mercoledì 27 ottobre 2010

Il Pd al 24 per cento (Ipsos)

Un Sondaggio della EMG di qualche giorno fa dava il Pd al 26%.
Federazione della Sinistra (2.1%);
Il movimento Cinque Stelle(2.6%);
I radicali (0.9%);
I verdi (0.4%);
Sinistra, Ecologia e Libertà (4.4%);
Il Partito Socialista (1.0%);
L’Italia dei Valori (5.5%);
Il Partito Democratico (26%);
L’Alleanza per l’Italia (0.6%);
L’UDC (5.9%);
L’Mpa (0.8%);
La Lega Nord (12.1%);
Il Popolo della Libertà (29.5%);
La Destra (1.5%);
Futuro e Liberta’ (6.1%);


Altro (0.6%);
Scheda bianca (1.8%);
E’ indeciso/non sa (18.1%)
E due settimane fa un sondaggio della Ipsos dava questi risultati



Morale della favola: DEVE Dimettersi

I tedeschi vigili contro il terrorismo

Il Bundestag nelle ultime sedute prima della pausa estiva ha discusso e votato una serie di importanti provvedimenti legati alla lotta al terrorismo internazionale. Nella seduta dell’8 luglio 2010 (resoconto stenografico su http://www.bundestag.de/dokumente/protokolle/plenarprotokolle/17055.pdf) l’Assemblea ha approvato, poche ore dopo il Parlamento europeo, il nuovo accordo SWIFT tra Unione Europea e Stati Uniti sulla condivisione dei dati bancari per finalità legate alla lotta al terrorismo (mozione 17/2431 di CDU/CSU e FDP, disponibile all’indirizzo http://dip21.bundestag.de/dip21/btd/17/024/1702431.pdf). A febbraio una prima versione del rinnovato accordo era stata bocciata dal Parlamento europeo per l’insufficiente tutela della privacy dei cittadini. Il nuovo testo offre invece una maggiore protezione dei cittadini e garantisce un maggiore potere di controllo sulle richieste di accesso ai dati provenienti dagli USA.
Sempre nella stessa seduta, il Bundestag ha definitivamente approvato un disegno di legge governativo (17/2067, consultabile all’indirizzo http://dip21.bundestag.de/dip21/btd/17/020/1702067.pdf) per la ratifica del protocollo del 2003 che modifica la Convenzione europea per la repressione del terrorismo, allo scopo di migliorare la cooperazione internazionale tra gli stati aderenti e aggiornare le disposizioni in materia di estradizione e mutua assistenza giudiziaria in materia penale. Il protocollo è stato approvato con i voti favorevoli dei partiti di maggioranza, il voto contrario della Linke e l’astensione di Bündnis 90/die Grüne e SPD.

