martedì 16 novembre 2010

Appello alla responsabilità dei parlamentari

Intervista a Simone Baldelli
Voce Repubblicana del 16 novembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Il governo Berlusconi va avanti e fa appello alla responsabilità di chi è stato eletto con il Pdl. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Simone Baldelli del Pdl.
Onorevole Baldelli, cosa pensa della situazione politica dopo l’annuncio di una mozione di sfiducia al Governo Berlusconi da parte dei terzopolisti?
“Berlusconi ha detto chiaramente che si va avanti. Il Presidente del Consiglio si recherà alle Camere. Al Senato non mancherà la fiducia. Neanche alla Camera mancherà. Il premier farà appello alla responsabilità politica di quanti, eletti nelle file del Pdl, con un simbolo che conteneva il nome di Silvio Berlusconi, hanno a cuore la stabilità del paese e il mandato che hanno ricevuto dagli elettori. Altrimenti la strada maestra è quella delle urne. Come Berlusconi ha prefigurato nella giornata di oggi (Domenica, ndi), esiste anche l’ipotesi di scioglimento di una delle due Camere”.
Cosa pensa dell’appello fatto dagli ex parlamentari di An ai deputati e senatori di Futuro e libertà?
“Chi è stato eletto nel Pdl deve riflettere liberamente se l’atteggiamento contro il Governo Berlusconi non sia un tradimento del mandato che ha ricevuto dagli elettori. Fino ad oggi è stato possibile mantenere un rapporto di vicinanza e di dialogo con il FLI, visto che questa formazione politica è rimasta al fianco di Berlusconi dopo la votazione dei cosiddetti Cinque punti lo scorso 29 settembre. Oggi è necessario prendere una posizione più chiara nei confronti del Governo Berlusconi”.
Il triumvirato Fini, Casini e Rutelli ha delle prospettive politiche concrete?
“Queste tre figure stanno lavorando ad un progetto comune, che però non ha avuto alcuna legittimazione popolare. Berlusconi ha vinto le elezioni politiche del 2008, hanno vinto le europee e hanno vinto sei mesi fa le elezioni regionali. E’ difficile spiegare che questa maggioranza deve andare a casa solo perché una parte della maggioranza ha deciso di sfilarsi dal progetto di governo. Gli elettori italiani hanno capito cosa sta succedendo”.
Chi è il leader del Terzo Polo tra Fini, Berlusconi e Rutelli?
“E’ una questione che non mi interessa. Non è il mio problema stabilire chi, tra questi tre, è il leader del Terzo Polo. Oggi non dobbiamo cercare scuse per tirare a campare con un governo tecnico. La riforma della legge elettorale è solo un pretesto per scongiurare le elezioni. Quando cade un governo, la cosa più naturale da fare è andare alle urne. Ma il Terzo Polo non vuole questo. La posizione terzopolista di Casini non ha consentito a questo polo di avere i consensi necessari per governare. Ecco perché oggi non vi sono ragioni per far cadere questo governo e per fare posto ad un governo che non ha consensi elettorali. Ecco perché il dibattito parlamentare è necessario”.

I sondaggi ISPO sulla situazione politica e le intenzioni di voto






Ho trovato il sondaggio ISPO fatto da Mannhaimer per "Porta a Porta", sulla situazione politica, molto contraddittorio. Mentre sulle cose da fare l'elettorato ha appoggiato in massa Berlusconi (vedi i primi due sondaggi), lo stesso elettorato ha deciso di premiare Futuro e libertà assegnandogli un bel 8,1 per cento. L'esito non è coerente con lo sbocco politico che vorrebbero i cittadini per il paese.

Fini "viene via con" Bersani e Fazio

L'aspetto penoso di "Vieni via con me" di ieri è stata l'apparizione di Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera ha spiegato quali sono i valori della Destra italiana. Quando ho visto Fini fare quell'uscita ho pensato a Francesco Storace, che certo si deve essere incazzato una cifra nel vedere il Presidente della Camera, spiegare ai telespettatori italiani, cosa significa essere di Destra. Però, nell'intervento di Fini c'era qualcosa che non andava. Se dovessero chiedere a me, come Repubblicano, quali sono i valori della mia parte politica, andrei in televisione e li esporrei a voce senza prepararmi con un foglietto. Il fatto stesso che abbia dovuto scriversi la carta dei valori della Destra significa che quella carta aveva qualcosa di tattico. Ma, al contrario di quello che pensano Fazio e Fini, i telespettatori italiani non sono dei rincoglioniti.

Porta a Porta: Ronchi tiene alla distanza Latorre

La puntata di "Porta a Porta" di ieri sera è stata divertente perchè ha mostrato Andrea Ronchi come nuovo padreterno della formazione politica Futuro e Libertà. L'elemento divertente della trasmissione di Vespa è stata la distanza tra Latorre e Ronchi. Qualche mese fa, il Democratico Nicola Latorre fu beccato mentre passava un bigliettino ad Italo Bocchino nel corso di un dibattito su LA7. In quel gesto molti videro una deriva inciucista tra alcuni settori del Pdl e il Pd. Per evitare altri incidenti, i due hanno deciso di non passarsi in pubblico il bigliettino dove Latorre aveva scritto la sceneggiatura di quello che Ronchi doveva dire. Anzi, si sono tenuti a debita distanza. Come uomo di interposizione, i due hanno scelto Antonio Di Pietro che, in caso di passaggio di bigliettini, li avrebbe immediatamente arrestati in qualità di PM della trasmissione. Infatti, Latorre ha dato il bigliettino a Ronchi prima della puntata.