giovedì 25 novembre 2010

Luca Cordero di Montezemolo e "L'ultima Ferrari".

"Che cosa diventa una gara automobilistica quando i piloti sono
manichini comandati a distanza?"
Vi segnalo questo articolo che apparirà su "Libero" di domani. In attesa del giorno della discesa in campo di LUCA-LUCA, vi consiglio di leggere “L’ultima Ferrari”, il romanzo di Gary Wright pubblicato in Italia nel 1965 nella famosa serie “Urania” della Mondadori. Vi propongo questa lettura all'indomani di una grave sconfitta della Ferrari e sapendo che LUCA-LUCA pensa a scendere in campo in politica. Questa discesa in campo potrebbe essere il pretesto di un romanzo di fantascienza simile a quello di Wright. Una volta abbandonata la Ferrari, la guida delle auto di Maranello, private dalla guida di Montezemolo, potrebbe essere affidata a dei robot e andare in rovina per mancanza di un imprenditore capace di renderla competitiva. Il finale sarà impietoso, Montezemolo perderà le elezioni e cercherà di riprendersi l'azienda. Ma i robot che si sono impossessati della Ferrari non gli permetteranno di ritornare alla guida dell'azienda di Maranello.

Nel romanzo di Wright, il futuro delle corse automobilistiche immaginato dall’autore, i piloti venivano sostituiti da manichini telecomandati. A questo si era ribellato Enzo Ferrari, il quale ” aveva ritirato tutte le sue macchine che era riuscito a trovare e aveva trasformato fabbrica e vetture in una gran nuvola di fumo che si era alzata alta sopra il cielo di Modena. Nessuna delle mie macchine subirà questa vergogna”. Il protagonista Ross Elliot, pilota ex campione del mondo, sostituitosi di nascosto al manichino, troverà infine la morte correndo al volante dell’ultima Ferrari rimasta..Anche se “l’orda elettronica” che ha travolto il mondo automobilistico potrebbe suggerire ironici accostamenti tra i piloti di oggi e i manichini telecomandati profetizzati da Wright. Ecco perchè ci auguriamo che il sor tentenna non scenda in campo anche per risparmiare alla Ferrari il rischio di affidarsi a degli automi al posto dei piloti.

I nostri deputati in missione in Colombia

I nostri parlamentari hanno svolto un'importante missione in Colombia (22-24 novembre). Questo era il programa della loro missione. Nelle prossime settimane mi occuperò di questa visita e sul perchè i rapporti tra l'Italia e il Sudamerica sono passati in secondo piano nella politica estera italiana. Eppure il nostro paese avrebbe tutto l'interesse di migliorare i suoi rapporti con la Colombia. Sarà sempre meglio che lasciare il campo aperto all'Iran. Delegazione: On. Stefano Stefani,
On. Franco Narducci
On. Osvaldo Napoli
Dott. Mario Di Napoli
Lunedí 22 novembre
- ore 16.00: Arrivo delegazione all’aeroporto di Bogotá “El Dorado”con volo
Air France 422
- ore 17.30: Arrivo Hotel Casa Medina
- ore 20.00: pranzo presso il Ristorante “La Fragata”
Martedì 23 novembre
- ore 10.00-10.30: Incontro con la Ministra degli Esteri Maria Angela Holguín
- ore 10.40-12.00: Visita al Museo dell’Oro
- ore 13.00:Colazione al Centro Italiano con rappresentanti collettività italiana
- ore 15.00-15.30: Incontro con il Presidente del Congresso colombiano Sen. Armando Benedetti
- ore 16.00: Incontro alla Camera di Commercio italiana per la Colombia con imprenditori italiani
- ore 20.00: Pranzo presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia con i Presidenti delle due Camere
Mercoledí 24 novembre
- ore 10.30-11.15: Incontro con il Presidente della Camera dei Rappresentanti colombiana Carlos Alberto Zuluaga e con il Presidente Vanegas e altri membri della Commissione Seconda della Camera
- ore 11.30-12.40: Breve passeggiata per il centro storico / in alternativa visita alla gioielleria “Minas de Colombia”
- ore 13.00: Colazione al ristorante Mirador Bóveda- Hotel de La Opera
- ore 14.30-15.00: Incontro con il Vice Presidente della Repubblica Angelino Garzón
- ore 18.40: partenza per Parigi con volo Air France 423



