mercoledì 10 novembre 2010

Il partito nato per qualcuno

Voce Repubblicana dell'11 novembre 2010
Intervista a Domenico Nania
di Lanfranco Palazzolo

Futuro e libertà è un partito che è nato per qualcuno e non certo per qualcosa. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Domenico Nania del Pdl.
Senatore Nania, cosa pensa delle posizioni politiche assunte dal Presidente della Camera Fini come leader di Futuro e libertà?
“Il Gianfranco Fini che abbiamo visto a Perugia è scontato ed insignificante nei contenuti politici. Quando un leader politico perde i riferimenti ideali, il suo programma è quello di voler dimostrare di andare oltre i valori della destra e della sinistra. Questo è quello che sta cercando di fare Fini, togliendosi le etichette politiche del passato. Fini assume questa posizione alimentando l’equivoco tra ideologie e valori. La fine delle ideologie, dopo il 1989 resta un fatto assodato, ma non è altrettanto scontata la fine di ogni riferimento valoriale. Anzi, la destra e la sinistra hanno rilanciato i loro valori. Oggi Fini fa un discorso terzista. Si pone oltre ogni etichetta politica predendo nella sua formazione politica esponenti che vengono da ogni dove. Anzi, Fini utilizza a destra esponenti politici che praticano una politica di sinistra. E’ un linguaggio che conosciamo molto bene fin dai tempi in cui si parlava di fascismo di sinistra e di comunisti di destra. A Fiuggi, nel 1995, avevamo fatto una svolta politica per chiarire questo equivoco. In quel congresso avevamo stabilito la nascita di una destra moderata e democratica come le altre”.
Fini è diventato un centrista?
“Dietro le sue proposte politiche si nasconde proprio questo: la ricerca dell’accordo politico, dell’inciucio e della volontà politica di mettere in atto un ribaltone come sta accadendo in Sicilia. Fini ha smarrito ogni punto di riferimento valoriale. E lo ha fatto per ragioni del tutto personali, non certo per motivi politici”.
Qual è la prova di questo?
“Il simbolo di Futuro e libertà. Berlusconi è stato accusato ingiustamente di essere stato un leader di ‘plastica’. Eppure, quando Berlusconi ha creato Forza Italia e il Popolo delle libertà non ha mai messo il suo nome sul simbolo di questi soggetti. Lo ha fatto solo in campagna elettorale per chiedere agli elettori il consenso come candidato premier. Fini ha fatto l’opposto. Il simbolo di Futuro e libertà è caratterizzato dal nome del Presidente della Camera. E’ evidente che quel partito è nato solo per qualcuno. E non certo per qualcosa. L’unico che ha fatto un partito per qualcuno è Fini”.
Se Berlusconi cadrà si ripeterà il caos della Sicilia?
“Non c’è dubbio. In Sicilia hanno fatto le prove generali di quello che vorrebbero fare a Roma. A Palermo hanno messo insieme un’assurda ammucchiata. Nonostante le indagini su Lombardo, i difensori della legalità sostengono questo progetto che va contro ogni principio morale e legale”.

Gli ultimi giorni di Pompei quando c'era il centrosinistra





Qui ho deciso di postaare alcuni titoli di quotidiani italiani nel periodo in cui il centrosinistra era al Governo del Paese. Come potete vedere i ministri dei Beni Culturali Giovanna Melandri e Francesco Rutelli ne hanno davvero combinate di tutti i colori. Buona lettura.

Fini è un rinnegato

Voce Repubblicana del 10 novembre 2010
Intervista a Francesco Pionati
di Lanfranco Palazzolo

Lo sport preferito di Fini è quello di rinnegare il suo passato. Neanche Casini era arrivato a tanto quando era Presidente della Camera. Lo ha detto alla “Voce” il leader dell’Alleanza di Centro (ADC) Francesco Pionati.
Onorevole Pionati, cosa pensa dell’ultimatum lanciato da Gianfranco Fini al termine della Convention di Futuro e libertà a Perugia?
“Sono rimasto veramente deluso dal comportamento di Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera sta toccando il fondo in tutti i sensi. L’aspetto istituzionale di questa vicenda è davvero vergognoso. Il Presidente della Camera parla di politica sollecitando le dimissioni del Presidente del Consiglio, ipotizza scenari che dovrebbero essere affrontati in Parlamento. Il Presidente della Camera si è messo a fare il segretario di partito. Invece di parlamentarizzare la crisi vuole fare tutti i giochi fuori dal Parlamento. Siamo davvero alla follia. Ricordo che Casini, uomo politico con il quale ho avuto dei profondi contrasti, non fece mai questi interventi come leader dell’Udc. Oggi siamo giunti veramente al peggio. Fini parla come se venisse dalla Luna. Lui siede in Parlamento da 30 anni e pensa di fare l’innovatore. Ed è stato al Governo per dieci anni con Berlusconi. E oggi si comporta come se non sapesse quello che ha fatto in questi anni Silvio Berlusconi. Mi pare che dal suo trascorso fascista, lo sport preferito di Gianfranco Fini è quello di rinnegare il suo passato. E una persona totalmente inaffidabile dal punto di vista politico. Quando ero nell’Udc, Fini fu il più grosso oppositore di un accordo elettorale tra il Pdl e l’Udc alle politiche del 2008. Adesso Fini fa il paladino dell’Udc. Sono dei cambiamenti che denotano una psicolabilità o una inaffidabilità del personaggio”.
Fini difende il bipolarismo o lo vuole affossare con l’Udc?
“Il Presidente della Camera è accecato da rancori di tipo personale. Credo che abbia perso completamente la bussola. Pensare che Fini possa restare nel centrodestra dopo i guasti che ha provocato è solo una grande follia. Oggi, il suo obiettivo insieme a Casini, è solo quello di far cadere Silvio Berlusconi. Questa politica può essere messa in atto solo con la creazione di un terzo polo. Prima del voto questi partiti cercheranno di mettere a rischio l’attuale assetto politico. Questo è il rischio che io vedo da mesi. Il bopolarismo italiano deve essere salvaguardato. Il vero pericolo è che si torni al mercanteggiamento dei partiti”.
Secondo lei cosa dovrebbe fare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?
“Dovrebbe scavalcare questi atteggiamenti. Berlusconi ha una grande capacità di innovazione nel paese ed è molto più credibile di Casini e di Fini che sono due arnesi della Vecchissima politica. Non per nulla sono in Parlamento da 30 anni”.

