martedì 30 novembre 2010

L'ultimo raggiro di Pagnoncelli sui sondaggi sul Pdl

Il Sondaggio di stasera (Sopra)
Purtroppo devo ancora dire due cose sulla scorrettezza di Nando Pagnoncelli nella presentazione dei suoi sondaggi nel corso della trasmissione Ballarò. Quello che vedete sopra è il sondaggio di questa sera, che ha dato al Pdl il 27,1 per cento (+0,5 per cento rispetto alla scorsa settimana e +0,8 per cento rispetto a due settimane fa). Mentre Futuro e libertà guadagna lo 0,4 per cento (7,1%) rispetto al 6,7 della scorsa settimana, ma perde ancora lo 0,2 per cento rispetto a due settimane fa, quando aveva il 7,3 per cento. Infatti se guardate nelle due foto sotto la differenza è evidente. Eppure Pagnoncelli non lo ha sottolineato come avrebbe dovuto fare. Infatti, in una situazione di attacco al governo come questa sarebbe stato giusto sottolineare il cambiamento a favore del Pdl che, ovviamente, Pagnoncelli ha omesso.

Il sondaggio del 23 novembre del 2010 (Sopra)

Il Sondaggio del 16 novembre del 2010 (sopra)

Riforma Gelmini: ecco come gli studenti di sinistra hanno messo a ferro e fuoco Roma

Queste sono le immagini delle contestazioni di oggi a Roma mentre la Camera dei deputati stava discutendo la riforma dell'Università del ministro Maria Stella Gelmini. Le manifestazioni degli studenti, che erano del tutto legittime, sono state caratterizzate da numerose violenze. Ed è stato un errore che alcuni parlamentari delle opposizioni abbiamo invitato le autorità preposte all'ordine pubblico di lasciare manifestare gli studenti vicino a Montecitorio. La scelta del ministero dell'Interno è stata più che legittima. Se ne sono accorte le forze dell'ordine in via del Corso e alla Stazione Termini. Alcune delle scene viste ieri a Roma avevano ben poco a che vedere con una protesta democratica. Ieri sembrava di essere tornati al 1969.







Wikileaks visto dal telegiornale di RAIUNO delle 13.30 del 29 novembre 2010

Riforma universitaria: il dibattito al Senato sull'assalto degli Studenti


Ho deciso di postare qui gli interventi dei senatori il giorno in cui, mi riferisco alla scorsa settimana, gli studenti hanno dato assalto al Senato per protestare contro la riforma universitaria. Mi auguro che oggi non ci sia bisogno di commentare un dibattito come questo. Ho deciso di postare gli interventi della scorsa settimana nel mio blog per la semplice ragione che è opportuno sapere come i senatori hanno commentato l'azione degli studenti contro le istituzioni. E' un peccato che questo dibattito sia stato visto su youtube da appena 4 persone. Speriamo che una cosa del genere, alludo ovviamente agli scontri, non accada mai più. Buona visione.



Quella crisi ha affossato la sinistra europea

Intervista a Micheal Braun
Voce Repubblicana del 30 novembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Non era scontato che la crisi economica e finanziaria di questi anni potesse favorire le forze politiche di sinistra. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Michael Braun, direttore della Sezione Italiana della Fondazione Friedrich Ebert, vicina alla Spd tedesca.
Michael Braun, come spiega la crisi che sta attraversando i partiti socialisti in Europa mentre il continente è in una grave crisi economica e finanziaria?
“Ricordo che nell’autunno del 2008, nonostante la crisi economica e finanziaria, vi era un certo ottimismo da parte delle forze politiche socialiste. Tutti si erano convinti che questa crisi avrebbe significato il ritorno al potere delle forze di sinistra. Tutti dicevano che il neoliberismo aveva fallito. E che i governi europei sarebbero tornati alle politiche di intervento massiccio dello Stato. Tutto ciò non ha avuto luogo”.
Qual è la ragione del fallimento di questa aspettativa?
“La Spd è rimasta al potere in Germania negli anni che hanno preceduto la crisi. Si è pensato che i tagli ai sussidi alla disoccupazione fossero una delle ragioni della crisi di consenso alla Spd. Queste riforme erano accompagnate anche da un massiccio taglio delle tasse per i più abbienti e da una redistribuzione dei redditi a favore di chi aveva già e a sfavore di chi viveva di un lavoro o era disoccupato. Nel 2008 non era plausibile pensare ad un ritorno della socialdemocrazia classica”.
I governi di centrodestra hanno messo in atto una politica Keynesiana?
“Quello che abbiamo visto è stato un keynesismo di emergenza. Non si tratta di una politica destinata a durare. Abbiamo visto che questi interventi non erano proprio keynesiani. La maggior parte di questi soldi erano finalizzati per salvare le banche. Sono stati spesi milioni di euro. Penso che in Germania non si è ancora avvertito il peso di questi interventi. Ce ne accorgeremo quando questi finanziamenti non ci saranno più. Il conto di questa politica saranno dei pesantissimi tagli al budget statale. E a pagare questo conto saranno i ceti poveri e quelli medi che scelgono però formazioni populiste di destra”.
La politica economica e finanziaria della Germania è stata blindata dalla Merkel?
“Sì. Questo è uno dei guai dell’Europa. La Merkel vuole fare questa politica. E questo è un grave rischio per l’Europa e per il rischio di deflazione. La zona dell’Euro potrebbe essere sottoposta ad uno stress fortissimo”.
L’avvento del Pds-Die Linke ha condizionato la vostra politica?
“Questa forza politica è diventato un partito nazionale come la Spd dopo essere stato un partito regionale. Questo partito raccoglie i delusi della Spd. Per la Spd votavano quelli che definiamo i ‘ceti medi riflessivi’. Oggi le forze socialdemocratiche stanno perdendo questo elettorato e l’elettorato medio basso”.