Il nuovo Presidente e le prospettive del Paese
Lo scorso 20 giugno 2010 Juan Manuel Santos, appoggiato dal Presidente uscente Alvaro Uribe, e’ stato eletto nuovo Presidente della Repubblica colombiana. Se da un canto J. M. Santos deve indiscutibilmente il successo ottenuto alle elezioni presidenziali (69% dei consensi al ballottaggio del passato 20 giugno, con oltre 9 milioni di voti a suo favore) alla continuità con la politica dell’ex-Presidente conservatore Alvaro Uribe, che ha guidato il Paese negli ultimi otto anni, è d’altra parte chiara, dopo i suoi primi mesi di governo, la volontà di distinguersi dal predecessore.
Santos è esponente di una delle famiglie più influenti del Paese, fra l’altro comproprietaria del maggiore quotidiano nazionale El Tiempo. Egli ha consolidato le sue fortune politiche attraverso una gestione brillante, sebbene a volte poco prudente, del Dicastero della Difesa (2006-2009), culminata con il noto attacco all’accampamento FARC in territorio ecuadoriano (1 marzo 2008), che costò la vita al capo guerrigliero Raul Reyes, e con la liberazione di Ingrid Betancourt, nel corso dell’operazione “Jaque” (luglio dello stesso anno).
Il suo programma politico, a pochi mesi dall’insediamento, il passato 7 di agosto, appare tuttora in via di definizione. Pur senza rinunciare all’eredità di Uribe (sintetizzabile nella cosiddetta politica di “sicurezza democratica”), Santos ha annunciato una nuova strategia, denominata “prosperità democratica” e incentrata sullo sviluppo economico e la lotta alla povertà. Appare al riguardo probabile che, incassato il netto miglioramento delle condizioni di sicurezza frutto degli otto anni di duro contrasto alla guerriglia del Presidente Uribe, egli voglia ora impegnarsi con piú determinazione sul fronte dello sviluppo socio-economico, di cui il Paese ha ancora estremo bisogno (circa il 46% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà). Per realizzare tale ambizioso obiettivo egli non ha esitato a dar vita ad un’ampia coalizione di governo, cooptando anche quelle forze (Partito Liberale e “Cambio Radical”) all’opposizione o in dissenso con il precedente Governo Uribe.
In questo primo periodo il Presidente Santos ha inoltre dovuto affrontare il problema del conflitto fra il precedente Governo e la Corte Suprema, riconducibile ai processi avviati da quest’ultima a partire dal 2007 nei confronti di parlamentari ed esponenti politici uribisti per connessioni con il paramilitarismo (“parapolitica”).
Inoltre, la stessa Corte Suprema rifiuta da oltre un anno di scegliere uno dei candidati indicati da Uribe per ricoprire il ruolo di Fiscal General (massimo organo inquirente del sistema giudiziario colombiano), mentre la magistratura ordinaria aveva avviato indagini contro i figli dell’ex Presidente per fatti di corruzione.
J. M. Santos nel discorso pronunciato poche ore dopo la vittoria delle presidenziali ha immediatamente dichiarato di volersi incontrare con i vertici della magistratura (Corte Costituzionale e Corte Suprema), avviando così un processo di normalizzazione, che certo gli consentirà, all’inizio del suo governo, di dispiegare la sua azione politica con piu’ efficacia e minori condizionamenti.
Da segnalare al riguardo la decisione, assunta questo mese, di nominare una nuova terna di candidati per la nomina del Fiscal General, nell’intento di superare l’impasse che non consente, come si è detto, da oltre un anno il regolare funzionamento di uno dei massimi organi del sistema giudiziario colombiano.
Conflitto interno
Il Presidente J. M. Santos, nel suo discorso di insediamento (7 agosto 2010) ha manifestato nei confronti della guerriglia colombiana (FARC- ELN) un atteggiamento duro – come prevedibile e scontato – ma anche alcune aperture, condizionate all’abbandono da parte della guerriglia della violenza come strumento di lotta politica. Egli ha ricordato come oggi la principale esigenza del Paese sia la pace e la riconciliazione. Molti commentatori hanno letto in queste parole una qualche apertura al dialogo, sempre sostanzialmente escluso invece dall’ex-Presidente Uribe.
Pochi giorni dopo, il 12 agosto 2010, è esplosa nel centro di Bogotà un’autobomba che, dato il suo potenziale, solo per circostanze fortuite e per l’ora dell’attentato (5.30 am) non ha provocato vittime. Sebbene l’azione non sia stata rivendicata, la pista delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) e’ subito apparsa come la piú probabile. Le immediate dichiarazioni di condanna e la successiva operazione militare su ampia scala che ha portato all’uccisione del capo militare delle FARC “Mono Jojoy” (22 settembre u.s.), indicano con ogni probabilità un irrigidimento del Governo rispetto alle iniziali dichiarazioni di prudente apertura.
La guerriglia, d’altra parte, continua a versare in uno stato di relativa disorganizzazione e debolezza, a seguito dei duri colpi ricevuti nel 2008 e 2009, fra cui l’uccisione di Raul Reyes (1 marzo 2008), le spettacolari liberazioni di Ingrid Betancourt (luglio 2009) e di alcuni ufficiali e soldati tenuti da anni prigionieri nella selva (operazione Camaleonte- giugno 2010) e, da ultimo, la già menzionata uccisione del “Mono Jojoy” .
L’attuale leader dell’organizzazione, “Alfonso Cano”, ha recentemente dichiarato, con un messaggio ai Presidenti degli Stati membri dell’UNASUR, di voler stabilire una linea di dialogo con il Governo. Va altresi’ ricordato che nell’ultimo periodo alcuni ostaggi sono stati liberati unilateralmente dalla guerriglia, fra cui il militare Pablo Emilio Moncayo, prigioniero da oltre 12 anni.
D’altra parte, questi gesti non si sono accompagnati finora all’abbandono della lotta armata, che continua a mietere vittime, soprattutto fra i rappresentanti delle forze dell’ordine, senza escludere tuttavia azioni contro obiettivi civili, come dimostra l’attentato del 12 agosto.
Meno incisiva, ma ancora presente nel Paese la formazione terrorista ELN (Ejército de Liberación Nacional).
I gruppi paramilitari, nati per contrastare il fenomeno della guerriglia e riunitisi in un'unica organizzazione nell'aprile del 1997 (Autodefensas Unidas de Colombia), si sono gradualmentesmobilitati a partire dal 2002 grazie ad accordi con il Governo (dal 2005 attraverso la “Legge di Giustizia e Pace”).
Da ultimo vanno affermandosi sul territorio nuove bande criminali (“BACRIM”), riconducibili al fenomeno del paramilitarismo che operano tuttavia con modalità e schemi di tipo mafioso, privi di reali riferimenti ideologici.
Narcotraffico
Tanto la guerriglia (FARC/ELN) che le neo-formazioni paramilitari si autofinanziano sostanzialmente con il narcotraffico, che resta fra i maggiori problemi del Paese.
Il rapporto di quest’anno di UNODC, recentemente pubblicato, e relativo al 2009, indica peraltro che la Colombia non e’ piu’ il maggior produttore di cocaina al mondo (con 410 tonnellate, 9% in meno rispetto all’anno precedente), amaro primato rilevato ora dal Perù. Tale risultato può imputarsi anche alle politiche di contrasto (fumigazione, eradicazione) attuate dal Governo, con il notevole contributo degli Stati Uniti attraverso il Plan Colombia.
Diritti umani
La Colombia è ancora segnata da profondissimi squilibri sociali e da perduranti violazioni dei diritti umani. I casi più gravi si sono manifestati nel 2008 e sono consistiti nell’assassinio di civili (c.d. esecuzioni extragiudiziali) fatti poi passare per guerriglieri caduti in combattimento da parte delle Forze Armate (falsos positivos). Nel 2009 e quest’anno si sono inoltre manifestati preoccupanti casi di minori abusati ed uccisi, secondo le indagini in corso, da membri della polizia e dell’esercito.
Nel Paese sono infine presenti oltre 3 milioni di desplazados, ovvero cittadini costretti ad abbandonare le loro terre per violenze riconducibili ai già citati fenomeni della guerriglia, del paramilitarismo e del narcotraffico.
Gli Stati dell’UE, e fra questi l’Italia, hanno promosso dal 2009 un meccanismo di controllo e verifica con il Governo colombiano denominati “Dialogo UE-Colombia sui Diritti Umani”.
Altro tavolo di dialogo sui Diritti Umani è incluso nei lavori del G24 (gruppo di coordinamento della Comunità Internazionale) ed ha come interlocutori di alto livello esponenti di Governo, delle istituzioni e della società civile.

