lunedì 22 novembre 2010

PINO DANIELE: Se Saviano fosse stato pericoloso lo avrebbero già ucciso

L'uomo del giorno del mio blog è Pino Daniele. Ecco cosa ha detto oggi
"Hanno ammazzato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino perche' erano vicini alla verita'. Voi pensate che se Saviano era pericoloso non l'avrebbero gia' fatto fuori? Chi risponde a questa domanda?". Lo ha detto, e chiesto, Pino Daniele durante la conferenza stampa di presentazione del suo ultimo album, 'Boogie Boogie Man' (Sony Music), in uscita domani nei negozi tradizionali e digitali. L'artista napoletano ha aggiunto "evidentemente non e' pericoloso come loro", riferendosi ancora a Saviano, per un verso, e a Falcone e Borsellino per l'altro verso. Naturalmente non potevo ignorare questa dichiarazione, che ci rende tutti più vicini a questo grande maestro della musica italiana. Proprio per rendere omaggio a questo maestro voglio farvi ascoltare "Io per lei".


Berlusconi ha dato del rincoglionito a Sarkozy


Berlusconi dimostra sempre di più di essere un uomo politico avveduto. Se non altro perchè ha capito che anche il Gianfranco Fini parigino, Nicolas Sarkozy, ha un sacco di problemi. Guardate cosa che pezzo ha fatto Sarko al premier rumeno Basescu e come Berlusconi ha consolato l'uomo politico romeno. Del resto cosa potete aspettarvi da uno che sposa Carla Bruni.......

Salviamo Luca Giurato da Gianfranco Fini

Se i finiani e Futuro e libertà andranno al potere, per Luca Giurato sarà la fine. Ne abbiamo le prove. Possiamo documentarlo attraverso questo atto di sindacato molto ispettivo (Interrogazione a risposta scritta presentata il 19 marzo del 1990 "Sul comportamento e la scarsa professionalita' del direttore del GR1 Luca Giurato" atto numero 4/18797) fatto dall'onorevole Gianfranco Fini 25 settembre del 1990. Un atto di vera e propria aggressione contro uno dei più intelligenti giornalisti italiani, che ha l'unico difetto di essere sempre stato fedele a se stesso. Ecco l'attacco di Fini contro Giurato e la risposta del ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni Oscar Mammì. Allora Fini mise sotto processo Giurato per il viaggio di lavoro che fece negli Stati Uniti.

