla preghiera.
“A Milano esistono già dei luoghi di culto. Penso ad esempio a via Meda, dove c’è la comunità islamica che, senza aver sollevato il minimo problema, è in quel posto da anni senza aver creato alcun problema. A Milano esistono tante comunità religiose come i valdesi, i protestanti, ebrei, ortodossi. Nessuna di queste comunità religiose ha mai sollevato polemiche con le autorità pubbliche. Mentre con un certo tipo di islam oltranzista, non con tutti gli islamici, abbiamo avuto qualche problema. Il problema non è l’atteggiamento di Milano, ma il comportamento di qualcuno che utilizza il suo Dio non per problemi religiosi, ma per scopi politici o per imporre un modo di vivere che non è compatibile con i valori e le libertà delle società occidentali”.
Come interpreta l’interesse di Dionigi Tettamanzi per la moschea di Milano?
“Non riesco a spiegarmela. In Italia ci sono tante Chiese. Quando avevo la possibilità di parlare con il vescovo di Como mons. Maggiolini era preoccupato dell’eccessiva presenza dell’Islam nel Nord. I parroci delle periferie milanesi non la pensano come Tettamanzi”.