Principali progetti di legge annunciati dal Governo
Ley de Victimas – Ley de Restitución de Tierras
Le due leggi, presentate in un primo momento separatamente, sono state successivamente unificate. Di fatto, uno dei temi che tratta la “Ley de Victimas” è la restituzione delle terre a carico dello Stato. Il progetto di legge nel suo complesso ha l’obiettivo di dare giustizia alle migliaia di vittime del conflitto armato. La legge introduce meccanismi straordinari rispetto alla giustizia ordinaria al fine di garantire la compensazione economica e morale alle vittime. Si auspica la sua approvazione in tempi brevi (entro gennaio 2011), mentre il processo di riparazione nel suo insieme potrebbe avere una durata di quindici anni. Il testo contempla la restituzione di almeno due milioni di ettari di terra sottratti a oltre 3 milioni di colombiani, che sono attualmente rifugiati interni, e indennizzi nei confronti delle vittime di violenza riferibile al conflitto armato. Ulteriori garanzie e misure di protezione sono previste per gruppi particolarmente esposti alla violazione dei diritti umani (donne, bambini, gruppi etnici, leader sociali, difensori di diritti umani, rifugiati interni, ecc.). Verrebbero inoltre incluse misure di aiuto umanitario per i casi di maggiore urgenza, nonché politiche di appoggio e copertura per educazione, salute e diritto alla casa, in linea con quanto previsto dal diritto internazionale umanitario. Secondo le attuali previsioni il massimo della compensazione economica per ogni vittima sarebbe 20,6 milioni di pesos (circa € 8.000). Rimangono tuttavia dubbi e polemiche rispetto alla sostenibilità fiscale nonché sulla retroattività della legge.

