giovedì 30 settembre 2010

Al Senato il Pdl è coeso

Voce Repubblicana 1 ottobre 2010
Intervista a Francesco Casoli
di Lanfranco Palazzolo

Al Senato il Pdl è forte ed è coeso. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Francesco Casoli, vicepresidente del gruppo parlamentare del Pdl a Palazzo Madama.
Senatore Casoli, come ha trovato l’intervento di Berlusconi alla Camera?
“L’ho trovato un intervento di grande respiro, da persona che ha una grande visione politica e che ha le idee chiare su cosa è necessario fare per risolvere i problemi del paese”.
Cosa pensa della debable dell’Udc che ha perso cinque parlamentari?
“L’ho vista come la resa dei conti nell’Udc. Questo partito raccoglie dei moderati. Quando un partito così non ha più una linea coerente con la moderazione che quel partito pensa di difendere, i deputati di quel soggetto politico fanno i conti con le loro convinzioni. Credo che il risultato sia sotto gli occhi di tutti”.
Nelle opposizioni molti hanno parlato di compravendita di voti. Come risponde a queste accuse ridicole?
“I critici di questo atteggiamento dovrebbero fare la stessa domanda all’Udc e ad altri partiti che si sono arricchiti con il cambio di casacca dei parlamentari. Anche nelle Marche il Pdl ha eletto dei rappresentanti che poi hanno tradito il mandato degli elettori. Nel Pdl delle Marche avremmo potuto eleggere altri parlamentari che sarebbero stati fedeli al mandato che gli è stato conferito dagli elettori. Non credo che sia un bel segnale quando qualcuno, che non ha visto soddisfatte le proprie aspettative, scelga di andare dall’altra parte. In quella occasione nessuno mi ha chiesto o ha gridato allo scandalo per questo passaggio. Queste cose in politica avvengono. I deputati non hanno vincolo di mandato. Quindi l’indignazione è reciproca”.
Cosa ha pensato quando Futuro e libertà ha annunciato la nascita di un nuovo partito quando Berlusconi ha finito di parlare alla Camera? Era una scelta pianificata da tempo?
“Questo non posso dirlo con certezza. Come senatore del Popolo delle libertà. Sono legato al Pdl e a Berlusconi. Non saprei dire cosa hanno pianificato gli esponenti di quel gruppo. E’ stata senza dubbio una scelta pianificata ad orologeria. E’ stata una scelta di non perfetto stile, che evidenzia lo scarso rispetto di Futuro e libertà per gli elettori che li hanno eletti nel Pdl”.
Cosa si attende dal Governo? Si aspetta che avrà una vita politica lunga?
“E’ difficile rispondere a questa domanda. Il Governo ha le idee chiare e ha ribadito il suo impegno per il programma. L’Italia vuole una guida chiara. Non potremmo sottrarci a nuove elezioni se il governo non fosse messo nelle condizioni di poter andare avanti nel suo cammino per le riforme politiche”.
Al Senato ci sono problemi di voti?
“Non abbiamo problemi. Il gruppo del Pdl al Senato è forte. E ha un modello organizzativo inusuale per gli standard politici italiani”.

Il moralismo contro di me e quello su Fini

Intervista a Gustavo Selva
Voce Repubblicana del 30 settembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Quando io fui vittima del moralismo di Alleanza nazionale nel partito non mi difese nessuno. Anzi, mi costrinsero a restare senatore solo per non far arrivare al Senato un candidato che era passato al “la Destra” di Francesco Storace. Lo ha rivelato alla “Voce Repubblicana” l’ex deputato di Forza Italia Gustavo Selva, che in passato fu espulso da An per volontà di Gianfranco Fini.
Onorevole Selva, cosa pensa delle vicende del Presidente della Camera Gianfranco Fini, che certo non si comportò bene nei suoi confronti?
“Ho avuto un’impressione negativa del comportamento politico di Gianfranco Fini. Sono stato una vittima del moralismo di Gianfranco Fini. In effetti è vero che nella storia dell’ambulanza Fini non fece assolutamente nulla per evitare che mi dimettessi dal partito e da senatore. Ma la storia è andata diversamente. Io avevo dato le mie dimissioni da senatore. E poi, da un certo momento si insisteva anche per escludermi dal partito attraverso l’assemblea nazionale. Tuttavia fui pregato da Altero Matteoli di restare al mio posto e di ritirare le mie dimissioni perché al mio posto sarebbe arrivato un sostenitore di Francesco Storace. Altrimenti mi sarei dimesso”.
Cosa pensa del video messaggio di Fini?
“Secondo me, quel messaggio non spiega assolutamente nulla sulla casa di Montecarlo. Ha ragione Ignazio La Russa quando spiega che non c’è nessuna smentita e nessuna conferma che la proprietà di quella casa sia del signor Tulliani. Quindi lascia le cose come prima. Penso che la questione è minima di per se. I giornali e i giornalisti hanno fatto benissimo a seguire questa vicenda per tutta l’estate senza mollare la presa. M penso che la vicenda vada giudicata politicamente in un altro modo. Al massimo, la responsabilità di Fini era quella di non sapere. Ma questo sembra che sia escluso viste le rivelazioni pubblicate da ‘Il Giornale’. L’unica verità sarebbe quella di aver messo i trecentomila euro in un paradiso fiscale. Sicuramente trecentomila euro non è una grande somma. Anche se il principio vale per tutte le somme. Non ne farei un grande caso politico”.
Perché i centristi abbandonano Casini? In cosa ha sbagliato il leader dell’Udc per provocare una fuga di 5 deputati?
“Credo che Casini abbia fatto il calcolo che si potesse raggiungere una maggioranza centrista in caso di elezioni anticipate. Ma credo che sia da escludere un’ipotesi del genere”.
Come ha giocato la sua partita Silvio Berlusconi in questi giorni con Gianfranco Fini?
“L’ha giocata benissimo. L’operazione fatta è stata quella dei giornali della famiglia Berlusconi. Ma Silvio Berlusconi ne è rimasto totalmente fuori. Non è mai entrato nelle scelte editoriali de ‘Il Giornale’, che è entrato solo nelle vicende che riguardavano irregolarità che sono state confermate”.