mercoledì 13 ottobre 2010

Italia-Serbia: la figura di merda dei telecronisti (in particolare di Marco Mazzocchi)


In questo video troverete la conferma della scarsa capacità dei nostri telecronisti che, oltre a sparare le solite cazzate ("e' la morte dello sport"), hanno totalmente equivocato l'iniziativa dei giocatori della Serbia. Il commento più geniale è stato quello di Marco Mazzocchi che ha interpretato le tre dita alzate dai giocatori della nazionale serba come il risultato che sarebbe stato conseguito dall'Italia in caso di vittoria a tavolino degli azzurri. E questi li devo pagare pure io con il canone?! Pretendo di mettere una clausola al canone per impedire che i soldi che pago vadano a finire a Marco Mazzocchi.

Separati alla nascita: il capo degli Ultrà serbi Ivan Bogdanovic e il cantante dei Negramaro Sangiorgi

Ivan Bogdanovic
Claudio Sangiorgi

Italia-Serbia, ovvero: "Doveva essere una festa dello sport...."



Le immagini che vedete sopra non sono tratte dall'ultimo concerto degli U2. Il risultato che ho piazzato sopra è evidentemente falso. Ma l'Italia ieri sera ha perso altri tre punti di stima. La prima cosa che mi sento di dire è questa: una partita contro una squadra che ha una tifoseria del genere doveva essere giocata in uno stadio con la pista d'altletica. Ma quelli della Lega non capiscono notoriamente nulla. Quindi è meglio non sprecare fiato. L'unico ad essere contento per quello che è successo ieri sera, anche se non lo ha fatto notare, doveva essere Cesarone Prandelli perchè se la nazionale scendeva in campo beccava una bella sveglia. L'aspetto negativo della serata di ieri è stato che ci siamo dovuti sorbire un'ora di cazzate sparate a ripetizione da Collovati e dai telecronisti che seguivano la partita della nazionale. Anzi, Collovati si è scoperto un grande esperto di ordine pubblico: "I tifosi della Serbia devono restare tre giorni là dentro". Beh, poi le pastarelle a colazione gliele porta lui. Quando ho saputo che la partita era stata sospesa ho tirato anche un sospiro di sollievo: ci siamo risparmiati le stronzate dei telecronisti ("Così si uccide lo sport", "Il calcio è lo spettacolo più bello del mondo. Per colpa di questi cretini viene rovinato") e quelle dei giocatori in campo. Anzi, vi segnalo la plastica caduta di Pazzini che ha cercato di rimedare un rigore finto al '3 minuto della partita. E' andata bene così anche se gli azzurri si portano a casa tre punti che sono tutto merito dei tifosi serbi.

Attuiamo il nostro Statuto

Voce Repubblicana del 13 ottobre 2010
Intervista a Gregorio Fontana
di Lanfranco Palazzolo

Ora dobbiamo attuare lo statuto del Popolo delle libertà. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Gregorio Fontana del Popolo delle Libertà.
Onorevole Fontana, il premier Silvio Berlusconi ha annunciato il rilancio del Pdl. Cosa c’è che non è andato in questo primo anno di vita del Pdl?
“Secondo me è necessario andare avanti nella strada che è stata tracciata dal congresso del partito. Per ora, il Pdl ha avuto un assetto provvisorio. Ora occorre dare stabilità in base a quello che è stabilito dallo Statuto del partito: tenendo i congressi, stabilendo un meccanismo di selezione della classe dirigente con una selezione che parta dal basso. Per questa ragione è importante che ci sia una maggiore democrazia interna nel partito a tutti i livelli”.
In questi mesi vi sono mancate occasioni di incontro o ci sono troppi esponenti del partito impegnati nel governo?
“Il mandato che i cittadini ci hanno dato è quello di governare il paese e fare le cose concrete che gli elettori ci hanno chiesto al momento del voto. Senza dubbio, questo sforzo ha tralasciato l’aspetto relativo alla costruzione del partito. Ecco perché dobbiamo dare corso a quello che c’è scritto nello Statuto del Pdl. Quando si parla di congressi, di selezione della classe dirigente si dicono cose che abbiamo messo nero su bianco e che ora devono essere attuate”.
Quando Berlusconi ha detto che non tollererà alcun errore a cosa si riferiva?
“Berlusconi ci ha chiesto di non tralasciare polemiche interne per dare nuovo impulso al partito proprio nelle cose concrete. E nell’esecuzione di quello che è il programma di governo, che è il mandato principale che abbiamo con i cittadini”.
Quali sono i vostri rapporti con la Lega in Lombardia dopo la stagione che sembrava portare tutti al voto?
“Il rapporto è solido. Governiamo insieme nel Nord. E’ un’alleanza che funziona. Il Pdl deve però riprendere l’iniziativa sul territorio. Non dobbiamo rubarci gli elettori con la Lega, ma dare un’occasione di confronto ai nostri elettori”.
Futuro e libertà è tornata ad attaccare il Pdl proprio in Lombardia perché sostengono che ci sono degli ostacoli alla creazione di questo soggetto politico. A cosa alludono?
“Non saprei proprio a cosa si riferiscono. L’assetto che si daranno è una scelta di chiarezza, anche se non la condividiamo. Per il Pdl è stata una scelta traumatica, ma almeno ha fatto chiarezza nel centrodestra”.
Fli deve stare nel Ppe?
“Gli eletti del Pdl hanno accettato la loro candidatura sulla base di un riferimento ideale ai valori e agli ideali del Ppe. Anche coloro che hanno fondato Futuro e libertà si sono impegnati in questo senso quando erano nel Pdl. Mi auguro che restino in questa grande famiglia, in questo grande riferimento ideale per la nostra tradizione democratica”.