Ley General de Tierras
Progetto di legge, annunciato dal Presidente Santos all’inizio del mese di Ottobre 2010 nel corso della cerimonia ufficiale convocata per la presentazione della “Ley de Restitución de Tierras”. La “Ley General de Tierras” prevede una riforma agraria e si differenzia dal progetto di restituzione delle terre che fino ad allora era un provvedimento separato dalla “Ley de Víctimas”. La riforma si prefigge di potenziare la produzione agricola colombiana al fine di renderla competitiva sui mercati internazionali. In Colombia, infatti, grandi estensioni terriere non sono state finora utilizzate in maniera ottimale sia a causa del conflitto armato sia perché concentrate in grandi proprietà scarsamente produttive. L’agricoltura, assieme ad innovazione, infrastruttura, estrazione ed edilizia civile, costituisce una delle cosiddette “locomotive dello sviluppo”, attraverso le quali il Governo confida in una sensibile crescita economica nazionale ad un tasso annuale intorno al 6% del PIL nei prossimi anni.

Proyecto de Ley sobre Regalías
Il progetto di legge è in discussione al Congresso dal mese di settembre e prevede la redistribuzione delle “royalties” derivate dall’estrazione e produzione di idrocarburi e minerali che sono attualmente destinate alle sole regioni produttrici. É prevista pertanto la centralizzazione di queste risorse da parte dello Stato che a sua volta ne utilizzerebbe una parte per la redistribuzione equa alla regioni (Fondo di Competitività Regionale), un’altra per un Fondo di Stabilizzazione e Risparmio volto a garantire stabilità all’economia anche nei momenti di crisi ed un’ultima parte per lo sviluppo del Paese in settori quali scienza, tecnologia ed innovazione. Le ragioni della riforma sono da ricondurre ad un rilevante aumento della produzione di idrocarburi e minerali, soprattutto per quanto riguarda il petrolio, con una produzione che nelle previsioni del Governo potrebbe superare 1 milione b/g entro il 2013 rispetto agli attuali 750 mila b/g. Il testo di legge contempla il sostegno finanziario alle regioni più povere ed aspira al corretto utilizzo delle risorse derivate dall’estrazione ai fini del reale sviluppo del Paese. L’iter legislativo avanza ma con difficoltà per via dell’opposizione di alcuni deputati regionali (l’elezione della Camera dei deputati è su base regionale).

Proyecto de Ley de Formalización y Primer Empleo
Il testo di legge mira a combattere la disoccupazione, che attualmente supera l’11%, e il lavoro informale ampiamente diffuso nel Paese. Specificamente, il Ministro dell’Economia, Juan Carlos Echeverry, prevede la creazione di 2,5 milioni di posti di lavoro e la formalizzazione di altri 500 mila entro il 2014, anno in cui si concluderà il mandato dell’attuale Governo. In tal modo si spera anche di poter contribuire alla riduzione della povertà, obiettivo che rientra fra le priorità dell’Esecutivo in ragione del fatto che quasi il 50% della popolazione è considerata povera. Il progetto è inoltre parte integrante della campagna di “prosperità democratica” lanciata dal Governo Santos e che rinnova la politica di “sicurezza democratica” del precedente Governo.