Cose Turche all'Assemblea Nazionale

La Commissione per gli Affari esteri dell’Assemblea Nazionale ha esaminato, nella seduta del 7 luglio 2010, il Rapporto d’informazione n. 2707 sul tema “il ruolo della Turchia sulla scena internazionale” (http://www.assemblee-nationale.fr/13/pdf/rap-info/i2707.pdf).
Il Rapporto, presentato dal deputato J. M. Roubaud (UMP) - Presidente della missione di informazione sulla cui base è stato predisposto il documento - è suddiviso in tre parti. Nella I parte è presentato il ruolo della Turchia come potenza economica emergente. In particolare è evidenziato come il paese negli ultimi dieci anni sia passato dal 28° al 16° posto nella scala delle potenze economiche del mondo. E’ inoltre rilevato come la Turchia possa assumere un ruolo strategico, per la sua posizione geografica, nell’ambito dei grandi progetti di approvigionamento energetico in corso di realizzazione nell’area dell’Europa centro-orientale e del Medio oriente. Il paese è infatti partner del progetto del gasdotto, denominato “Nabucco” e partecipa al progetto “South Stream”, promosso da Italia e Russia. Viene comunque evidenziato come la Turchia viva una situazione di dipendenza energetica dai paesi vicini, che ne può condizionare le scelte – il Rapporto mostra che nel 2007 l’approvigionamento energetico turco è dipeso dalla Russia (63 %), l’Iran (17%), l’Algeria (12%), l’Azerbaigian (4 %) -. La II parte del Rapporto è dedicata alla situazione delle relazioni della Turchia con l’Occidente. E’ sottolineato, in particolare, come negli ultimi anni sembra essersi verificato un indebolimento dell’ ancoraggio occidentale del paese e come recentemente si siano manifestati alcuni problemi nelle relazioni strategiche della Turchia con Israele e con gli Stati Uniti. E’ inoltre approfondita la questione del forte rallentamento dei negoziati per l’adesione della Turchia all’UE. In tale ambito sono poste in risalto le preoccupazioni di parte dell’opinione pubblica europea per l’eventuale ingresso della Turchia nell’Unione, tra cui quella dei francesi, e viene espresso l’auspicio che tale processo di adesione prosegua nelle migliori condizioni. Al riguardo è sottolineato come in Turchia permanga in molti un’aspettativa di successo del processo, attesa che ha incoraggiato alcune riforme nel paese. Nella III parte del Rapporto viene presentata una nuova linea della politica estera della Turchia, che sembra essere una conseguenza del rallentamento del processo di avvicinamento all’Europa. A seguito del difficile cammino del processo di adesione all’UE, è infatti rilevato che la Turchia ha iniziato a guardare con maggiore attenzione ai suoi vicini sud-orientali. Con il nuovo slogan “zero problemi con i vicini”, la diplomazia turca ha in particolare promosso la stabilizzazione delle relazioni con Iran, Siria ed Iraq e sembra voler assumere un ruolo strategico per assicurare la stabilità della regione.
Nel corso della dibattito in Commissione sul Rapporto sono state affrontate in particolare le questioni dell’adesione della Turchia all’UE, dei rapporti del paese con Israele e con l’Iran, della politica turca nei confronti delle minoranze religiose ed etniche, nonché del possibile ruolo della Turchia come stabilizzatore in Medio Oriente (resoconto stenografico della seduta: http://www.assemblee-nationale.fr/13/cr-cafe/09-10/c0910087.asp#P6_47).

