martedì 14 dicembre 2010

Ecco come la Siliquini ha messo in ginocchio i finiani


PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Siliquini. Ne ha facoltà.
MARIA GRAZIA SILIQUINI. Signor Presidente e colleghi, io sono una parlamentare del centrodestra non da poco tempo: ho partecipato sin dal 1994 alla costruzione di quella casa dei moderati di cui si è parlato ancora recentemente. Nel 1994 ho creduto e credo ancora oggi di poter contribuire a far crescere e migliorare questa casa del centrodestra e anche in questa ottica ho partecipato convintamente alla costruzione di Futuro e Libertà, nell'ottica di un miglioramento del partito, di una crescita del dialogo e di un allargamento dei confini. Ho partecipato a questo progetto e ho votato il 29 settembre recente. Mi chiedo cosa sia successo in questo periodo, tanto da far cambiare idea e da far votare oggi la sfiducia (Applausi Pag. 49dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania). Cosa è cambiato? Nulla. E allora, in un momento così grave per il Paese e quando gli italiani ci chiedono responsabilità...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Siliquini.
MARIA GRAZIA SILIQUINI. Concludo signor Presidente e la ringrazio dicendo: io mi assumo le mie responsabilità e per questo non posso, proprio non posso votare la sfiducia al Governo (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-Noi Sud- I Popolari di Italia Domani).