Proyecto de Ley contra la corrupción
Il progetto di legge, promosso dal Ministro dell’Interno e della Giustizia Germán Vargas Lleras, prevede la formulazione di uno Statuto contro la corruzione che rappresenta uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo del Paese. Il testo introdurrebbe un forte inasprimento delle pene per i casi di corruzione. Tuttavia, nonostante i recenti scandali venuti alla luce nella capitale per gli appalti di opere pubbliche nonché la pressione del Ministro affinché il testo venga discusso in sede parlamentare, il Congresso non ha ancora avviato l’iter legislativo.

Proyecto de Ley de Reforma Politica
Il progetto di legge, presentato dal Ministro dell’ Interno, dovrebbe essere approvato a breve, nonostante le difficoltà per raggiungere il quorum necessario. Fondamentalmente la legge istituisce meccanismi affinché vi sia maggiore trasparenza sia per l’organizzazione e il finanziamento dei partiti, sia per le campagne elettorali e le elezioni stesse. Se approvata entro i termini previsti, la legge sarebbe applicata a partire dalle elezioni regionali del prossimo anno. Già bocciato invece il provvedimento, incluso nel progetto, che prevedeva la possibilità della rielezione consecutiva di sindaci e governatori.

Proyecto de Ley de Reforma de la Salud
Il progetto di legge, presentato al Parlamento lo scorso 29 ottobre, si fissa l’obiettivo di migliorare la gestione economica nel settore della salute e, soprattutto, di rendere più chiaro ed efficiente l’intero sistema.

Proyecto de Ley de Reforma de Justicia
Progetto di riforma della giustizia annunciato dal Governo in concertazione con la Corte Suprema. Ad oggi è stato creato un comitato interistituzionale per valutare la riforma ma è stato ritenuto che essa non rientra tra la priorità governative per quest’anno al punto che non si prevede la sua presentazione al Congresso prima del mese di marzo 2011. La Corte Suprema, pur concordando sulla non priorità della riforma, ha però richiesto fin da subito un aumento delle risorse al fine di decongestionare i processi in atto e si è mostrata perplessa rispetto alla possibile chiusura del “Consejo Superior de la Judicatura” che il Governo vorrebbe inlcudere nel testo di legge.

Proyecto de Ley de Seguridad Ciudadana
Presentato al Congresso il 5 ottobre, il progetto di legge di “sicurezza cittadina”, promosso dal Ministro dell’Interno e della Giustizia e dal Ministro della Difesa, ha l’obiettivo di rafforzare le misure di sicurezza nei centri urbani del Paese, con l’obiettivo di diminuire i diffusi fenomeni di criminalità e violenza.