Ecco come i tedeschi gestiscono i rifiuti

1. Le competenze istituzionali in materia di gestione dei rifiuti
In Germania, l’economia dei rifiuti (Abfallwirtschaft) ha subito un processo di trasformazione a partire dagli anni Settanta. Prima dell’entrata in vigore della prima legge sui rifiuti del 1972, ogni villaggio disponeva di una discarica (erano circa 50.000 su tutto il territorio nazionale). Negli anni Ottanta e Novanta questo numero è stato drasticamente ridotto (circa 2.000) ed è stata rigorosamente disciplinata la loro costituzione. Contemporaneamente, è cresciuto in maniera considerevole il numero degli impianti di incenerimento e di trattamento dei rifiuti municipali, industriali e commerciali. L’economia dei rifiuti impiega più di 160.000 lavoratori tra ingegneri, dipendenti dell’amministrazione e addetti alla raccolta dei rifiuti. Il ciclo dei rifiuti, in Germania, raggiunge un fatturato annuo di circa 40 miliardi di euro.
Negli ultimi anni sono aumentate notevolmente le percentuali di recupero di tutti i tipi di rifiuti. In generale, viene recuperato circa il 75% dei rifiuti municipali (Siedlungsabfälle), che comprendono anche i rifiuti privati domestici, e oltre l’80% dei rifiuti derivanti da attività produttive (industriali, commerciali, artigianali) (Produktionsabfälle). In alcuni settori, come quello degli imballaggi, la quota di riciclaggio dei materiali di scarto raggiunge circa l’80%, mentre nel settore delle costruzioni e delle demolizioni (Bau- und Abbruchabfälle) si recupera fino al 90%.
A livello centrale, la politica dei rifiuti è coordinata da un settore specifico del Ministero federale dell’ambiente ((Unterabteilung WA II - Bundesumweltministerium). In tale ambito vengono elaborate e perfezionate leggi, disposizioni regolamentari e norme amministrative in materia di rifiuti, in costante dialogo con i rappresentanti delle categorie economiche interessate, dei comuni e delle associazioni ambientali, alla continua ricerca di soluzioni praticabili e condivise.
I Länder, attraverso le autorità competenti in materia, hanno il compito di integrare ed attuare la normativa federale, nonché di vigilare sulla corretta gestione economica dei rifiuti. Conseguentemente, la maggior parte delle disposizioni legislative in materia di rifiuti necessitano per l’approvazione dell’obbligatorio assenso del Bundesrat.
A livello locale, su tutte le questioni relative ai rifiuti è competente la città o l’amministrazione del distretto nell’ambito del quale viene organizzato e controllato il servizio comunale di nettezza urbana, che si occupa esclusivamente della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti domestici.
La raccolta, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti derivanti da attività produttive avviene, invece, attraverso le aziende private. In questo caso, i produttori dei rifiuti hanno la responsabilità di provvedere allo smaltimento dei propri rifiuti personalmente o attraverso ditte esterne.
2. La Legge federale sul ciclo dei rifiuti
Il ciclo dei rifiuti ha subito un rilevante cambiamento agli inizi degli anni Novanta. La Legge federale per la promozione del ciclo dei rifiuti e per la salvaguardia dello smaltimento ecologicamente corretto dei rifiuti (Gesetz zur Förderung der Kreislaufwirtschaft und Sicherung der umweltverträglichen Beseitigung von Abfällen - Kreislaufwirtschafts- und Abfallgesetz), del 27 settembre 1994,e i relativi regolamenti attuativi rappresentano un rilevante passo in avanti nella politica della prevenzione e dello smaltimento dei rifiuti.
La legge, entrata in vigore il 7 ottobre 1996, stabilisce, al § 4, comma 1, la gerarchia dei principi della gestione dei rifiuti, che prevede le seguenti tre fasi:
· la prevenzione (Vermeidung), che si traduce nella riduzione a monte della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
· il recupero (Verwertung) dei materiali ai fini della loro riutilizzazione (il recupero è inteso nella sua duplice veste di riciclaggio e valorizzazione del potenziale energetico dei rifiuti);
· lo smaltimento finale, in condizioni di sicurezza, dei rifiuti che non possono essere trattati in altro modo (Beseitigung). Lo smaltimento avviene in aree adibite (discariche) attraverso operazioni di deposito.
Negli ultimi anni, la prevenzione e la cura delle risorse naturali sono diventate il nucleo centrale di una politica ambientale orientata al futuro. In Germania, la prevenzione è considerata una priorità rispetto alle altre politiche di trattamento dei rifiuti. In tale ambito svolge un ruolo primario la “responsabilità del prodotto” (Produktverantwortung), regolata ai §§ 22-26 della legge federale. Ciò significa che già nella fase della produzione dei beni devono essere create le condizioni per una effettiva politica di prevenzione e di recupero dei rifiuti, nel totale rispetto dell’ambiente. Produttori e distributori hanno, dunque, il dovere non solo di mettere sul mercato prodotti durevoli e poco nocivi, che possano essere facilmente riciclati o eliminati, ma anche di attuare metodi di produzione che creino la minore quantità di rifiuti possibile.
Nell’ambito del recupero, la legge federale distingue il riciclaggio dall’utilizzazione dei rifiuti come mezzo per produrre energia.
Il riciclaggio comprende la sostituzione delle materie prime con le sostanze derivanti dai rifiuti (materie prime secondarie) o l'uso delle proprietà del materiale dei rifiuti per la loro funzione originaria ovvero per altri scopi, diversi dal recupero dell’energia diretta (§4, comma 3). Il recupero energetico consiste, invece, nell'uso dei rifiuti come combustibili alternativi (§ 4, comma 4).
Attualmente è all’esame del Governo federale un progetto di legge di modifica della legge sul ciclo dei rifiuti. Il progetto attua la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, e stabilisce una nuova gerarchia dei principi di gestione dei rifiuti che, nel rispetto degli articoli 3 e 4 della legge, prevede le seguenti cinque fasi:
· prevenzione;
· preparazione in vista del reimpiego;
· riciclo;
· valorizzazione della materia e valorizzazione energetica;
· eliminazione presso le disariche.