La politica europea della Francia e la questione ROM

Il 29 settembre 2010, la Commissione Affari esteri dell’Assemblea Nazionale ha proceduto all’audizione del Segretario di Stato incaricato degli Affari europei, Pierre Lellouche, sui temi dell’attualità europea
(http://www.assemblee-nationale.fr/13/cr-cafe/09-10/c0910093.asp#P8_223).
Il Segretario di Stato ha innanzitutto augurato al Belgio di trovare al più presto un accordo per formare un Governo e poter così esercitare più efficacemente il suo attuale ruolo di Presidente di turno del Consiglio dell’UE, e, a seguire, ha affrontato i temi del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e della situazione dei Rom europei.
Per quanto riguarda il Servizio diplomatico europeo, dopo aver sottolineato che si tratta di un Servizio nuovo necessario a rafforzare la coerenza dell’insieme delle politiche esterne dell’Unione, in particolare, in materia di economia, energia, politica monetaria e aiuto allo sviluppo, ha assicurato l’impegno di continua vigilanza della Francia sul percorso di attuazione del nuovo strumento diplomatico. Il governo francese è attualmente concentrato sulle iniziative volte ad assicurare un’adeguata rappresentanza francese. Al momento sono in corso le designazioni dei capi di delegazione UE e 12 delegazioni dell’UE saranno dirette da francesi, in servizio alla Commissione europea, a partire dal prossimo autunno; ad esse seguiranno le nomine dei diplomatici nazionali.
Per quanto riguarda i Rom europei, il Segretario di Stato ha riferito della probabilità che la prossima Presidenza del Consiglio, la presidenza ungherese, inserisca la questione “Rom” tra le sue priorità. Dal 1° gennaio 2007, con l’entrata della Romania e della Bulgaria nell’UE, l’Unione ha scoperto l’esistenza di 10-12 milioni di persone di etnia rom, provenienti da diversi Stati, che hanno in comune il fatto di vivere in condizioni, definite da Lellouche “spaventose”, di discriminazione e di sottosviluppo, senza accesso a scuole, a cure mediche o ad alloggi. Di questi 10-12 milioni, circa 9 milioni sono cittadini dell’UE (secondo dati della Commissione europea, ancorché non completi per mancanza di censimenti ufficiali). Di fronte ad un dramma umano di tali proporzioni, ha dichiarato Lellouche, il Governo francese è favorevole, piuttosto che restare sul terreno di un dibattito giuridico-ideologico sulla libera circolazione in Europa, ad una soluzione a lungo termine che affronti il problema di base nei Paesi d’origine, attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’UE per aiutare questi Paesi ad integrare i Rom che, in alcuni casi, come in Romania, rappresentano il 10% della popolazione. A tale proposito il Segretario di Stato francese ha rammentato che sono stati organizzati due summit europei sui Rom: il primo sotto la Presidenza francese, il secondo a Cordova ad aprile 2010, nel corso del quale egli è stato tra i pochi rappresentanti di Governi europei presenti. Lellouche ha poi espresso soddisfazione per il non avvio di alcuna procedura d’infrazione della Commissione UE nei confronti della Francia per la politica, decisa negli ultimi mesi, di evacuare diversi campi non autorizzati abitati da immigrati Rom europei e di allontanare dal Paese un numero consistente di Rom (politica ritenuta da alcuni una violazione ai principi della libera circolazione). Anche per quanto riguarda il recepimento della direttiva 2004/38/CE sul diritto dei cittadini europei di circolare e soggiornare liberamente nell’Unione, il Segretario di Stato ha menzionato il dialogo giuridico aperto dalla Commissione europea e ancora in corso con diversi Stati membri, compresa la Francia. Inoltre, dopo essersi rallegrato per l’intenzione manifestata dalla Commissione europea di dare nuovo slancio alle politiche di integrazione dei Rom e di utilizzare a tal fine l’insieme degli strumenti dell’Unione, M. Lellouche ha annunciato che il governo francese presenterà un contributo alla definizione di una strategia europea in favore dell’inserimento dei Rom nei loro Paesi d’origine, sulla scia dell’accordo concluso tra il Presidente francese Sarkozy e il Presidente rumeno Basescu all’inizio di settembre 2010.

La Corte di Assise di Brescia assolve tutti dalla Strage del '74





Come ricorderete, la scorsa settimana vi ho parlato della latitanza di Chiara Moroni nel corso di questo dibattito dopo la non sentenza della Corte d'Assise sulla Strage di Brescia del 1974. Ecco come si sono espressi i parlamentari in aula nel corso di questi toccanti interventi. In ognuno di questi interventi ho riconosciuto tanta passione civile e voglia di trovare giustizia per le persone che hanno subito il dolore di quella assurda strage. Buona visione.

Il Senato apprende della liberazione di Aung San Suu Kyi


Credo di fare cosa gradita agli amici del mio blog mettere cosa hanno detto i nostri senatori quando si è appresa in Italia la notizia della liberazione della leader dei dirivvi civili della Birmania Aung San Suu Kyi. Qui sotto potete leggere un breve sunto su quello che hanno detto i parlamentari in aula. Buona visione.
SOLIANI (PD). A nome dell'Associazione interparlamentare amici della Birmania, saluta con gioia la liberazione, avvenuta sabato scorso, di Aung San Suu Kyi, un simbolo per il suo Paese e una grande speranza per la democrazia e la libertà. (Applausi).
COMPAGNA (PdL). Si associa alla soddisfazione espressa dalla senatrice Soliani e rivolge un pensiero ai prigionieri politici del regime birmano. (Applausi).
BODEGA (LNP). Anche la Lega Nord condivide la soddisfazione per la liberazione di Aug San SUU Kyi. Si augura che la Birmania compia progressi sul terreno del rispetto dei diritti umani. (Applausi).
PEDICA (IdV). L'Italia dei Valori gioisce per la liberazione del premio Nobel birmano Aung San Suu Kyi, auspicando che il Governo di Rangoon garantisca una maggiore libertà di informazione. (Applausi dal Gruppo IdV e della senatrice Soliani. Commenti del senatore Gramazio).
GUSTAVINO (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Saluta con gioia la liberazione di una donna che difende coraggiosamente gli ideali di libertà. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE e del senatore Astore)
PRESIDENTE. La Presidenza si associa ai sentimenti espressi dai senatori intervenuti.