Incontri istituzionali
L’ex Presidente Uribe è stato a Roma nell’aprile 2009, incontrando in quell’occasione il Signor Presidente del Consiglio. Il Presidente Berlusconi ha nuovamente e da ultimo incontrato Uribe a Panama nel giugno del 2010.
L’on. Ministro ha avuto un colloquio bilaterale con il suo omologo colombiano Jaime Bermudez a margine del Vertice UE-LAC di Madrid, il passato maggio.
Il Sottosegretario Scotti ha avuto occasione di incontrare il Vice Ministro degli Esteri colombiano, Adriana Mejia, con delega per le questioni multilaterali, a New York, il 22 settembre 2009, in un colloquio a margine del Vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. In tale occasione e’ stata confermata l’eccellente collaborazione fra i due Paesi per la riforma del CdS, in seno al movimento UfC. Il Sottosegretario Scotti si e’ recato in Colombia l’ 8 settembre 2010 per realizzare il terzo incontro del Meccanismo di Consultazioni Bilaterali Italia-Colombia.
La missione in Colombia del Sindaco di Milano, Letizia Moratti, nel marzo del 2009, quella del Sottosegretario alla Difesa On. Guido Crosetto, nel settembre 2009, e la partecipazione alla Seconda Conferenza di Riesame della Convenzione di Ottawa, tenutasi a Cartagena nel dicembre 2009, del Sottosegretario agli Esteri, Sen. Alfredo Mantica, hanno naturalmente contribuito a consolidare i rapporti politici bilaterali.
Intensi anche i contatti fra rispettive Forze Armate, con la visita a Roma dell’allora Capo delle Forze Armate colombiane, Gen. Padilla, e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. Ardila Silva (settembre 2009), ricambiate dalla visita in Colombia del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, Gen. Valotto (novembre 2009). In programma per il prossimo 26 novembre la visita in Colombia del Gen. Camporini, Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Relazioni economico-commerciali
L’interscambio bilaterale Italia-Colombia é ammontato a 757,8 Meuro nel 2009 (- 19,9% rispetto al 2008) ed a 428,9 Meuro nel primo semestre del 2010 (+ 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2009).
Il saldo per il nostro Paese é stato, a fine giugno 2010, pari a - 62,9 Meuro (- 49,6 Meuro nel 1° semestre 2009).
Nel 1° semestre 2010 le nostre esportazioni verso la Colombia sono state pari a 183,0 MEuro, (+ 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2009) e le importazioni da tale Paese a 245,9 MEuro (+ 16% circa rispetto al periodo gennaio-giugno 2009).
Le importazioni italiane dalla Colombia sono rappresentate principalmente da antracite (da 95,2 Meuro a 68,2 Meuro), prodotti dell’industria siderurgica (da 21,6 Meuro a 67,0 Meuro), prodotti di colture permanenti ( da 52,3 Meuro a 43,3Meuro), pesce, crostacei e molluschi (da circa 19 Meuro a 18,0 Meuro), metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi (da 3,6 Meuro a 18,9 Meuro), cuoio conciato e lavorato e pelletterie in cuoio (da 5,7Meuro a 11,7 Meuro), gioielleria, bigiotteria e articoli connessi (da 3,7Meuro a 4,6Meuro).
Le esportazioni italiane verso la Colombia sono state composte per il 40,4% da macchinari ed apparecchiature per un valore di 73,9 Meuro (in particolare altre macchine per impieghi speciali), in aumento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2009; prodotti chimici (14,3 Meuro; + 3,3%) con una quota del 7,8% sull’export italiano; prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici con una quota del 6% (11,1 Meuro; + 5,3%), prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature con una quota del 5,8% (10,6Meuro; + 107,6%).
Gli investimenti italiani in Colombia sono ancora di scarsa rilevanza, posizionando il nostro Paese al 25° posto nella graduatoria, per un ammontare pari a US$ 10,2 mln. nel 2009 (US$ 11,2 mln. nel 2008) e US$ 4,4 mln. nel primo semestre del 2010.
Tuttavia si registra un crescente interesse da parte delle imprese italiane in diversi ambiti, dimostrato dalle recenti missioni qui effettuate, fra gli altri, da Finmeccanica, Benetton, Diesel ed ENEL.
Il gruppo Assicurazioni Generali é il principale investitore italiano in Colombia, con una buona quota di mercato.
Nel settore automobilistico sono presenti concessionarie di FIAT e Alfa Romeo oltre a Maserati e Ferrari. Per quanto riguarda le 2 e 3 ruote sono presenti la Piaggio e la Ducati.
Nel settore dell’energia, la Società italiana Enel a seguito dell’acquisto nel 2009 del 92% del pacchetto azionario della spagnola Endesa, é subentrata con un’importante partecipazione nella maggiore Societá di energia elettrica colombiana “Codensa”.
Nel settore petrolifero SAIPEM, del gruppo ENI, é presente attraverso la societá PETREX con lavori d’esplorazione petrolifera nel Magdalena Medio (Municipio di Cantagallo nella regione di Barrancabermeja).
Nel settore delle grandi opere il Gruppo “ICT II Sas”, guidato da Impregilo, si é aggiudicato, in dicembre 2009, il contratto per la realizzazione delle opere civili del progetto idroelettrico “Hidrosogamoso” (800 Mw), nel dipartimento di Santander (al centro della Colombia). Il contratto ammonta a circa 350 milioni di euro. I lavori sono iniziati lo scorso gennaio e la loro conclusione é prevista fra circa 4 anni. La commessa si aggiunge ai lavori giá in corso, da parte dell’Impregilo, per l’esecuzione delle opere preliminari (tunnel di deviazione), il cui valore ammonta a circa 55 milioni di euro. Il valore per la costruzione dell’intera centrale é stimato in 1,4 miliardi di dollari che, oltre al contratto con “ICT II Sas”, comprende anche l’acquisto e l’installazione di turbine, trasformatori ed altre apparecchiature.