Assassinio di Sarah, la testimonianza di Ivano Russo

L'interrogatorio di Ivano Russo del 20 ottobre 2010.
Può riferire i rapporti fra lei e Sabrina Misseri?
«Tra me e Sabrina c'è sempre solo stato una sincera amicizia, solo una sera però, alcuni giorni prima di Ferragosto, io e Sabrina ci trovavamo in compagnia di amici quando a un certo punto io e lei ci siamo diretti con la mia macchina in un luogo appartato. Sabrina ha cominciato a spogliarsi ma io non convinto della cosa le ho chiesto di vestirsi, anche in virtù del fatto che tenevo molto alla nostra amicizia. Sabrina, sia pure a malincuore, concordò con me e si rivestì».
Come sono venuti a sapere gli amici di questa questione?
«Una sera d'agosto di quest'anno ci trovavamo a Torre Colimena, io, Claudio Scazzi, Sarah ed altri amici. Sabrina non era presente. Nel corso della conversazione Claudio fece cadere il discorso sul rapporto fra me e Sabrina e mi fece intendere di essere a conoscenza di quanto fosse successo quella sera in cui mi ero appartato con Sabrina. Ricordo che Claudio mi disse che non si spiegava come mai Sabrina avesse perso la testa per me. (...) Dopo una serie di messaggi con la stessa Sabrina decisi di incontrarla la sera dal 21 agosto 2010 davanti alla birreria 102. Ricordo che eravamo in compagnia di altri amici. Chiamai Sabrina e con la stessa e Sarah ci allontanammo sedendoci sui gradini della macelleria che sta di fronte. Raccontai a Sabrina di quanto mi aveva riferito Claudio e, dopo averle detto di essere molto infastidito, le chiesi se fosse stata lei a riferire l'episodio. Sabrina mi disse che non era stata lei e si dimostrò anche lei infastidita. (...) Io ne approfittai per ribadire che non intendevo instaurare un rapporto che non fosse di sola amicizia e ne approfittai per chiederle scusa qualora il mio comportamento avesse ingenerato in lei aspettative. (...) Nei giorni successivi con Sabrina non mi sono più incontrato. Ho solo ricevuto degli sms con i quali la stessa mi diceva che aveva intenzione di parlarmi».
Può riferire dei rapporti fra lei e Sarah Scazzi?
«La vedevo come la piccola del gruppo, quasi una persona da proteggere. Spesso mi abbracciava ma io l'ho sempre vista come una bambina»
C'è stato qualche episodio con Sarah protagonista che può aver incrementato la gelosia di Sabrina nei suoi confronti?
«Possono essere stati molti gli episodi legati comunque all'affetto che Sarah mostrava nei miei confronti. Una volta Sarah, guardandomi, mi ha detto "ti voglio bene". Ed io le risposi di volergliene anche io».
Sabrina le ha mai contestato con gelosia questi episodi?
«No».
Ha mai accompagnato Sarah a casa da sola?
«No».
C'era gelosia fra Sarah e Sabrina per te?
«No».
Ne è sicuro?
«Al cento per cento».
Dopo l'arresto del padre ha avuto occasione di recarsi a casa di Sabrina? E qual era l'argomento dei vostri discorsi?
«Più volte ci sono andato rimanendo anche fino a tarda notte perché non avevo impegni lavorativi e potevo permettermi di fare tardi. Nel corso delle nostre conversazione Sabrina diceva spesso che la versione di suo padre circa le molestie perpetrate prima dell'omicidio e la violenza sessuale sul cadavere di Sarah non era vera e diceva che "sta esagerando la versione per renderla più credibile"».

Porta a Porta del cattivo gusto: vota il look peggiore

La puntata di "Porta a porta" di ieri ci ha fatto rivivere l'orrore del dramma di Avetrana. Ma la puntata ha avuto un altro risvolto, molto meno drammatico, che ha riguardato il look degli ospiti. Voglio sottoporre al vostro giudizio tre tra i peggiori look messi in mostra nella puntata di ieri:
1) La giacca dell'avvocato Galoppa;
2) Il completo da partita da Golf dello psichiatra Crepet;
3) La pettinatura del giudice Matone.
Votate. Al vincitore verrà regalato un fine settimana con il prof. Crepet.