venerdì 3 dicembre 2010

La Camera dibatte sulla morte di Mario Monicelli.



"No..., sono le due cazzo!", esclamò Maurizio Lupi



E' un peccato che gli stenografici non registrino certe frasi del vicepresidente dell'assemblea. Nel caso di Maurizio Lupi il divertimento sarebbe stato garantito. Qui, al termine dell'estenuante seduta del mattino, esclama: "No, sono le due cazzo!". Aho, le due mica sono solo per te......
Ecco la parte dello stenografico., censurata, senza la colorita espressione del vicepresidente.
DORIS LO MORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DORIS LO MORO. Signor Presidente, per la verità non contavo di intervenire in un clima di questo genere, ma mi sembrava doveroso riprendere il discorso su Gioia Tauro soprattutto se a sentire sono non solo i colleghi ma anche il Ministro dell'interno e i sottosegretari presenti. Questa mattina l'onorevole Occhiuto ha parlato delle difficoltà del comune di Gioia Tauro.

In quei documenti non c'è nulla di sconvolgente

Voce Repubblicana 4 dicembre 2010
Intervista a Dario Rivolta
Di Lanfranco Palazzolo

Nei documenti di WikiLeaks non c’è nulla di sconvolgente. Lo ha detto Dario Rivolta, ex parlamentare e responsabile della Politica Estera di Forza Italia. Rivolta è stato uno stretto collaboratore di Silvio Berlusconi negli anni della Fininvest.
Onorevole Rivolta, quale importanza dobbiamo attribuire ai documenti resi pubblici da WikiLeaks?
“Sono documenti interni all’amministrazione americana dove, al di la dei fatti, ci sono delle valutazioni personali da parte di chi ha esteso queste dichiarazioni. Se lei allude in modo particolare alle vicende italiane, dobbiamo dire che finora non c’è nulla di sconvolgente. Il giudizio di qualche diplomatico italiano nei confronti del nostro governo è del tutto legittimo. Ma resta il giudizio di qualche diplomatico, ma non il giudizio ufficiale di un governo alleato”.
L’incontro tra Hillary Clinton e Silvio Berlusconi ha chiarito ogni dubbio sui rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti?
“Il Segretario di Stato Clinton ha parlato di Silvio Berlusconi come di un amico degli Usa. Era quasi obbligatorio che gli Stati Uniti facessero questo tipo di dichiarazione di amicizia verso l’Italia. E’ stato un atto prevedibile la dichiarazione degli Stati Uniti. Questo significa che gli Stati Uniti sono vicini al nostro paese”.
Come possiamo dare alle valutazioni dell’amministrazione americana sull’Eni e sui rapporti bilaterali tra Italia e Russia?
“Non so se esistano interessi personali da parte del Presidente del Consiglio. Devo solo constatare che l’interscambio tra l’Italia e la Russia, dall’annuncio dell’amicizia tra Berlusconi e Putin, è aumentato notevolmente. Gli scambi sono aumentati di due o tre volte nel corso degli ultimi anni. Mi pare che tutte le aziende italiane ne abbiano approfittato. Direi che è secondario se Berlusconi abbia guadagnato direttamente da questa amicizia politica. I dati ci dicono che l’Italia ci ha guadagnato”.
Sono stati giusti i toni apocalittici utilizzati dal nostro ministro degli Esteri Franco Frattini sulle rivelazioni di WikiLeaks?
“Frattini ha fatto queste dichiarazioni prima che i documenti fossero resi noti. Per alcuni aspetti della politica internazionale, mi riferisco al Medio Oriente, quei documenti sono preoccupanti. Per il resto non vedo nulla di strano nelle osservazioni dei diplomatici, che sono normali. Ma rendere note queste affermazioni è un’operazione anarchica. Questi rapporti devono restare privati. E possono essere resi noti solo per ragioni serie. Le intenzioni di WikiLeaks sono oscure. Credo che Assange abbia diffuso questi dispacci per fare un’operazione anarchica”.
Assange uscirà morto da questa vicenda?
“Mi auguro di no. Mi chiedo se quella di Assange sia una sua scelta personale oppure se dietro questa manovra ci sia qualche governo”.

Ordine pubblico ben gestito

Intervista ad Achille Serra
Voce Repubblicana del 3 dicembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

L’ordine pubblico nella capitale è stato gestito bene il giorno della protesta universitaria. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore dell’Udc Achille Serra.
Senatore Serra, in questi giorni si è discusso molto sulle misure relative all’ordine pubblico a Roma nei giorni delle proteste degli universitari.
“Innanzitutto, comprendo perfettamente la posizione assunta dagli studenti di fronte alla riforma universitaria. Mi rendo conto che questa riforma è inattuabile per mancanza di fondi. Il mio gruppo parlamentare ha votato contro questa legge. Quindi siamo contrari alla legge e favorevole agli studenti”.
In merito alla gestione dell’ordine pubblico cosa pensa?
“Non dobbiamo confondere la legittimità della protesta degli studenti con la violenza di una frangia ristrettissima di manifestanti. Questo atteggiamento condiziona la maggior parte dei manifestanti. Non dobbiamo dimenticare che proprio qualche giorno fa quella minoranza, quella parte sparuta, ma violenta, ha tentato addirittura di entrare in Senato. Io, che ho vissuto gli anni del movimento studentesco negli anni ’60 e ’70, non ricorso che ci sia mai stato un tentativo di invasione del Senato o della Camera dei deputati. Quindi si è trattato di un fatto estremamente grave”.
Come ha risposto il ministero dell’Interno?
“Al Viminale si aspettavano un nuovo attacco, della minoranza di cui ho parlato, alla Camera, dove era in corso la discussione sulla riforma universitaria. Un nuovo assalto non poteva essere certo tollerato. A quel punto le critiche al ministro dell’Interno Maroni e al Governo sarebbero state sacrosante. Ecco perché – ritengo - il ministro abbia deciso di presidiare in modo forte il centro storico. Si doveva evitare che quel gruppetto di violenti, quella minoranza, potesse creare danni e problemi. Quindi c’è stata la chiusura del centro. Non mi sento di criticare queste misure”.
Abbiamo visto dei mezzi della polizia rovesciati e dei binari della stazione Termini occupati in una giornata molto difficile per la capitale. In queste occasioni la polizia evita di fare degli arresti visto che sono giunte notizie di pochi fermi?
“La gestione dell’ordine pubblico è difficile. Fermare più persone significa alimentare la tensione nelle piazze. Ma non posso dare un giudizio preciso. Occupare dei binari non mi sembra giusto. In questi casi sarebbe facile caricare, ma ritengo che le forze dell’ordine abbiano fatto bene a generare altra violenza. Credo che oggi sia necessario il dialogo con questi ragazzi. E il governo dovrebbe sforzarsi di parlare ai giovani e non definirli come ‘quattro gatti’ che difendono le baronie universitarie”.
Sono meglio gli studenti di oggi o quelli del ’68?
“Sono molto meglio i giovani di oggi. Con questi ragazzi si può dialogare”.