lunedì 20 dicembre 2010

E' morto l'amico Maurizio Marchesi

Oggi è scomparso all'improvviso il direttore de "Il Velino" Maurizio Marchesi (Al centro con la barba). Ho collaborato con lui per anni al "Velino". Ne serbo un ricordo straordinario. La foto di Marchesi che vedete sopra è stata scattata appena dieci giorni fa a Napoli in occasione dei due anni di vita della redazione napoletana dell'agenzia di stampa in Campania.

Separati alla nascita: il giornalista Enrico Varriale & il capogruppo futurista Italo Bocchino

Il capogruppo dei futuristi alla Camera dei deputati Italo Bocchino Il giornalista sportivo Enrico Varriale

Separati alla nascita: il dittatore bielorusso Lukashenko, il segretario della UIL Luigi Angeletti

Il dittatore bielorusso LukashenkoIl segretario della UIL Luigi Angeletti

Omaggio a Paolo Bacilieri - "Donna"

Pasolini e gli scontri di Valle Giulia

Il Pci ai giovani!!, di Pier Paolo Pasolini. È triste. La polemica contro il PCI andava fatta nella prima metà del decennio passato.
Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni) vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio delle Università) il culo.

Io no, amici. Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici.

Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di esser stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità.

La madre incallita come un facchino, o tenera, per qualche malattia, come un uccellino; i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati); i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, ecc. ecc.

E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci, con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo.

Peggio di tutto, naturalmente, e lo stato psicologico cui sono ridotti (per una quarantina di mille lire al mese): senza più sorriso, senza più amicizia col mondo, separati, esclusi (in una esclusione che non ha uguali); umiliati dalla perdita della qualità di uomini per quella di poliziotti (l'essere odiati fa odiare). Hanno vent'anni, la vostra età, cari e care. Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione della polizia.

Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!

I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale) di figli di papà, avete bastonato, appartengono all'altra classe sociale.

A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici. [...]

Pier Paolo Pasolini