La priorità spetta, dunque, all’opzione che rappresenta la soluzione migliore dal punto di vista della tutela ambientale. La nuova gerarchia si pone l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la prevenzione e il riciclaggio dei materiali di scarto.
Per quanto concerne le disposizioni normative riguardanti la “responsabilità del prodotto” e della produzione, si prevede che, entro il 2013, la Federazione, in collaborazione con i Länder, rediga un programma per la prevenzione dei rifiuti (Abfallvermeidungs-Programm) allo scopo di valutare (e, nel caso, perfezionare) le misure vigenti.
Allo scopo di migliorare l’utilizzo delle risorse, il progetto di legge governativo stabilisce, infine, le percentuali di recupero e reimpiego dei materiali di scarto: a partire dal 2020 dovrà essere riciclato almeno il 65% di tutti i rifiuti municipali e riciclato, o riutilizzato, almeno l’80% di tutti i rifiuti da costruzione e demolizione.
Per ciò che riguarda la fase relativa allo smaltimento finale, a partire dal 1° giugno 2005 i rifiuti domestici e quelli derivanti dalle attività professionali non possono essere depositati presso le discariche senza un trattamento preventivo (incenerimento o trattamento meccanico-biologico). I rifiuti pericolosi, invece, possono essere depositati solo in specifiche strutture, previo adeguato trattamento.
I fondamenti giuridici in materia di discariche e di stoccaccio sono contenuti nelle Guida tecnica sui rifiuti municipali (Technischen Anleitung Siedlungsabfall (TASi), nella Guida tecnica sui rifiuti pericolosi (Technischen Anleitung Abfall (TAA), nel Regolamento relativo allo stoccaggio dei rifiuti municipali (Abfallablagerungsverordnung) e nel Regolamento sulle discariche (Deponieverordnung). Con il Regolamento per la semplificazione della normativa sui depositi e le discariche (Verordnung zur Vereinfachung des Deponierechts) del 27 aprile 2009, entrato in vigore il 16 luglio 2009, sono stati accorpati i succitati decreti. Le norme mirano a garantire una corretta gestione dei depositi dei rifiuti, nel pieno rispetto della salute dell’uomo e dell’ambiente. Ciò vale sia per le discariche destinate ai rifiuti municipali, sia per i depositi che raccolgono i rifiuti speciali.
In Germania, esistono quattro categorie di discariche:
· i depositi sotterranei per rifiuti speciali o pericolosi (Deponieklasse IV);
· i depositi per rifiuti speciali o pericolosi (Deponieklasse III);
· i depositi per rifiuti non pericolosi (Deponieklasse I oder II);
· le discariche per rifiuti inerti (Deponieklasse 0).
Sul territorio nazionale sono presenti circa 160 discariche per rifiuti domestici, 14 impianti per il deposito non interrato di rifiuti speciali e 3 impianti per il deposito interrato di rifiuti speciali che non possono essere né inceneriti, né lasciati in superficie. Le grandi industrie dispongono di una propria discarica.
3. Le principali disposizioni regolamentari in materia di gestione dei rifiuti
I generali obblighi contenuti nella legge federale sono attuati attraverso una serie di regolamenti che riguardano, in generale, la responsabilità del prodotto (regolamenti su imballaggi, batterie, vecchi automezzi e lubrificanti, nonché sul ritiro e lo smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici), l’identificazione dei rifiuti pericolosi (regolamento sul catalogo dei rifiuti), il recupero ed il riciclaggio dei rifiuti, attuati nel rispetto dell’ambiente (regolamenti riguardanti i rifiuti organici biodegradabili, i rifiuti industriali, i rifiuti di legno) ed infine lo smaltimento dei materiali di scarto, sempre nel rispetto dell’ambiente (regolamenti su depositi e discariche). Per i rifiuti radioattivi è valida, invece, la Legge federale sull’energia nucleare (Atomgesetz).
Tra i diversi regolamenti che disciplinano la materia nel dettaglio, si segnalano in particolare:
· il decreto sull’imballaggio (Verpackungsverordnung), il cui scopo è di ridurre l’inquinamento ambientale causato dagli imballaggi e di promuovere il reimpiego o il recupero dei materiali;
· il decreto sullo smaltimento dei rifiuti municipali, di origine industriale e commerciale, e di determinati rifiuti da costruzione e demolizione (Gewerbeabfallverordnung), che fa ricadere sulle piccole industrie l’onere di separare i propri rifiuti (carta, legno, vetro e metallo) al fine di facilitare il recupero dei materiali di scarto;
· il decreto sulle imprese specializzate nella gestione dei rifiuti (Entsorgungsfachbetriebeverordnung), che stabilisce i requisiti che le imprese e le istituzioni pubbliche incaricate della gestione dei rifiuti devono possedere per svolgere l’attività di raccolta, trasporto, deposito, trattamento, recupero e smaltimento dei materiali di scarto.
Sempre a livello federale, le leggi più importanti approvate negli ultimi anni in tema di rifiuti sono:
· Legge di riforma delle disposizioni sulla responsabilità del prodotto per le pile e gli accumulatori (Gesetz zur Neuregelung der abfallrechtlichen Produktverantwortung für Batterien und Akkumulatoren - Batteriegesetz) del 25 giugno 2009 e relativo decreto sull’attuazione della legge (Verordnung zur Durchführung des Batteriegesetzes). Il provvedimento, che recepisce nel diritto nazionale la normativa europea in materia, mira a ridurre il livello di cadmio consentito nelle batterie e negli accumulatori;
· Legge per la semplificazione della supervisione sulla corretta gestione del ciclo dei rifiuti (Gesetz zur Vereinfachung der abfallrechtlichen Überwachung), del 15 luglio 2006, e relativo decreto attuativo (Nachweisverordnung);
· Legge sullo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (Elektro- und Elektronikgerätegesetz) del 16 marzo 2005. La legge introduce la possibilità per i consumatori di lasciare gratuitamente i propri apparati elettrici ed elettronici presso i centri comunali di raccolta dove i produttori possono recarsi a ritirare il materiale per poi smaltirlo;
· Legge sull’eliminazione dei vecchi autoveicoli (Gesetz über die Entsorgung von Altfahrzeugen), del 21 giugno 2001, e relativo decreto attuativo (Altfahrzeug-Verordnung). La legge recepisce nel diritto interno la Direttiva2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso.

