giovedì 23 dicembre 2010

Cara Moroni, non sono al servizio della Santa Sede

Intervista a Paola Binetti
Voce Repubblicana del 23 dicembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Io non sono mai stata eterodiretta dal Vaticano. Le idee che esprimo sono dettate dalla mia coscienza. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana”, rispondendo alla deputata del FLI, l’onorevole Paola Binetti dell’Udc.
Onorevole Binetti, in questi giorni sono affiorate molte polemiche tra laici e cattolici nel cosiddetto terzo polo. Enzo Carra ha spiegato che ci sono molte differenze in questo nuovo Partito della nazione. Cosa sta succedendo?
“Penso che un partito come il nostro, se vuole essere un grande partito, popolare, interclassista, che coltiva l’ambizione di diventare un partito di governo, non può che contemplare fisiologicamente una serie di differenze al suo interno. Il problema vero è come gestire queste differenze politiche, come convertirle in fattore di ricchezza che rende il rapporto interno più dinamico, più dialettico invece di farne oggetto di separazione e di crisi permanente”.
La sua collega di Futuro e libertà Chiara Moroni ha detto che il terzo polo non deve seguire l’agenda vaticana, altrimenti è destinato alla fine.
“Contraccambio alla Moroni lo stesso complimento che lei mi rivolge in un altro passaggio dell’intervista, in cui dice che rispetta totalmente quello che è il mio pensiero, la mia cultura e la mia tradizione. Anche se lei ha detto che non la condivide e sospetta che non sarà facile arrivare ad un punto di convergenza. Io rispetto la cultura della Moroni. Quello che non vorrei sentire dire dalla Moroni è che noi siamo delle persone eterodirette dal Vaticano. Io non sono mai stata eterodiretta. Ho sempre avuto le mie idee, che ho attinto sempre dalla mia coscienza, dalla mia cultura e dalla mia competenza. Lo faccio rispondendo in prima persona e non perché il portavoce di un paese straniero. Il Vaticano non ha bisogno di me come ambasciatore”.”.
Quando lei ha deciso di abbandonare il Pd non pensava di lasciare per sempre certe contrapposizioni come quelle tra i laici e i cattolici?
“Noi non stiamo facendo un partito unico. Il Partito democratico è un partito unico. E doveva rispondere al suo interno di un suo codice di valori. Io stessa avevo contribuito a scrivere la Carta dei valori del Pd. Era un’operazione molto complessa, che è entrata in contraddizione con se stessa. Adesso, nel terzo polo stiamo cercando di formare un coordinamento parlamentare sulle quali ci dobbiamo confrontare per raggiungere una posizione comune per definire un trend autonomo rispetto al Pdl piuttosto che al Pd. Nell’Udc c’è una piena sintonia di valori. Mentre l’Udc si impegna a formare un coordinamento parlamentare, do’ per scontato che alcune delle componenti che ne faranno parte avranno delle posizioni diverse dalle mie. E con queste parti dobbiamo negoziare anche se non è detto che si arrivi ad un risultato positivo”.

No alle primarie di coalizione

Voce Repubblicana del 23 dicembre 2010
Intervista a Magda Negri
di Lanfranco Palazzolo

Sono contraria alle primarie di coalizione. Sarebbero un errore per il Pd. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana”, la senatrice veltroniana del Partito democratico Magda Negri.
Senatrice Negri, cosa sta accadendo nel Partito democratico torinese dopo la discesa in campo di Piero Fassino alle primarie torinesi del Pd? Il Partito democratico torinese si è comportato in modo disordinato?
“Io sono di parte. Sono stata considerata come la principale sostenitrice della candidatura di Piero Fassino. Ho sempre pensato che quella fosse la scelta migliore. Sono contenta che Fassino abbia deciso di accettare questo impegno. Forse si è trattato di una scelta disordinata. Noi ci siamo mossi in ordine sparso. Alcuni dirigenti hanno cercato la disponibilità del rettore del Politecnico Profumo, ma sembra che questo autorevole esponente della società civile torinese non abbia voluto lavorare in un contesto nel quale era previsto il meccanismo delle primarie. Questo era il problema che non ha convinto Profumo. Adesso si dice che tutta la sinistra torinese fosse d’accordo con la candidatura di Profumo. Non mi sembra che sia così. La carta di Profumo è stata giocata fino in fondo da Fassino. Ma io non posso parlare molto delle intenzioni che ha manifestato in questi giorni il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino”.
Perché in prima istanza il Pd non ha pensato alla figura di Fassino?
“Io non ho partecipato a questo dibattito su Profumo. Non c’ero. Io sono stata una delle prime persone a sostenere la candidatura di Fassino alle primarie del Partito democratico torinese. La disponibilità di Piero Fassino non era per niente acquisita per le prossime elezioni comunali. Infatti, Fassino ha deciso di candidarsi solo quando è stato chiaro che Profumo non si sarebbe candidato alle primarie del Pd”.
Si parla di quattro candidati del Pd per le primarie. Prevedete una situazione difficile visto che gli iscritti sono 3700 e le firme da raccogliere sono tante per la candidatura?
“Finora, i candidati ufficiali sono tre. Potrebbe essere piacevolmente una bella battaglia democratica. Speravo che gli iscritti al Pd fossero molti di più. La Commissione dei garanti del Pd ha dato questo numero. Le firme che dovrebbero raccogliere i singoli candidati alle primarie dovrebbero essere circa 710-715. Non sarà semplice arrivare a 700 firme”.
Un senatore radicale nel vostro gruppo parlamentare, il radicale Perduca, ha chiesto a Fassino di rinunciare ai suoi incarichi internazionali. Come ha trovato questa richiesta?
“Molto singolare. Fassino si dimetterà dai suoi incarichi s sarà eletto. Perché dovrebbe lasciare ora?!”.
Cosa pensa delle primarie di coalizione?
“Il Pd ha una vocazione maggioritaria. Io stessa sono una veltroniana. Fare questo tipo di consultazione è un errore”.