giovedì 9 dicembre 2010

Gli ex-DS controllano tutto il Partito democratico

Voce Repubblicana del 9 dicembre 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Lucio D'Ubaldo

I Democratici di sinistra hanno occupato tutti i ruoli chiave nel Partito democratico. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pd Lucio D’Ubaldo.
Senatore D’Ubaldo, tre mesi fa Vannino Chiti è stato nominato commissario del Pd nel Lazio. Mentre lo scorso fine settimana si è svolto il congresso del Pd romano.
“Il mio giudizio su questo congresso non è soddisfacente perché ho deciso di stare all’opposizione. La partecipazione a questo congresso è stata molto bassa. E mi dispiace che il commissario regionale del Lazio Vanino Chiti abbia dato delle informazioni fuorvianti. Avevamo 33mila iscritti al Pd, che potevano partecipare alla nostra assise. In realtà, quelli che hanno deciso di rinnovare la tessera e hanno espresso il loro voto sono soltanto 12mila. Ben 2/3 dei nostri iscritti, che sono entrati nel partito nel 2008-2009, ha scelto la strada dell’astensione. E questo è un fatto preoccupante perché si salda con la caduta dei consensi del Partito democratico. Se facciamo una lettura sghemba di questa situazione, possiamo limitarci a fare un’analisi per comparti. Se invece facciamo una lettura limpida possiamo dire che il Pd si indebolisce sul fronte elettorale e per la sua capacità di raccogliere la spinta dei suoi militanti. Questo è il punto più significativo di questa situazione”.
Ci saranno delle fuoriuscite dal Pd dopo questo congresso romano? Il senatore Riccardo Milana ha incontrato Fini.
“Dobbiamo dire che mentre questo partito svolgeva il suo congresso continuava ad avere una emoraggia. Il consigliere del XVIII municipio Carlo Mattia abbandonava il partito e andava con l’Udc. Questo è accaduto in un contesto nel quale sembrava che il segretario sembrava che non avesse alcuna preoccupazione. Credo invece che il Pd debba alzare le antenne al cielo per capire quali sono i problemi che generano queste dissociazioni. La situazione che si è determinata in congresso con Riccardo Milana è peggio di un campanello d’allarme. Parliamo di un dirigente che ha un grande peso politico nel Pd e ha rappresentato un punto di riferimento della maggioranza di Pierluigi Bersani”.
Come rinasce il Pd?
“Credo che un partito plurale possa crescere solo se, con un gioco di parole, garantisce il pluralismo al suo interno. Diversamente, ogni tentativo ‘reducio ad unum’ produce un effetto di impoverimento, se non di dissipazione. In Congresso, la minoranza cattolico democratica e popolare ha voluto usare la denominazione ‘Democratici e popolari’ con l’obiettivo di rivendicare, a beneficio di tutti, una condizione di libero confronto e partecipazione”.
Oggi chi controlla il Pd?
“Il rapporto tra appartenenti alla Margherita e ai Ds è pressoché lo stesso. Ma gli ex Ds controllano tutti i punti chiave del Pd in tutto il Lazio. E’ un paradosso nel paradosso”.

Quella confessione dal FLI

Intervista a Francesco Casoli
Voce Repubblicana dell'8 dicembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

I parlamentari di Futuro e libertà mi hanno confessato che si sentono a disagio in vista del dibattito del 14 dicembre. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Franesco Casoli, vicepresidente del gruppo parlamentare del Popolo delle libertà a Palazzo Madama.
Senatore Casoli, cosa sta succedendo nei giorni che precedono il dibattito parlamentare del prossimo 13 e 14 dicembre in Parlamento?
“Sappiamo che la situazione alla Camera è abbastanza critica. Mentre le confermo che la Senato reggiamo senza alcun problema. Questo è quello che succederà in aula. La situazione politica è molto fluida. Non c’è giornata senza sorprese. Tutti sappiamo che Gianfranco Fini ha fatto una dichiarazione molto accomodante con la quale ha cercato di buttare acqua sul fuoco. Personalmente penso che si sta cercando di alzare l’asticella sempre più in alto. E’ chiaro che se si dovesse, come si sta percependo, di riuscire a raggiungere la fiducia anche alla Camera, bisognerà guardarsi in faccia e capire come consolidare questa fiducia per portare avanti un governo che governi”.
In questi giorni ci sono stati alcuni tentativi da parte di esponenti di Futuro e libertà di abbordare alcuni parlamentari del gruppo del Popolo delle libertà al Senato? Proprio lunedì alcuni parlamentari del suo gruppo hanno detto che non sono intenzionati a passare con FLI.
“Proprio oggi (lunedì), ho pranzato con i senatori di Futuro e libertà che sono usciti dal Pdl, con i quali cerchiamo di tenere il dialogo aperto. E devo dire che da questo punto di vista troviamo terreno fertile. Nel gruppo di Futuro e libertà del senato non nascondono un certo disagio per la situazione che si è venuta a creare proprio in questi giorni. Ho anche incontrato i senatori del nostro gruppo che sono stati oggetto di queste illazioni. Queste falsità erano state scritte da coloro che erano andati a vedere la collocazione di questi parlamentari in lista alle ultime elezioni politiche. Se oggi andassimo al voto, quei parlamentari citati forse sarebbero a rischio. Quindi ‘Repubblica’ si è inventata questo falso giornalistico. Conosco benissimo questi parlamentari e sono convinto che nessuno di loro ha mai pensato di fare una cosa del genere”.
Come hanno reagito i parlamentari oggetto di queste falsità giornalistiche?
“Sono caduti dalle nuvole. Ma su questi parlamentari metto la mano sul fuoco”.
Pensa che sia scoppiata una rissa tra i centristi sulla leadership. Le parole di Fini contro il ribaltone potrebbero essere state dettate proprio dalla necessità di mandare un segnale a Casini sulla sua leadership?
“Fini ha compreso che fino a quando si tratta di dire ‘abbasso Berlusconi’ sono tutti uniti. Ma quando si tratta di prendere delle decisioni politiche le prime crepe politiche sono sotto gli occhi di tutti”.