Sabrina Misseri era al pozzo il giorno dell'assassinio di Sarah

Dai tabulati telefonici del giorno dell'assassinio di Sarah Scazzi risulta che Sabrina Misseri si trovasse nel luogo dove è stato occultato il cadavere della povera Sarah. Leggiamo cosa aveva detto ai magistrati il 15 ottobre:
Pm Buccoliero: "Quand'è il primo messaggio che fa a Ivano?".
Sabrina Misseri: "17,25 o cinque e mezza mi ricordo".
Polizia giudiziaria: "Il primo a Ivano?"
Pm: "Alle 17 e 30?"
S.: "Che lui mi risponde...".
Pm: "Il primo è delle 15 e poi... la chiamata".
Pg: "Quello delle 15,19 e 51 secondi. C'è Sabrina che manda un sms a Ivano in cui c'è scritto "Ti stavo chiamando è sparita Sarah"".
Pm: "Questo è il primo?".
Pg: "Il primo sì... quando lei ha mandato questo messaggio stava con Mariangela?".
S.: "Sì".
Pg.: "Guardi, dalle celle telefoniche risulta che lei ha agganciato una cella di Nardò mentre la sua amica Mariangela nello stesso arco di tempo che ha fatto una telefonata al papà ha agganciato una cella di Avetrana. Mi può dire... Lei mi dice che stavate assieme e agganciate celle proprio completamente...".
S.: "Perché pure a lei stessa dissi io "non so se chiamare Ivano o meno..."".
Pg.: "Lasci perdere il fatto di chiamare o non chiamare".
S.: "Ma stavamo insieme però".
Pg.: "E come si spiega questo fatto che lei aggancia una cella a Nardò, località Fattezze frazione Santa Chiara... La sua amica aggancia una cella Avetrana via XXIV maggio 22?".
Pm.: "Sa che significa questo? Che voi non stavate insieme...".
S.: "No, stavamo insieme... Su questa cosa io ne sono convinta".
Pg: "Successivamente stavate insieme a Torre Colimena".
S.: "No, io a Torre Colimena non ci sono andata".
Pg: "No, lei aggancia una cella a Manduria, località Torre Colimena...".
S.: "Non ci sono andata a Torre Colimena".
Pg: "Quando vi siete incontrati a Torre Colimena con Alessio e Mariangela lei non c'è andata?".
S.: "Io mi sono incontrata a Torre Colimena...".
Pm: "Non si sta ricordando questa circostanza".
S.: "Però del fatto di Ivano, c'era lei presente perché lei stava chiamando con il telefonino mio. Perché a me mi sembrava male chiamarlo che non mi parlava. Lei ha preso il telefono per chiamare e io poi dopo gli ho mandato il messaggio, a Ivano."
Pg: "Ma com'è possibile?".
Pm: "Qui stiamo parlando dei tabulati non delle dichiarazioni di Mariangela, va bene?".
S.: "Ho capito". Pm: "... I tabulati ci dicono che state in due posti diversi nello stesso orario... Forse non è chiara la cosa".
S.: "E io ribadisco che stavo con Mariangela".
Pm: "Quando ha fatto questo messaggio a Ivano?".
S.: "Sì".
Pm: "Benissimo, quindi contrariamente a quanto risulta dai tabulati lei stava con Mariangela... Benissimo".