Lo scorso mese di luglio il consorzio colombo-italiano “Yuma Concesionaria S.A. PSF”, guidato da Impregilo si é aggiudicato inoltre l’appalto per la costruzione di un tratto di 464 Km della “Ruta del Sol” (autostrada di oltre 1.000 Km, del valore complessivo di USD 1,1 mld., che collegherá Bogotá con Santa Marta sulla costa atlantica). Il valore del contratto concluso da Impregilo ammonta a circa 900 milioni di euro. Si tratta del 3° tratto della “Ruta del Sol” che comprende la tratta San Roque, Yé de Ciénaga, Carmen de Bolivar, Valledupar.
Altre imprese italiane stabilmente presenti in Colombia sono: Italtel, Acea/Aguazul, Petreven (prospezioni petrolifere), Parmalat, Metecno (prodotti plastici per edilizia), Technip/Tipiel (ingegneria petrolifera), Zambon (prodotti farmaceutici), Gtech Lottomatica (gestisce il sistema statale di lotterie), Benetton, Lavazza, Illy e Riva Calzoni.
Settori d’interesse per le imprese italiane
A fine 2008 il Governo colombiano ha annunciato un ambizioso piano di investimenti di circa US$ 27 miliardi da destinare ad opere infrastrutturali (nei settori dei trasporti, sia urbani che extraurbani, ferroviario, minerario, energetico, edilizio, educativo e idrico). Sono stati finora approvati i seguenti piani di sviluppo:
- Piano di sviluppo del settore portuale colombiano per il biennio 2009-2011. L’investimento previsto, pari a circa 276 milioni di USD é destinato ad opere di dragaggio ed ampliamento dei canali di accesso ai porti colombiani ed alla realizzazione di opere infrastrutturali.
- Realizzazione della prima fase del Piano strategico di sviluppo della rete autostradale colombiana. Il Piano prevede un investimento superiore ai 5,2 miliardi di USD per la costruzione di nuove autostrade e l’ammodernamento di alcune già esistenti. In particolare si segnalano i progetti di costruzione e miglioramento della autostrada “Transversal de las Américas”, Autostrada Bogotà-Villavicencio e Autostrada delle Montagne.
- Il progetto della “Transversal de las Américas” (autostrada lunga quasi 2.000 km, che collegherebbe i principali porti della costa atlantica -Santa Marta, Barranquilla e Cartagena-, unendo le frontiere con Panama e Venezuela) prevede un investimento complessivo pari a circa 3,5 miliardi di USD da finanziare in gran parte con capitale privato. I lavori consisterebbero nel miglioramento di 930 km di strutture viarie esistenti, l’espansione a corsie doppie di circa 700 km di rete, la costruzione di nuove reti viarie per circa 160 km.
- Il progetto di miglioramento strutturale dell’autostrada Bogotà-Villavicencio prevede la costruzione di 19 gallerie, 23 ponti e la realizzazione di corsie doppie. L’investimento previsto è di circa 980 milioni di USD.
- Il progetto dell’autostrada delle Montagne (900 Km di tratti stradali nei Dipartimenti di Antioquia, Caldas e Risaralda nella parte occidentale del Paese), che conta su investimenti di circa 1 miliardo di USD, prevede lo sviluppo della rete attuale ed il miglioramento delle arterie già esistenti.
Anche per la rete ferroviaria sono previsti piani di ammodernamento e ampliamento per valorizzare tale mezzo di trasporto (su 3.319 Km di cui solo il 20% é attualmente utilizzato).
A livello di trasporto urbano é in atto l’ampliamento del trasporto pubblico non solo nella capitale Bogotà ma anche in altre città (Bucaramanga, Cali, Cartagena, Pereira). Nella capitale sono giá state assegnate le prime gare pubbliche per la prima linea della Metropolitana che riguardano la progettazione (aggiudicata ad un consorzio spagnolo-colombiano), il controllo e la revisione della struttura basica tecnica, finanziaria e legale (aggiudicata a Metropolitane Milanesi). Ancora incerta la data dell’aggiudicazione e conseguente inizio dei lavori di costruzione della 1° linea della Metro di Bogotá.
Il settore edilizio è caratterizzato da un notevole dinamismo, non soltanto per quanto riguarda la costruzione di grandi reti stradali, ma anche per l’edilizia residenziale, turistica e commerciale nelle principali città della Colombia.
Si segnala che ENEL /CODENSA é in gara, con una compagnia spagnola, per la costruzione di una diga e di una centrale elettrica (396 Mw) nella zona del Quimbo (Dipartimento del Huila). I lavori, che dovrebbero essere appaltati prossimamente, hanno un valore di USD 840 milioni.
ENEL é anche interessata al settore dell’energia rinnovabile, in particolare per quanto riguarda il geotermico ed il fotovoltaico. Si tratta di settori dalle buone prospettive in Colombia.
SAIPEM-PETREX, in consorzio con altre cinque compagnie locali, é stata qualificata da ECOPETROL per partecipare alle prossime gare che saranno bandite nel quadro del “Programma di Sviluppo degli Oleodotti per crudi pesanti” che prevede investimenti per 4 miliardi di dollari. Il progetto principale di tale programma é rappresentato dall’ “Oleodotto Bicentenario” che andrá dagli “Llanos Orientales” (dove si trova la maggior parte delle risorse petrolifere) fino a Coveñas, sulla costa caraibica.
Il Governo ha in programma due gare d’appalto per la costruzione delle seguenti centrali idroelettriche:
1° - Pescadero Ituango nel Dip.to di Antioquia - Il valore ammonta a circa USD 2,3 miliardi e la capacitá sará di 2.400 Mw.
2° - Porce IV lungo il fiume Porce (Dip.to di Antioquia) – L’investimento previsto ammonta a USD 800 milioni; la capacitá installata sará di 400 Mw con due turbine.

