venerdì 15 aprile 2011

I cattolici e l'Unità d'Italia


La storica Emma Fattorini
Intervista ad Emma Fattorini
Voce Repubblicana del 14 aprile 2011
di Lanfranco Palazzolo

I cattolici difendono il valore dell’Unità d’Italia. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana”, al termine del Convegno promosso dal Senato dal titolo “La Questione cattolica”, Emma Fattorini, docente di Storia contemporanea all’università di Roma La Sapienza.
Professoressa Fattorini, perché nel corso di queste celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia la cosiddetta “Questione cattolica” ha assunto questa grande importanza, che certo non ebbe nell’anniversario del 1961?
“C’è una ragione storica per le difficoltà che ci sono state nel processo risorgimentale. La questione cattolica nasce lì. C’è soprattutto una sensibilità oggi perché c’è una sensibilità dei cattolici nel difendere l’unità nazionale e nel difenderla. C’è anche una reazione ad una storiografia revisionista, che vede i cattolici contro le minacce contro lo stato unitario. Si è parlato di opposizione organizzata dei cattolici all’unità d’Italia. Penso che sia stata una visione del tutto esagerata rispetto al dato storico reale. Rispetto a queste polemiche la Chiesa, tramite Benedetto XVI, ha rivendicato. Nel 1962, Paolo VI pronunciò una frase molto bella: quando definì la fine del potere temporale della Chiesa come un fatto provvidenziale. Per la Chiesa, quel cambiamento aveva aperto un grande ‘portone universale’ di dialogo spirituale”.
La Chiesa ha cercato di impadronirsi di questo anniversario e di esserne protagonista al di la dei suoi meriti reali nel compimento del processo unitario?
“Credo che ci sia ancora un certo pregiudizio nei confronti della Chiesa cattolica. Detto questo, non bisogna assolutamente negare che ci fu un’opposizione della Chiesa cattolica nei confronti dell’Unità d’Italia. Ma questa opposizione fu molto complicata, fatta di tanti chiari-scuri. Intanto ci furono tanti personaggi come Rosmini, Gioberti, Manzoni, che teorizzavano la centralità della Chiesa nel processo unitario. La Chiesa ufficiale li condanno. Su questo avete ragione. Però ritengo che queste polemiche vadano smussate. Le classi liberali dell’epoca non erano affatto illiberali, capivano l’importanza che i cattolici potevano avere nella storia d’Italia per mantenere il consenso. La Chiesa rifiutava il metodo dell’Unità d’Italia, simile a come si era configurato il processo che aveva portato alla Rivoluzione francese”.
Nel corso del dibattito al quale ha partecipato a Palazzo Giustiniani si è cercato di separare la Questione cattolica da quella Romana? E’ giusto?
“Altri paesi hanno vissuto una loro questione romana. In Germania, negli anni della Breccia di Porta Pia, c’è stato il Kultukampf. La questione romana si ritiene risolta con i Patti Lateranensi del 1929. Mentre la Questione cattolica è ancora aperta nel conflitto che esiste tra laici e cattolici nel nostro paese”.

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