Ascoltiamo Napolitano

Intervista a Domenico Benedetti Valentini
Voce Repubblicana del 27 ottobre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Non mi schiero dalla parte dei detrattori o dei sostenitori del Capo dello Stato. Napolitano ha fatto delle osservazioni sulle quali il Parlamento deve lavorare. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Domenico Benedetti Valentini del Pdl, membro della Commissione Giustizia del Senato.
Senatore Benedetti Valentini, cosa accadrà del Lodo Alfano costotizionale dopo l’intervento del Quirinale sulla norma che riguarda proprio il Colle?
“L’intervento di Napolitano ha sollevato un problema che ha la sua oggettività. Mi pare che Napolitano abbia posto il problema della tutela, della indipendenza della massima magistratura dello Stato, che potrebbe venir meno dal fatto che la sospensione dei processi che lo riguardano dovrebbe essere votata dal Parlamento. E questo potrebbe costituire un’indubbia limitazione dell’indipendenza della massima carica dello Stato. Ci vorrebbe una sospensione automatica. Napolitano ha prospettato un problema degno della massima attenzione. Se si vuole costruire un provvedimento che abbia tutti i canoni della legittimità costituzionale, questo deve essere risolto”.
Come ha trovato i commenti delle opposizioni che hanno applaudito l’intervento di Napolitano?
“Qui c’è poco da applaudire. L’unica cosa da fare è prendere atto di quelle che sono le osservazioni che hanno un fondamento giuridico ed istituzionale. E regolarsi di conseguenza. Se qualcuno applaude o lancia delle contumelie significa che non sta portando avanti una tesi di stretta portata istituzionale, ma si sta schierando pro o contro. E questo ci rigetta nelle curve della contrapposizione politica. Io non mi schiero dalla parte dell’una o dell’altra curva. Bisogna far fronte alle richieste del Presidente della Repubblica”.
Come valuta la sfiducia che ha accompagnato in questi giorni le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul Lodo?
“Berlusconi ha naturalmente il diritto alla parola. Anche se molti vorrebbero contestargli anche questo diritto. La reazione di Berlusconi è stata comprensibile. Se il provvedimento dovesse riguardare solo la sua figura istituzionale, Berlusconi ha detto giustamente che questo provvedimento non gli serve. Berlusconi non vuole una legge ad personam, ma una legge di garanzia che vige in tutte le democrazie avanzate”.
Non teme che la legge costituzionale possa trasformarsi in una sorta di boomerang per il centrodestra in vista del probabile referendum confermativo?
“Il referendum confermativo può trasformarsi in una sconfitta. Questo non può escluderlo nessuno. Adesso siamo in pieno clima di antipolitica. Non mi meraviglierei che questo provvedimento venisse sbranato dall’elettorato. Fu bocciato anche il referendum costituzionale del 2006 anche se conteneva norme che tutti chiedevano. Ma questi sono i rischi della democrazia”.

Ecco le foto del cameriere menato da Adrian Mutu

Quelle che vedete qui sotto sono le foto Michelangiolesche del cameriere menato da Adrian Mutu lo scorso fine settimana. Il calcio condanna sempre la violenza, ma solo quando sono i tifosi a commetterla. Questo atto commesso da Mutu è inqualificabile e conferma che nel calcio e chi sta nel calcio può fare quello che vuole senza rendere conto a nessuno.

Dopo Terzigno: intervista al Presidente di Federambiente Daniele Fortini


Ansa Horror: un bel "Riano industriale"

Rieccoci ad un appuntamento molto seguito di questo blog: gli errori dei titoli Ansa. Oggi l'Ansa ha fatto questo errore nel titolo mettendo "Riano industriale" invece di "Piano industriale". L'errore è stato ripetuto anche dai siti che fanno rimbalzare le notizie dell'Ansa nei loro siti. Grazie ancora per questa perla sul "Piano", anzi sul "Riano industriale" della Rai.

Andrea Orlando allo sbaraglio

Quello che vedete qui sopra è il responsabile giustizia del Partito democratico Andrea Orlando. Ieri ha partecipato alla trasmissione Linea Notte dicendo due cose che lo hanno ben qualificato: ha dichiarato di non aver seguito le vicende relative all'assassinio di Sarah Scazzi e poi ha dichiarato che gli italiani non pensano alla giustizia come una priorità. Io lo caccerei subito per manifesta incapacità. Essere responsabile giustizia di un partito significa avere considerazione del ruolo che si svolge e poi non significa seguire i temi della giustizia solo quando questi riguardano i partiti. Un genio. Era meglio Lanfranco Tenaglia. E non solo perchè ha il mio nome.