La dichiarazione di voto di Domenico Scilipoti


DOMENICO SCILIPOTI. Quello che segue è il testo integrale che l'on. Scilipoti non è riuscito a pronunciare in aula: «Esistono forme di coraggio e una di queste consiste nel saper dire la verità quando gli uomini non l'ascoltano»:È la frase pronunciata da Saragat, a Palazzo Barberini, quando, per non portare l'Italia verso il baratro, fece la scissione dolorosa ma necessaria all'interno del partito socialista per liberare i socialisti e il popolo italiano dalle utopie del comunismo, salvando la democrazia e il futuro degli italiani dal disastro.La nostra scelta di oggi è molto sofferta ma necessaria, anche se siamo coscienti di esporci al rischio di compromettere il nostro futuro di deputati.Una breve considerazione personale desidero fare sul gruppo Italia dei Valori, partito in cui ho militato per molti anni. Il partito Italia dei Valori è stato ed è un contenitore trasversale di idee, che però negli ultimi tempi, disattendendo le attese di quanti hanno creduto e sperato in una politica costruttiva ed allargata a tutti i settori della vita politica, si sta spostando sempre più verso una sinistra oltranzista ed anche oltre, mentre io sono e mi riconosco appieno negli ideali cristiani di area moderata. Ho sempre affermato che, quando gli interessi del partito contrastano con gli interessi dei cittadini e del popolo, è nobile avere il coraggio di abbandonare il partito e schierarsi dalla parte della gente. Se oggi io non attuassi quanto ripetuto più volte nelle mie conferenze non sarei più credibile. Chiusa la considerazione sul partito Italia dei Valori.La mancanza di un'area moderata socialdemocratica cristiana forte all'interno del Parlamento ci porta oggi ad assumere decisioni sofferte, ma di grande responsabilità.La diaspora interna alla maggioranza, l'instabilità politica, conseguenza di continui fuochi incrociati, mirati a demolire le scelte dell'esecutivo, ha condotto l'Italia verso una pericolosa deriva che porta inesorabilmente ad un futuro di gravissime incertezze con, per meta finale, la disfatta dell'economia e la consegna del Paese e delle sorti dei cittadini nelle mani di un sistema bancario sempre più vorace e speculativo. Pag. 81Per salvare la democrazia, per non trasformare una pur seria malattia (economica) in una epidemia mortale, per iniziare a risollevare le sorti dell'economia, per dare sicurezza al popolo, scegliamo, in questo momento, di preferire il male minore, e cioè la possibilità di garantire il sostegno ad un Governo responsabile che assicuri certezza e continuità di azione, che crei un clima positivo e riporti serenità alla nazione.Siamo chiaramente favorevoli al testamento biologico: sì alla legge, con regole certe, e cioè che si assista il malato e che non vengano legittimate o garantite forme camuffate di eutanasia.Sulla libertà di cura, ribadiamo concetti fermi: garantire che la cura non nuoccia, che ci sia un consenso informato e che si possa avere una informazione completa su ogni possibilità di terapia e di cura anche con trattamenti non convenzionali.Siamo favorevoli all'accoglienza di immigrati e profughi, ma chiediamo controlli seri e accurati per la sicurezza nazionale.Vogliamo che la legge elettorale, con il totale coinvolgimento e condivisione del Parlamento, sia modificata al più presto, garantendo ad ogni cittadino italiano libertà di voto e di scelta del proprio rappresentante.Per agire con responsabilità, quando si vuole far cadere un Governo in momenti critici come quelli in cui si trovano l'Italia e l'economia mondiale, si impone la necessità di poter fare affidamento sull'alternativa di un Governo che sia espresso sempre dal popolo e non attraverso un ribaltone che, come dimostra l'evidenza, si tradurrebbe in atto di grande scorrettezza verso il corpo elettorale che ha legittimato la maggioranza, che è stata quindi qualificata per esprimere, all'interno di regole prestabilite, un Governo a guida del Paese.Nel vedere solo ragioni soggettive, il nostro sforzo tenta di evitare una crisi al buio, nella evidenza dell'approntarsi del cosiddetto ribaltone, che in realtà tradisce e annulla il consenso elettorale della maggioranza degli elettori e di tutto il popolo italiano per trasformarlo in un Governo che farebbe tutto tranne che governare.Se poi un centrosinistra affidabile vuole andare al Governo, deve costruire un percorso che dimostri di possedere argomenti Pag. 82politici che coinvolgano e convincano gli italiani ad esprimere una maggioranza vincente, in caso di elezioni. Per questo, le maggioranze di ogni regione del nostro Paese, dalla Lombardia alla Sicilia, devono essere legittimate da elezioni e non da compromessi inspiegabili agli elettori. In questo momento esiste, a mio giudizio, un'area di centrosinistra confusa, che lavora attualmente male.Così pure le alternative, che devono essere create attraverso il consenso popolare, perché, o si parla il linguaggio del popolo, o si assiste al coinvolgente crollo di istituzioni e comunità statale.E il linguaggio del popolo, oggi, è il desiderio di vedersi assicurare stabilità, certezze, sicurezza, futuro sociale, lavoro ai giovani e meno giovani, potere d'acquisto, nuovo benessere: tutto questo in nome dei cittadini e nell'interesse dell' intero popolo italiano.E quale benessere può apportare il caricare sulle spalle di un popolo, già gravato da difficilissime situazioni economiche, la spesa di 800 milioni di euro, necessari a finanziare una nuova inutile campagna elettorale dai risultati già scontati fin da questo momento, più i nuovi rimborsi ai partiti i cui protagonisti sono sempre gli stessi e con i medesimi argomenti? Si vuole cambiare tutto per non cambiare niente, come pensava il principe di Salina, nel romanzo Il gattopardo?Si vuole decretare la fine politica di questo Governo e di tutta un'era? Ma non c'è il nuovo che avanza. questa soluzione presenta anche un secondo risvolto: la contemporanea fine politica di esponenti di partiti, protagonisti ed artefici di un'era superata che vede la loro compresenza, in un modo o nell'altro, con l'attuale Presidente del Consiglio dei ministri, e che li acclara portatori, ma anche mittenti, di un modo di fare politica, di programmi, di strategie e di soluzioni che hanno portato il Paese nelle condizioni in cui si trova.È dunque l'ora di voltare pagina. Ma anche di lasciare fuori, all'alba di una nuova era, questi volti che, dopo decenni, ad ogni elezione, si ripresentano, puntuali, per proporre di nuovo democrazia e sociale, sempre pronti a fare un passo avanti, e mai indietro. Pag. 83È questo un momento in cui noi parlamentari italiani dobbiamo votare nell'interesse della nazione e nell'interesse della Repubblica e della terra che noi rappresentiamo.La nostra lotta è la lotta per la rinascita del nostro Paese, il suo rinnovamento politico, economico e sociale.È nostro desiderio che si realizzi una autentica unità politica e morale di tutta la nazione. E chi è stato artefice del proprio male non potrà essere la cura.Ma non può esistere giustizia sociale ed economica senza libertà politica, di questo era convinto Giuseppe Saragat. E anch'io.La nostra forza e il nostro coraggio devono permetterci di affermare che poter scegliere è un diritto di ciascun eletto, perché essere parlamentari della Repubblica (e non di un partito), come prevedono gli articoli 67 e 68, comma 1, della Carta costituzionale, impegna il deputato a esprimersi, nell'esercizio delle sue funzioni, secondo la caratterizzante logica del bene del Paese. La politica non deve parlare alla pancia del Paese, ma alla testa. Deve svolgere il difficile compito di essere al servizio dei cittadini, al di sopra di ogni interesse di parte.Il Parlamento è, e resta, il cervello pensante di una istituzione, lo Stato, il cui cuore batte unicamente per fare gli interessi di tutti gli italiani e noi tutti abbiamo l'obbligo di lavorare per unire concretamente, per risvegliare le grandi doti, per indirizzare le energie e le immense potenzialità del Paese.In un giorno così difficile, che resterà sicuramente nella storia della Repubblica italiana, crediamo e siamo certi di dare il nostro contributo per far rinascere, anche all'interno del Parlamento, un'area moderata cristiana di responsabilità nazionale, che oggi potrà non essere capita, come accadde nel 1947, quando la scelta di Saragat non fu immediatamente recepita, ma che già allora si è rivelata utile, ed epocale, per il Paese, e per questo necessita di essere pienamente riproposta.Il nostro intendimento era ed è di costruire qualcosa per il Paese e non di sfasciare, motivo per il quale ci assumiamo Pag. 84il grande atto di responsabilità senza orgoglio vanitoso. Siamo amministratori temporanei, ma seriamente consapevoli, di questa nostra Patria che amiamo: l'Italia.