Pisapia non è un militante comunista

Voce Repubblicana del 25 novembre 2o1o
Intervista a Daniele Marantelli
di Lanfranco Palazzolo
Ora dobbiamo evitare di affibbiare a Giuliano Pisapia l’etichetta di militante comunista. E dobbiamo sostenerlo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Partito democratico Daniele Marantelli.
Onorevole Marantelli, cosa sta succedendo nel Pd lombardo dopo la sconfitta delle elezioni primarie di Milano, vinte dall’esponente di SEL Giuliano Pisapia?
“Il problema del Pd – e non solo di quello lombardo -, ma del centrosinistra. Il problema del centrosinistra in tutto il Nord è il seguente: dal 1994 – da quando Berlusconi ha fondato Forza Italia – nelle tre grandi regioni del Nord: Piemonte, Lombardia e Veneto, il centrosinistra perde tutte le elezioni politiche e gran parte di quelle regionali, ad eccezione delle regionali del 2005 in Piemonte. Questo è il dato politico di fondo con cui bisogna fare i conti. Per entrare in sintonia con il Nord del Paese è bene sapere che la cultura del lavoro, l’iniziativa individuale, l’attaccamento alle tradizioni non sono sinonimo di grettezza, di egoismo e di chiusura come spesso il centrosinistra ha interpretato con ironico distacco. Considero questi come dei valori. Se invece vengono considerati come disvalori, questo atteggiamento implica l’urto frontale contro il senso comune dell’elettorato del Nord”.
Cosa ha sbagliato il Pd al Nord?
Quando il Pd include nel suo programma la tassa di successione per gli immobili di valore superiore a 180mila euro, significa che non comprende che la cultura della piccola proprietà e figlia del piccolo risparmio di migliaia e migliaia di operai dipendenti. Inoltre, p sbagliato bollare negativamente la cultura della ‘fabbrichetta’. Ma il Pd sta cambiando questa mentalità. Lo abbiamo visto nell’assemblea che abbiamo organizzato a Varese. Il Pd ha introdotto delle innovazioni importanti. Ora dobbiamo metterle in atto”.
Filippo Penati ha fatto bene a dimettersi dalla segreteria di Bersani dopo la sconfitta del Pd alle primarie di Milano?
“L’istituto delle dimissioni è molto raro nella politica italiana. Penati non porta più di altri la responsabilità della vicenda milanese delle primarie. Adesso dobbiamo evitare di affibbiare a Giuliano Pisapia l’etichetta di militante comunista. Questo sarebbe un grave errore. Le primarie devono essere uno strumento prezioso al servizio della politica. Dobbiamo evitare il contrario per evitare il ritorno alla politica ottocentesca degli ‘ottimati’”.
Il Pd ha fatto affiggere un manifesto critico verso la politica della Lega. E’ una mossa rischiosa?
“E’ un modo rispettoso e determinato per indurre l’elettorato popolare a riflettere su quello che è accaduto in questi due anni: le tasse non è stata tolta l’Irap sul costo del lavoro. L’elettorato leghista è fatto di brava gente. Ed è stato tradito da chi la rappresenta”.

Aldo Cazzullo critica l'alleanza di Fini con Lombardo


Ieri ho avuto la fortuna di intervistare Aldo Cazzullo del "Corriere della Sera" su "Viva l'Italia", il suo pamphlet sul Risorgimento e la Resistenza. Nel corso dell'intervista Cazzullo ha anche criticato il Presidente della Camera Fini per l'alleanza tra Futuro e libertà e Raffaele Lombardo. Ecco cosa mi ha detto sul Risorgimento, la Chiesa, la Resistenza e la memoria condivisa.