Ecco come Fini ha censurato la dichiarazione di voto dell'onorevole Francesco Nucara (PRI)

FRANCESCO NUCARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la direzione nazionale del Partito Repubblicano Italiano ha deciso all'unanimità di dare la fiducia a questo Governo (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).Il problema che ci si è posto non è solo quello di mantenere fede ad un impegno che avevamo preso nel 2008. Sarebbe importante, ma non sufficiente per la nostra fiducia a questo Governo. Recentemente abbiamo scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio, perché attraverso la sua attività e quella del Governo si possa rendere l'Italia unita, economicamente, socialmente e civilmente. Ci auguriamo di poter avere risposte concrete.Sappiamo molto bene quali sono i problemi del nostro Mezzogiorno, su alcuni dei quali - come la lotta alla criminalità - il Governo ha dato grande prova di efficienza e determinazione. I Repubblicani hanno a cuore le sorti dell'Italia prima ancora che quelle del Governo.Ugo La Malfa, nell'intervista rilasciata «sul non governo» ad Alberto Ronchey affermava, a proposito dei comunisti - era l'epoca del compromesso storico - come cito testualmente: «Certo, si può anche fare una lotta frontale contro i comunisti come De Carolis e altri vogliono fare. Ma troveranno il cadavere dell'Italia come società di civiltà occidentale». De Carolis era un deputato dell'ultradestra democristiana.
PRESIDENTE. Onorevole Nucara, la prego di concludere.
FRANCESCO NUCARA. Non vorremmo che oggi la battaglia frontale a Berlusconi ci facesse trovare domani il cadavere dell'Italia. Se c'è una alternativa seria a questo Governo...
PRESIDENTE. Onorevole Nucara, siamo in diretta televisiva: i tempi sono tempi per tutti.
FRANCESCO NUCARA. Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto.